I killer di Tommasino iscritti al PD

15 ottobre 2009

La notizia è stata riportata dal sito Metropolis web. Due degli accusati di aver fatto parte del gruppo di fuoco che lo scorso 3 febbraio ha assassinato il consigliere comunale stabiese del Pd Gino Tommasino, risulterebbero iscritti al locali circolo territoriale del Pd. I due sarebbero Salvatore Belviso e Catello Romano, quest’ultimo, peraltro, evaso qualche giorno fa da un albergo nel brindisino dove era piantonato in attesa di essere avviato al programma di protezione dei collaboratori fdi giustizia. Romano, infatti, si era “pentito” ed aveva cominciato a collaborare con gli inquirenti. Nell’elenco ufficiale degli iscritti, il primo, cugino del boss Enzo D’Alessandro, compare senza alcuna data di nascita.

Accanto al nome del secondo, invece, si rileva anche la sua giovane età: Romano era maggiorenne da appena tre mesi quando ha deciso di “impegnarsi” in politica. La presenza dei due nomi, come avevamo anticipato, non sono le sole inquietanti presenza che gravano sul partito democratico stabiese. Diversi altri nomi, in passato, hanno avuto a che fare con la giustizia. E questa, peraltro, è cosa nota in gran parte dell’opinione pubblica cittadina. Basti pensare che all’epoca in cui vu avviata la campagna di tesseramento fu creata un’apposita commissione di controllo per garantire la “pulizia”, in nome del codice etico che si era dato l’allora nascente Partito democratico, ed evitare così pericolose infiltrazioni. Agli atti oggi risultano iscritti ben 2.943 persone. Il Pd alle ultime elezioni europee ha raccolto poco più di 5.000 voti. Un tesseramento chiaramente gonfiato che, quasi inevitabilmente, ha visto l’infiltrazione di personaggi davvero poco raccomandabili. A questo punto suonano quasi come beffa le tante parole spese dal locale gruppo dirigente all’indomani proprio dell’omicidio Tommasino, quando assicuravano come il loro partito sarebbe stato un “Sicuro argine alla camorra e a tutte quelle attività criminali che – per usare le loro parole – prosperano proprio laddove si affievolisce il sentimento legalitario”. Evidentemente, invece, la “Commissione” deve essersi distratta non poco… visto che alla Federazione provinciale del Pd di Napoli non sembra essere pervenuta alcuna segnalazione od anomalia. Sempre secondo Metropolis si sospetta che nelle liste degli iscritti figurino anche altri parenti ed “amici” degli altri due componenti del commando camorrista: Renato Cavaliere e Raffaele Polito.

E pensare che appena qualche mese fa, proprio a Castellammare, in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Solo per giustizia”, alla presenza peraltro di molti “capi e capetti” del locale Partito democratico, l’ex magistrato della DDA di Napoli Raffaele Cantone ebbe a dire: “Nessuno parla di anti-camorra, nella campagna elettorale sono stati dimenticati i temi della legalità; eppure i voti della camorra fanno ancora gola a troppi. Il discorso della pulizia della politica dovrebbe essere quello principale in campagna elettorale perché se la camorra non avesse appoggi non sarebbe così forte“. Chissà se sono il solo a ricordare che nella salone del Palazzetto scese un silenzio quasi imbarazzate. I partiti per parafrasare sempre lo stesso Cantone non devono aspettare le sentenze della magistratura per evitare candidature o, in questo caso, iscrizioni più che sospette. Non basta la presunzione d’innocenza ci vuole la certezza della pulizia e dell’onesta morale.

16 commenti a I killer di Tommasino iscritti al PD

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  2. Corsaro rosso

    Stamattina la notizia l'ha ripresa uguale, uguale il Tg5 che ha dato, ovviamente… particolare enfasi al fatto che “anche” nel PD ci sono le infiltrazioni della camorra.

  3. Sì, evidentemente mi leggono cani e porci. Persino Ricchiuti.

  4. grano

    Sì, bravi, tutto giusto, ma sul piano pratico come pensate che si faccia?
    Se per esempio ad un banchetto in strada mi si presenta una persona che vuole iscriversi al Pd, che cosa dovrei fare: prendere il nominativo e poi avviare un'inchiesta per accertare l'onoratezza ed il buon nome del soggetto? E come? Un partito non è mica una questura. Se la persona non è un criminale notorio si fa la tessera e basta.
    A mio avviso due sono le misure concretamente attuabili per un partito (e che quindi dovrebbero essere attuate):
    1. Sospendere temporaneamente in attesa di accertamenti gli iscritti che ad un certo punto risultano pubblicamente in odore di malaffare o criminalità (ed espellerli in caso di sentenza definitiva)
    2. Tenere un atteggiamento fortemente prudenziale relativamente ai segretari di circolo, dirigenti e candidati a tutte le elezioni amministrative o politiche, data la loro caratteristica di rappresentatività (che il semplice iscritto non ha) e il loro numero non paragonabile a quello degli iscritti

  5. rebyjaco

    Elementare Dalema! Non so quante tessere comtrolli Dalema ma da quello che leggo ne “”controlla”" moltissime. Inevitabile e secondario (per Lui e per loro) che vi siano infiltrazioni Camorristiche, anzi, probabilmente è anche meglio, vorrà dire che si prenderà qualche voto in più. Se su queste basi si fonda la “”vittoria”" di Bersani, altro che la vittoria di Pirro. Se nza voler generalizzare è più che evidente che al meridione le tessere sono in mano a chi aspetta di ricevere qualcosa in “”cambio”". (non c'era necessità di questa vicenda)

  6. Lelith

    prima quello che violentava le donne ora i killer della camorra… per le prossime elezioni il pd vuole fare concorrenza al pdl sul piano dei pregiudicati, sempre ad inseguire berlusco silvioni senza capire che non lo raggiungeranno mai.

  7. Certa gente si conosce… senza chiedere il loro backgroud giudiziario.

  8. Questi “iscritti” non erano “dalemiani”. Fidati.

  9. grano

    Io vivo in una città di qualche centinaio di migliaia di persone ed anche nella mia circoscrizione conosco solo una piccola parte dei residenti. Anche Castellamare di Stabia mi risulta che conti intorno ai 100.000 abitanti. Continuo a pensare che in queste circostanze pretendere che si conoscano tutti i richiedenti tessera sia utopico.
    Ritengo invece che il caso singolo possa sempre sfuggire (ma ovviamente, quando il probema viene a galla, vada gestito con la massima determinazione), mentre quando diventa la regola c'è evidentemente qualcosa che non va.

  10. rebyjaco

    Ci credo ciecamente. Ho sempre sostenuto che il “”peggio”" è iniziato quando “”avete”" accettato i resti DC. e Socialisti. Non sapendo da dove ricominciare, io inizierei dalla questione morale che è quella che più “”vedono”" i votanti, inoltre, sulle iniziative di Governo per aver ragione bisognerà aspettare almeno che falliscano. Per adesso si sono spese troppe parole per niente. Se è vero che Dalema ha stretto la mano a Berlusconi (a prescindere) è scemoSe pensa che può “trattare” o accordarsi con il maggior Politico Psicopatico in circolazione, a bisogno di cure urgenti, in questo caso è ancora più pericoloso.

  11. Vabbè io non sono l'avvocato di D'Alema. Rivolgiti altrove.

  12. Castellammare ha circa 70.000 abitanti. Un solo circolo del Pd e quasi 3.000 iscritti. Che non si possano controllare 3.000 persone non lo credo. Eppure è avvenuto. Visto che non solo i due presunti killer sembrano “sospetti”.

  13. grano

    3000 iscritti su 70000 abitanti? Un'enormità, per le nostre parti. E chi le controlla 3000 persone? Gli “attivi”, che sono sempre molti molti meno? E poi, ripeto, il Pd non è una questura. Il suo obiettivo non è fare le indagini sui suoi iscritti, altrimenti è meglio che si chiami PCUS. Ciò non toglie che un partito serio debba selezionare attentamente i dirigenti e censurare severamente i comportamenti da censurare.
    …Ma forse da quelle parti il clima di sospetto è quello che mi sembra trasparire dalle tue parole e che si sposa bene con il titolo del “Fatto” (“Il Pd imbarca anche due presunti killer”), come se il Pd avesse dovuto saperlo prima della polizia

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