Vuoi sapere perché una siringa costa così tanto?
di Maghdi Abo Abia - 03/07/2012 - Secondo una ricerca dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici i conti pubblici italiani potrebbero essere rinvigoriti attraverso l'acquisto dei prodotti medici e dei farmaci al loro prezzo reale. Cosa che al momento non avviene. I costi standard aiuteranno a rimettere a posto il BILANCIO?
Vi ricordate quando da bambini i vostri genitori vi dicevano con un tono velatamente minaccioso “poi facciamo i conti”? Per qualcuno significava schiaffi, per altri il sonno senza cena, per altri ancora una serie di privazioni le cui conseguenze si sarebbero sentite per i giorni, o mesi, a venire.
FACCIAMO I CONTI - Con il passare degli anni il “poi facciamo i conti” ha assunto una nuova connotazione: da un regolamento delle questioni interno alla famiglia è diventato un “tiriamo le somme e vediamo dove la stiamo facendo fuori dal vaso”. Ed è questo il principio che ha guidato l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici la quale ha pubblicato un’ elaborazione dei prezzi di riferimento di dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero, servizi sanitari e non sanitari individuati dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali, AGENAS, tra quelli di maggiore impatto sulla spesa sanitaria complessiva. Insomma, per farla breve, ha fatto i conti in tasca alla sanità del nostro Paese.
LA LEGGE - Questo è stato possibile grazie all’articolo 17 della Legge 111 del 15 luglio 2011, dedicato alla razionalizzazione della spesa sanitaria, il quale impone all’Avcp una ”elaborazione dei prezzi di riferimento, ivi compresi quelli eventualmente previsti dalle convenzioni Consip [...] alle condizioni di maggiore efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari individuati dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio sanitario nazionale. Ciò, al fine di mettere a disposizione delle regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione della spesa”.












