Se picchi i bambini li fai diventare matti
03/07/2012 - Un recente studio dimostra che i bambini maltrattati soffrono più spesso degli altri di malattia mentali
Ci sono ancora genitori che sostengono di picchiare i figli per il loro bene, ma non è vero.
LE SBERLE NON FANNO BENE - Ci credono ormai in pochi alla valenza educativa delle sberle e della violenza, ma si tratta pur sempre di un vasto pubblico che si pasce nell’ignoranza e che in questa teoria trova conforto alla propria pochezza, che impedisce la ricerca di soluzioni educative più complesse e faticose, perché mollare un ceffone è sempre meno faticoso che cercare di capire un figlio e di spiegargli il senso delle questioni.
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I DATI NON MENTONO - Lo studio ha coinvolto più di 20.000 persone, quindi una base statistica solida, e ci dice che i bambini trattati con violenza hanno circa una volta e mezza più possibilità di cadere in ansie, depressioni, dipendenze e in tutto il catalogo delle malattie mentali, nessuna esclusa. La correlazione sembra abbastanza evidente e rilevante, è confermata da altri studi recenti ed è tale da sconsigliare chiunque dal ricorrere a questi mezzi di correzione e ancora meno dal difenderli vantandone un’efficacia mai dimostrata da nessuno.
BASTA SCUSE - La realtà è quella per la quale chi picchia, strattona o comunque fa male ai figli per disciplinarli, finisce per procurare loro anche profonde ferite psichiche, che non mancheranno di farli soffrire anche in età più avanzate. Chi picchi i bambini fa loro del male e basta, non importa dietro con quale scusa cerchi di giustificare la pochezza e la violenza del suo comportamento.
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I ceffoni andrebbero evitati, ma l’autorevolezza spesso serve, e anche qualche piccola punizione, tranne in casi particolari dove i bambini sono molto tranquilli e basta spiegare loro le cose.
Ormai tutta la psicologia dell’età evolutiva si sta muovendo sui “no e sulle regole che aiutano a crescere”.
Purtroppo nella maggior parte dei casi non basta spiegare, non siamo ancora così evoluti.
:-(
…..
uno sculaccione quando serve non fa mai male!
Bisogna distinguere uno sculaccione ogni tanto dalla violenza, che comunque può essere anche senza sculaccione, può essere anche verbale, o manifestarsi con l’anaffettività o la mancanza di cure: in ogni caso, secondo me , sarebbe preferibile sostituire lo sculaccione, con una punizione”ragionata” ma autorevole , se serve.
Lo studio, tuttavia, penso sia fatto su famiglie violente non su madri che ogni tanto danno uno sculaccione, altrimenti in Paesi come la Svezia ci sarebbero meno depressione e suicidi rispetto ad altri Paesi.
Le punizioni sono le migliori regole educative. Le botte segnano i bambini.
Bisognerebbe distinguere però nettamente le percosse vere e proprie dagli”sculaccioni”,che magari elargiti raramente,possono anche essere educativi;Un conto è prendere a pugni,calci o addirittura bastonate un bambino-e questo è un crimine ingiustificabile-un altro sculacciarlo di tanto in tanto,per qualche marachella;la violenza brutale di certi individui sedicenti genitori va perseguita e punita inesorabilmente;ma da qui a non poter nemmeno più alzare la voce con i propri figli,è da piangere!
Hai ragione, ma il punto è che evitare lo sculaccione come risorsa educativa non vuol dire non poter alzare la voce , e soprattutto non vuol dire dare sempre ragione ai bambini o lasciarli troppo liberi , non imporre loro nulla, o non fargli mai vivere nessuna frustazione, cose, queste ultime , ben più dannose di uno sculaccione: significa solamente usare altri metodi, non fisici, ma più efficaci.
Oh, poi se lo sculaccione scappa , se non è violento e non è abituale, non bisogna colpevolizzare i genitori: non causerà danni psicologici al bambino, ma lo predisporrà ad essere egli stesso più manesco, più aggressivo, cose che con l’educazione si vorrebbero invece evitare.
Secondo me le punizioni, un po’ come gli schiaffi, non dovrebbero essere abituali, ma dovrebbero essere l’ultima risorsa, da adottare in casi particolari( poi dipende anche da bambini, alcuni ne hanno bisogno spesso, ad altri basta davvero spiegare le cose), ma le punizioni sono più efficaci e coerenti ed anche più severe , volendo (sempre secondo me, ovviamente).
Però sono più difficili, perchè devi farle rispettare (a differenza di ciò che molti credono , la punizione richiede un educatore più “forte”, autorevole e costante, e se non hai un’indole severa ed hai a che fare con un bambino vivace , o te la formi,o lasci perdere oppure ogni tanto l’urlo, la “perdita delle staffe” ci esce; ovviamente la cosa migliore sarebbe riuscire a “formarsela”, almeno un po’ :-D ).
Secondo me lo schiaffo è più immediato, ma meno educativo.
Io almeno la vedo così.
*frustRazione
Beh, vista la delicatezza dell’argomento mi è sembrato il caso d correggere :qualche “frustazione” a un bambino sarebbe davvero eccessiva
;-)