Massimo Ciancimino ha consegnato il “papello”

15 ottobre 2009

Secondo quanto fa sapere Antimafia Duemila ieri sarebbe stato consegnato ai magistrati di Palermo il famoso “papello”, il testo contenente le richieste di Cosa Nostra fatte recapitare attraverso Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo, ai rappresentanti dello Stato, i carabinieri dei Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, durante la trattativa intavolata tra mafia e rappresentanti delle istituzioni durante il 1992. A mettere il “papello” nelle mani dei giudici sarebbe stato Massimo Ciancimino, figlio di Vito, diciassette anni fa presente ad alcuni incontri tra il padre e gli uomini dello Stato. “Ci fanno credere che il “papello” esista. Sapremo presto se riusciremo a venirne in possesso”, aveva fatto sapere ieri il procuratore aggiunti di palermo Antonio Ingoia. Poche ore dopo è giunta la sorprendente indiscrezione. Fonti attendibili confermano.

Cosa c’è scritto nel papello? Ecco cosa ricordano su Antimafia Duemila: “A parlare per primo del “papello” era stato il pentito Giovanni Brusca il 13 gennaio 1998. Interrogato nel corso del processo di Firenze sulle stragi del ’93, il pentito aveva riferito dell’esistenza di una trattativa tra il capo di Cosa Nostra e lo Stato, intavolata dopo la strage di Capaci. Fu lo stesso capo di cosa nostra ad informarlo di quel dialogo .”Si sono fatti sotto – gli disse – gli ho presentato un ‘papello’ di richieste lungo cosi’”. Dodici istanze che avrebbero compreso una serie di agevolazioni per cosa nostra tra cui la revisione del Maxiprocesso, l’abolizione del carcere duro per i mafiosi, la revisione della legge sulla confisca dei beni, l’annullamento della legge sui pentiti ed altri ancora”.

4 commenti a Massimo Ciancimino ha consegnato il “papello”

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  3. Lelith

    Ma sto “stato” chi era? avrò pure avuto un nome ed un cognome o no?

  4. rebyjaco

    In tempi che sembrano antichi Pannella diceva: La Mafia è in Parlamento! Ultimamente a seguito degli ormai cronici scandali Campani, ho letto: Nei dintorni di Monte Citorio si parla Napoletano. L'anno scorso ho letto sulla stampa: La Mafia ha piazzato i Suoi uomini a Bruxelles per mettere le mani sui fondi Europei per il mezzogiorno. Perbacco! Ma per dire queste cose qualcuno avrà pure notizie di CHI SONO, caso contrario è come parlare a casaccio, e non mi sembra che chi scriveva fosse uno sprovveduto. La Mafia, fa parte delle istituzioni, quando si delegittimano le Istituzioni, si delegittima una parte della Mafia. Triste, Doloroso, e sconfortante conclusione alla quale è giunta prima di me tanta gente che è stata ammazzata.

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