Forse il tempo della casamatta nel Partito Democratico è finito: anche il candidato favorito alla segreteria dice che la Binetti deve rispettare le regole e accettare le direttive.
“Chi vota per me, sa che questo significerebbe accettare le regole: io nell’organismo statutario sarei chiaro, sarebbe la prima cosa che farei, indicherei quali sono le materie su cui ci puo’ essere liberta’ di coscienza e tutte le altre su cui vige la disciplina di partito”, afferma Pierluigi Bersani. E quando gli chiedono se il provvedimento di ieri contro l’omofobia rientra tra i casi di coscienza risponde netto: “A mio giudizio no”.
PAROLE CHIARE – Parole pesanti per Paola Binetti che, dopo aver detto no al provvedimento sull’omofobia ed essersi beccata un duro richiamo da parte di Dario Franceschini, aveva provato a rimediare puntando su qualcuno che secondo lei sarebbe stato più aperto e disponibile a ragionare: “Bersani ha avuto una reazione più equilibrata, sto pensando di votare per lui alle primarie, certamente non voterò Franceschini che propone la mia espulsione, né voterò scheda bianca”. Ma la reazione di Bersani non è stata meno netta di quella di Franceschini. Paola Binetti aveva mostrato idee chiare fino a stamattina, nel Pd aveva fatto sapere di volerci restare a pieno titolo, alle primarie aveva detto di saper bene chi scegliere: quel socialdemocratico dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Bersani che respinge al mittente l’assist: “Ora mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata. – aveva detto la Binetti - Il Pd è un partito giovanissimo, vorrei capire quale sia la sua identità. Io sono una moderata, una persona di centro con una sensibilità per il sociale e mi chiedo: nel partito la libertà di coscienza è tutelata o no? Il Pd deve essere un partito a pensiero unico? Bisogna dirlo”.
SALUTI E BACI – Insomma se l’attuale segretario aveva scelto ieri la linea dura per bypassare l’ennesima divergenza scomoda coi teodem sui temi sensibili come sui diritti civili e sui temi etici, poteva ritrovarsi adesso a ricoprire l’imbarazzante ruolo del cattivo di turno che ha bisogno del bastone per far rientrare nei ranghi tutti i dissidenti, mentre l’avversario delle primarie si cuciva addosso l’etichetta di leader capace di accettare le diversità, di dialogare e mediare senza imporre diktat alcuno. E’ proprio sulla possibilità o meno di far presente idee diverse all’interno del partito che la Binetti voleva far leva oggi: “Pongo io una domanda a Franceschini – aveva detto – Gli chiedo se il partito di cui vuole essere segretario sarà un “partito unico” oppure un partito aperto a una pluralità di posizioni e alle scelte di coscienza. Perchè se e’ un partito unico quello che Franceschini ha in mente, con strategie e sanzioni comminate dal segretario, allora basta dirlo. Gli elettori devono sapere, nell’imminenza delle primarie, se questo e’ un partito plurale oppure un partito del pensiero unico dettato dal segretario”.



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Io sto ancora aspettando le sanzioni per gli assenti ingiustificati sullo scudo fiscale
mettiti comoda
(right or wrong, it's YOUR party)
beh finalmente una buona notizia dal PD, era ora si facesse chiarezza.
non ho letto neanche un articolo di un LIBERALE che se la prenda con la maggioranza, in compenso. Magari mi è sfuggito, mi sapreste indicare?
come se fosse solo colpa del PD se viviamo in un paese che non rispetta i gusti sessuali ma ne fa derivare delle conseguenze giuridiche (cioè meno diritti).
dove sono i liberali? se fate due conti, anche senza il voto della binetti la legge sarebbe DOVUTA passare largamente. E invece…
averceli, i liberali.
Infatti si fa confusione sulle questioni. Il Pdl ha affossato la proposta Concia. Questo è il primo argomento. Il secondo è tutto interno al mio partito e riguarda il comportamento della Binetti su un tema che niente aveva a che fare con il voto di coscienza. Il testo non è morto certo per il voto della Binetti
ah ecco allora mi confermi questo spaventoso silenzio…tutti a parlare della binetti, come se la legge non fosse passata per un voto e COME SE LA MAGGIORANZA FOSSE DEL PD.
alla faccia della libertà di coscienza comunque, qui le cose sono due: o i liberali sono diventati tutti comunisti o dipietristi, oppure erano degli intellettuali molto a buon mercato…e oggi scrivono su libero o il giornale.
resta che sui diritti civili il problema non è il parlamento, ma tutto quello che viene prima e che si chiama opinione pubblica. E chi vota PDL sa perfettamente che non ci sarà nessuna concessione, e nonostante questo lo vota. Evidentemente è d'accordo.
tutto questo per dire che stiamo parlando della Binetti quando la giornata di ieri ha dimostrato che la binetti E' LA MAGGIORANZA.
dopodiché mi aspetto la sua espulsione dal Pd. Ma resta l'ultimo fatto di cui dovrebbe discutersi.
Io al dilà di tutto non ho capito una cosa…
C'è una legge che prevede una sanzione penale per gli autori di atti di discriminazione razziale, etnica o religiosa ma non per la discriminazione per genere od orientamento sessuale, però su questa non si intende intervenire. In compenso si vuole intervenire sull'articolo che definisce le condizioni per le aggravanti di pena, dove l'aggravante per discriminazione razziale, etnica o religiosa non c'è (e in compenso c'è l'aggravante se la vittima è un religioso…). Mi sembra un po' uno strano misciotto che presta il fianco alle considerazioni capziose sulla definizione di categorie protette a cui si sono aggrappati la maggioranza e la Binetti (come se non ci fosse evidentemente già quella dei religiosi). Mi parrebbe più corretto intervenire sulla prima legge, in modo da equiparare finalmente la discriminazione di genere e per orientamento sessuale a quelle per razza, etnia e religione, facendola rientrare a pieno titolo tra i comportamenti penalmente rilevanti.
Su questo tipo di proposta si potrebbe veramente sfidare tutti a rispondere alla domanda: “La discriminazione per genere e orientamento sessuale è o no una discriminazione equipollente a quelle per razza, etnia o religione? Se sì, deve essere equiparata ed esse anche ai sensi del codice penale” e allora sì, se la Binetti si mettesse di traverso, un calcione nel sedere.
così giusto a corollario di quel che ha scritto grano vorrei sottolineare che l'ormai celeberrimo articolo 3 della costituzione che ha trombato il lodo alfano ci dice che i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge senza distinzioni di religione, razza e anche sesso (+ altra roba inutile).
E' quindi implicito nell'ordinamento che il sesso, cui può essere ricondotto anche l'orientamento sessuale come espressione della identità sessuale percepita dall'individuo, sia un fattore di discriminazione di per sè equiparato a razza e religione.
il che spiega perchè per la destra la norma era da considerarsi incostituzionale.