A questo giro di annunci di politica monetaria dei due principali Governatori Centrali europei, Gigì Trichet per la BCE e Mavy King per la Bank of England (BoE) nel migliore dei casi sono parsi due dischi rotti, nel peggiore vanno avanti per inerzia perché hanno finito i muri dove sbattere il cranio. Gigì continua nella sua visione di rischi sulla crescita ben maggiori che sull’inflazione, da cui nessuna fretta a normalizzare la politica monetaria (che quindi, per rapida deduzione, è “anormale”); e allora continuiamo così. Mavy continua a giocare al rialzo con i suoi piani di acquisto di titoli ed a studiare sempre nuove amenità per tirar giù i tassi, convinto che se il cavallo non beve, va annegato, ché da qualche parte l’acqua gli entrerà e la vasca non traboccherà mai.Ora, come faccio ad esimermi dal commentare questi fissati proprio io (che sono fissato con il problema inflativo)?
Gigì, pur offuscato dall’idea dell’asimmetria tra i rischi su PIL e prezzi, pare per lo meno aver preso a trascurare la pletora di survey per lo più ottimistiche che offre il mercato (indagini tramite interviste a campione sulla fiducia… sì, fiducia che ’sta roba abbia senso!), privilegiando i dati (poco ottimistici) sul credito bancario. Tralasciamo il fatto che non è così certa l’equazione “tanto credito = economia forte” e il suo contrario “poco credito = economia debole”, visto che il mondo ha sbottato proprio su un boom di credito, e tralasciamo pure le teorie che ci dicono (a parer mio dimostrano) che quelle equazioni non hanno alcun senso, il continuare a tenere una politica monetaria “anormale” sottintende che le aspettative di inflazione siano rimaste ancorate attorno a quel famoso target del 2%.
Krämer di Commerzbank sottolinea questo punto, ed evidenzia che le aspettative di inflazione a 5 anni scontate dai mercati sono al 2,75%, un livello, pare, ancora non preoccupante. In effetti l’orizzonte della BCE è a due anni, quindi tutto sembra ancora non significativo. Però la situazione è in evoluzione e mi pare che i segni di “disancoraggio” dell’inflazione stiano crescendo con il tempo: nel 2006 hanno oscillato tra il 2,1% e il 2,4%; tra metà 2007 (più o meno l’inizio della fase acuta di crisi negli USA) e metà 2008 (grossolanamente l’arrivo della crisi in Europa) le aspettative si sono poste in media sul 2,4% (cioè il precedente massimo è diventato la media) con un minimo al 2,3%; da metà 2008 è stato toccato varie volte il tetto del 2,8% mentre i minimi all’inizio hanno toccato il 2,2% (una variabilità che attribuirei all’incertezza delle analisi e delle prospettive per il concorso di attese di deflazione e sciacquoni monetari), ma nel 2009 i minimi si sono regolarmente rialzati segnando una convergenza precisa verso i massimi (appunto, ora siamo al 2,75%). Le attese più lontane hanno avuto quindi prima uno shift sulla media per poi segnare una tendenza sempre più precisa di allontanamento “dall’area 2%”. Ok, sono attese più lontane dall’orizzonte ufficiale della BCE, ma sarà il caso che Gigì cambi un po’ disco? Comunque i tassi Eonia dicono che a marzo prossimo sarà più facile che il Refi sia a 1,25% invece che restare all’attuale 1%, perciò Gigì può smettere di fare tanto il duro.
Mavy è messo peggio. A parte che si sta baloccando con l’idea di tassi di interesse negativi (Krämer dice che il mercato attribuisce a questo una probabilità non superiore al 30%… non ho capito su che base lo dica, ma 30% è veramente tanto per una cosa simile!), una vera extrema ratio per chi abbia sparato tutte le cartucce possibili e immaginabili e sono rimasti ormai solo la stregoneria ed il soccorso dei marziani. E le cartucce vanno a finire per certo: la BoE prima ha detto che quel che conta come stimolo all’economia è lo stock di titoli acquistati dalla BoE nella sua politica di Quantitative Easing, e non il “flusso”, cioè il continuo acquistare; dopo Mavy è andato a incaponirsi per allargare il piano di acquisto di titoli da £ 175 miliardi, uno “stimolo” del 12,5% del PIL, a £ 200 miliardi, aggiungendo quindi un 2% di “stimoli”. Forse stanno finendo oltre che le cartucce anche gli zuccheri nel sangue di Mavy. Ma dove vuol arrivare? Stimoli al PIL pari al PIL stesso? Troppo assurdo… meglio cominciare a pensare a tassi negativi, vero? Comunque la strategia del Quantitative Easing, per gli amici QE, non parrebbe aver portato a grandiosi risultati: la cosa era già stata detta, ma in effetti la montagna di moneta pare aver prodotto il topolino di un PIL piatto nel terzo trimestre 2009, tanto che qualcuno comincia a parlare di QE come acronimo di Quite Effective (“efficace insomma”). Insomma, stimoli a più non posso per stirare piatto il PIL in un momento in cui un po’ da tutte le parti sembra (io aspetterei fine anno prima di parlare, però) di aver toccato il fondo. Oltre tutto l’inflazione dei prezzi inglese viaggia comunque all’1,8% (secondo l’ultimo indice adottato, perché quello originario stava andando alle stelle). Comunque i tassi Eonia danno per certo un intero quarto di punto di tasso di sconto in più a giugno 2010, in disturbante e schizzofrenico contrasto con le fisse di Mavy! Anche qui non sarà il caso di girare il disco?
Insomma, questi due continuano ad atteggiarsi a super-eroi, a disegnare ameni scenari di cascate di liquidità in fiducioso soccorso di un’economia agonizzante con l’unico rischio di non aprire a sufficienza il rubinetto… Ma intanto si prepara qualcosa sotto, qualcosa che dice che volenti o nolenti, cioè ripresa agguantata o meno, i Governatori dovranno cominciare a tornare sui loro passi in un termine piuttosto ben definito, perché è evidente che quell’inesistente rischio-inflazione non solo non è inesistente ma sta pure bussando alla porta, e tutti i loro titanici sforzi (del cui rientro è lecito dubitare che possa essere fatto tanto agevolmente e tempestivamente quanto i super-eroi lascino intendere) non hanno portato effetti così determinanti.
Almeno, Signori, cambiate il disco, ché non si capisce più se prendete in giro o veramente non sapete più cosa dire.






















I complimenti so che devo trattenermi dal farterli..ma te li faccio lo stesso, per la consueta chiarezza espositiva del tuo pensiero su argomenti non sempre facilissimi da digerire…^_^
Sull'argomento di stimolare la crescita nel breve termine con la politica monetaria abbiamo idee (solo parzialmente) diverse.
Ma certamente, stimoli al Pil di importo pari al Pil non sono tollerabili. Neppure nel breve periodo
(Ah, Gigì Trichet è Fa – vo – lo – so !!!)
UN sorriso strepitoso
C.
[...] Giornalettismo.com è stato pubblicato il mio editoriale "Aiuto, mi si sono inceppati i governatori", un piccolo resoconto delle posizioni assunte da Trichet della BCE e King della [...]