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Po poropo poropo: come nasce l’inno del mondo?

Il mondo all’improvviso scopre che il calcio ha adottato un inno traversale.

L’EXPLOIT – C’era bisogno che lo intonassero gli spagnoli ad ognuna delle quattro pappine che ci hanno rifilato ieri, perché la BBC s’accorgesse del grande successo che riscuote tra i tifosi il ritornello di “Seven Nation Army” dei White Stripes. In realtà come ben sappiamo dalle nostre parti, e come ricorda anche BBC è un ritornello che accompagna da tempo, e abbastanza ossessivamente, le manifestazioni di gioia dei nostri tifosi.

I BRITANNICI – Per gli inglesi, che lo traducono con “DUH… duh-duh-duh-duh DUH… DUH” invece sembra che il suo dilagare sia una novità, tanto da dedicargli un titolo che lo presenta come l’inno non ufficiale degli Europei 2012, incuranti della sua ubiquità già nel 2006, quando divenne la colonna sonora del mondiale vinto dagli Azzurri in Germania, dopo essere stato condiviso in precedenza da alcune tifoserie italiane.

 

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DALLE ORIGINI A OGGI -La ricostruzione di BBC parte da 2003, anno nel quale la canzone è stata pubblicata e arriva a oggi. Ad attribuirsi la paternità dell’uso calcistico, sono stati i tifosi del club  Club Brugge KV, che dicono di averla ascoltata in un bar a Milano, in occasione di un match di Champion’s League. Ma già i romanisti la usavano allo stadio durante le parite della Roma. E proprio in Italia che si deve cercare per capire come “Seven Nation Army” sia diventato l’inno dei vincenti: addirittura i tifosi del Castellammare di Stabia, fanno sapere di averla ascoltata, usata in tal senso, già nel 2004 durante Juve Stabia-Cavese. Sia come sia, è innegabile il suo dilagare in tutte le arene sportive e tutti gli sport. Il segreto del suo successo? Al di là della piacevolezza del tema, è presto individuato nella sua facilità e nel fatto che non serva per niente sapere a memoria un testo per unirsi al coro. Basta un “po” o un “nah” e l’inno è servito.

 

 

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