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Niente resterà impunitodi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 13 ottobre 2009 alle 10:03 dallo stesso autore - torna alla home

Ci fu un tempo in cui il ministro Gelmini parlava di efficienza della scuola, di un nuovo corso che avrebbe spezzato le reni agli sprechi nel mondo dell’Istruzione, a partire dall’eccesso di personale. La ministro citava studi e cifre, che ci spiegavano che nella nostra scuola si spendeva troppo per il personale, che gli insegnanti era troppi, e che bisognava taglia posti in organico. E allora, via: Stop al turn-over, chi va in pensione non sarà sostituito, fino a ridurre il numero di insegnanti e personale di oltre 100 mila persone in tre anni. A nulla valsero le resistenze di chi diceva che in questo modo sarebbero stati espulsi dalla scuola migliaia di insegnanti più giovani, i precari. Non importa, disse Maria Stella, spalleggiata da Tremonti & c.: nulla si ferma davanti alla ferrea volontà di mettere a posto la Scuola Italiana.

Purtroppo le spinte di conservazione sono tante. Ci si è accorti ad esempio che la gente espulsa dalla scuola e che perde il suo posto di lavoro, anziché applaudire e dire grazie, giusto o sbagliato che sia, un po’ si arrabbia, fa cortei e protesta. per chi gode del consenso del 200% degli italiani e delle famiglie non deve esser bello. Però non si può più tornare indietro, perché si perderebbe la faccia.

E allora, ecco la bella pensata: Giuseppe Valditara, senatore del PdL, pare abbia proposto un emendamento alla Finanziaria. Uno “scivolo” di due anni,  l’abbuono di due anni di contributi figurativi da accordare ai docenti alle soglie della pensione, per favorire al termine di questo anno scolastico il pensionamento anticipato di un alto numero di insegnanti di ruolo. Liberando posti per evitare che anche nel 2010 rimangano disoccupati diverse migliaia di precari “storici”.

Maria Stella pero ora tace. Tremonti tace. Berlusconi tace. Sacconi tace. Brunetta tace. Tre domande: ma non si era detto che l’età della pensione andava allungata perché il sistema previdenziale è già in forte squilibrio? E se l’obiettivo era di ridurre una spesa per l’istruzione troppo alta rispetto alla media, perseguirlo aumentando la spesa previdenziale è coerente con la tenuta dei conti pubblici? E se proprio non bastasse, ma se si aveva paura delle proteste dei precari, in barba alle dichiarazioni su efficientismo, scelte forti, ecc…ma non si poteva pensare prima a questa soluzione?

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