Il confronto a L’Infedele che c’è stato ieri sera tra Eugenio Scalfari e Ferruccio De Bortoli, in rappresentanza dei due più importanti quotidiani italiani, è stato davvero divertente. Un po’ perché quando due di quel calibro si tirano gli stracci pubblicamente è sempre un bello spettacolo. Un po’ perché è riuscito a rimarcare la differenza tra Corriere e Repubblica. Come racconta Luzi qui, “per Scalfari intervenuto al telefono
alla trasmissione l’Infedele di Gad Lerner, dimostra “come si manipola il consenso: si attacca una persona che non può dire la sua”. Il fondatore di Repubblica si è anche detto sicuro che de Bortoli, presente nello studio tv di Lerner, non sarebbe andato al Tg1 se avesse saputo che non sarebbe stata ascoltata la voce di Repubblica. “Mi è stata chiesta una intervista”, ha risposto il direttore del Corriere. Scalfari ha anche contestato una affermazione di de Bortoli secondo cui esisterebbe “un esercito” di Repubblica. “Non esiste un esercito – ha risposto Scalfari – Come de Bortoli rivendica una funzione di giornalista e basta, noi rivendichiamo una funzione di giornalisti e basta”. Scalfari definisce l’attacco di Berlusconi al Corriere “di sinistra”, “una chiamata alle armi, una intimidazione a de Bortoli”. E il direttore del Corriere “sbaglia a dire che non l’abbiamo mai difeso”, aggiunge Scalfari ricordando un suo articolo del giugno 2003, poche settimane dopo che “de Bortoli fu costretto alle dimissioni” dal premier. “Mai avrei accettato di avere limitazioni”, ha risposto de Bortoli all’ipotesi che ora, di nuovo al Corriere, avrebbe uno spazio più limitato. In chiusura, de Bortoli, sollecitato, da una domanda di Lerner, ha ammesso di avere sbagliato ad accettare l’invito di Porta a Porta in collegamento quando si discusse delle vicende private di Berlusconi. “In quelle condizioni non si partecipa al dibattito e io sono stato giustamente redarguito per non avere incalzato il premier”, ha detto de Bortoli“.
Come invece NON racconta Luzi, che fa riferimento all’ennesimo pluralistissimo servizio di Minzolini, De Bortoli, quando Scalfari gli ha rinfacciato l’intervista, ha invece ricordato che il giorno dell’attacco di Berlusconi al Corriere, la Repubblica si è casualmente dimenticata di darne notizia. Casualmente, si ripete: un buco può capitare a tutti. E sempre De Bortoli ha ricordato che “Il paradosso di tutta questa vicenda è che Repubblica ha fatto la sua campagna contro il premier con le notizie pubblicate dal Corriere”. Ovvero, lo scoop della D’Addario, che è stato pubblicato per primo da via Solferino anche se – sempre parole di De Bortoli – altri due quotidiani avevano la notizia ma si sono rifiutati di pubblicarla. Per il resto, c’è poco da chiacchierare: se fosse vero quello che dice Scalfari, ovvero che è in atto una sordida trama tra gli azionisti del Corriere in combutta su Berlusconi, non si capisce come mai quando hanno dovuto sostituire l’appecoronato Paolo Mieli hanno scelto un direttore che, si sapeva, era assai sgradito all’entourage del premier, soprattutto a quello “giurisprudenziale” a causa delle cronache del processo Previti di Luigi Ferrarella, che Ghedini e Pecorella avevano chiesto di far rimuovere all’epoca beccandosi un due di picche come risposta. Ricapitolando: ascoltando i due, si è capita perfettamente la differenza. Uno si è già da un bel po’ trasformato in un agit-prop., un altro che avrà anche il peccato originale di non sentire gli allarmi antimissile, ma intanto le notizie le dà e le scrive, tutte.
In appendice, bisognerebbe anche parlare di questo articolo di Marco Travaglio sul Fatto, dove si opera una prosa davvero fantasiosa delle parole di De Bortoli del giorno prima. Ma forse vale la pena concentrarsi solo su questa frase: “se ieri c’erano Montanelli, Biagi, Sartori, Penati, Grevi e Stella, controbilanciati da Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Romano, Franco, Battista, oggi strabordano i secondi, intervallati ogni 29 febbraio da qualche pallida critica“. In realtà, a parte per i primi due che non possono più scrivere per ovvi motivi – che magari anche Marco capirà e scuserà – gli altri continuano tranquillamente a dire la propria come editorialisti, mentre Alessandro Penati scrive per Repubblica e non per il Corriere: tanto per ricordarlo, Grevi ha spiegato qualche giorno prima della sentenza perché il Lodo Alfano era da bocciare. Ma si vede che ultimamente il cannibalismo mediatico ha assunto una forma troppo concorrenziale per poter essere frenato. Meno male che Silvio c’è, viene da dire; perché altrimenti tanta gente sarebbe davvero nei guai.
P.S.: Riguardo invece tutte le critiche indignate che spesso arrivano dalla cosiddetta società civile, vorrei ricordare una cosina: qualche tempo fa mi capitò di parlare con un blogger che aveva aperto un sito per sfottere altri blogger, e l’aveva fatto utilizzando un nickname diverso da quello che utilizzava nella blogosfera. Perché? “Perché sì, ci ho messo tanti anni per crearmi un nome e una reputazione, mica vorrai farmela giocare tutta insieme in un colpo solo”, mi rispose. Non molto tempo dopo, mi sono accorto che anche un altro blog che, cattivissimo, metteva alla gogna difetti e indulgenze di giornalisti e altri blogger, era in realtà tenuto da un blogger che aveva un altro nick e non voleva rivelarlo. Si potrebbe anche continuare, magari con un’inchiesta dal titolo: “vediamo se quelli che dicono che gli altri devono mandare affanculo tutti i giorni i loro padroni, nella realtà mandano affanculo i loro datori di lavoro“. Ma sarebbe una spremuta di sangue. Meglio soprassedere, ricordando che Ricucci aveva proprio ragione quando diceva che so’ tutti bravi a fa’ i froci cor culo degli altri.
(vignetta da Mauro Biani)




Meno male che Ale C'è.
Non amo scalfari che con gli anni sta diventando sempre più autoreferenziale e visionario, ma la risposta di De Bortoli all'accusa del premier fà ridere.
Sembra quasi che chieda scusa per il fatto che “deve” dare certe notizie essendo il più grande quotidiano italiano.
Non amo le guerre di Repubblica e spesso preferisco leggere le “versioni” del Corriere che ritengo il più “imparziale” dei quotidiani italiani.
Per il resto editoriali, opinioni e commenti personali per me lasciano il tempo che trovano, leggo i giornali per sapere i fatti e poi mi formo le MIE opinioni in merito.
Resta il fatto che De Bortoli ha perso molta della grinta che aveva nel 2003.
Comunque i servizi del TG1 stanno arrivando ai livelli del TG4 e questo non è sicuramente una nota di merito ne per la Rai ne per il buon Minzolini… anzi per Minzolini saranno sicuramente una nota di merito nei confronti di qualcuno, chissa che in futuro non diventi direttore di qualche quotidiano o di qualche TG in orbita Berlusconiana
che tristezza IERI SENTIRE SCALFARI… l'immagine di lui che supplica berlusconi ai tempi della rottura del patto di sindacato di repubblica, immagine ricordata da de Bortoli, è davvero deprimente… ec fascista ex lecchino del Cavaliere… ex giornalista
D'accordo, d'accordissimo.
Detto che quello che dovrebbe contare, in un giornale, è che “preferisco leggere le “versioni” del Corriere che ritengo il più “imparziale” dei quotidiani italiani”, sul fatto della grinta, chi ne ha di più, chi abbaia molto ma non sposta un granello di polvere o chi fa la faccia compunta e intanto, senza darlo a vedere, taglia “imparzialmente” le gambe?
Sinceramente non ho capito
Repubblica fa la faccia dura ma non ha spostato nulla, tranne in un paio di casi Liana Milella con le sue anticipazioni sui possibili effetti di alcune leggine allo studio.
Il Corriere, invece, fa il moderato ma intanto lo scoop della D'Addario è uscito da lì, i verbali di Tarantini idem, il tormentone sui 150 anni dell'unità d'Italia in funzione anti-Lega pure, oltre al fatto che al premier fanno molto più male le critiche di un giornale moderato che quelle di un giornale manifestamente schierato
Per questo ho detto che non amo le guerre di Repubblica e che rimango dell'idea che il Corriere sia il miglior quotidiano italiano.
Resto anche dell'idea che certe volte a fare i moderati ci si rimette, visto che dopo l'attacco di Berlusconi il Corriere passa per comunista agli occhi del popolo di cdx e mi sarei aspettato da De Bortoli una risposta più incisiva. tutto qui
E il Corriere di De Bortoli, cosa ha spostato? Mi fa il favore di indicare quali articoli di opinionisti hanno avto influenza sul governo. L'opinionista Panebianco o Della Loggia che, con il loro terzismo sanno solo leccare i piedi al governo?