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Niente resterà impunitodi Redazione
pubblicato il 12 ottobre 2009 alle 08:53 dallo stesso autore - torna alla home

Una bomba è scoppiata contro la caserma Santa Barbara in via Perrucchetti a Milano. Ci sarebbe un ferito molto grave ad una mano, che potrebbe essere l’attentatore che si sarebbe fatto saltare in aria. Il ferito sarebbe di origine libica, e la bomba sembra essere scoppiata prima di raggiungere l’obiettivo. Prima di far esplodere la carica ha urlato “Via dall’Afghanistan”

4003519561 f6b957df28 o Milano, bomba contro caserma: un ferito graveDice invece l’Agi: “È stato un ordigno a provocare questa mattina pochi minuti dopo le otto un’esplosione davanti alla caserma dei carabinieri di via Perucchetti, a Milano in zona Forze Armate. Due i feriti: un uomo di nazionalità straniera, che aveva con sè l’ordigno, e un militare di servizio in caserma. Il primo è considerato in gravi condizioni, con codice rosso, e il personale del 118 sta provvedendo a intubarlo e a stabilizzarlo prima di provvedere al suo trasferimento al più vicino ospedale, mentre il militare presenterebbe ferite lievi. Non è stato ancora appurato se l’esplosione sia avvenuta perché l’ordigno è scoppiato anzitempo mentre l’uomo lo trasportava oppure vi sia stato un errore al momento di piazzare l’ordigno stesso o, terza ipotesi, se lo straniero si sia fatto saltare all’esterno della caserma. Sul posto ci sono numerose volanti della polizia oltre che pattuglie dei militari”.

L’ordigno è esploso questa mattina alle 7,45 al portone d’ingresso della caserma. Era di fabbricazione rudimentale. Il ferito è un extracomunitario di 34 anni trasportato al Fatebenefratelli con codice rosso. La bomba è stata lanciata, forse l’attentatore voleva entrare ma non ci è riuscito; all’ingresso si trovava un militare, che è rimasto lievemente ferito.

L’Adn Kronos: Erano le 7.45 quando davanti alla caserma in via Perucchetti, a Milano, un uomo straniero è arrivato davanti alla porta carraia e ha fatto esplodere un ordigno. È questa la prima ricostruzione di quanto accaduto nell’attentato in cui, oltre allo straniero, è rimasto ferito, in modo lieve un carabiniere. Secondo indiscrezioni l’attentatore rischia di perdere una mano. L’unica notizia certa al momento è che è stato trasportato all’ospedale Fatebenefratelli. Avrebbe rifiutato, invece, le cure mediche il militare rimasto lievemente ferito. Ancora da capire i motivi del gesto.

Altro lancio: Un uomo di nazionalità straniera si è avvicinato alla porta carraia e, riferiscono all’ADNKRONOS fonti della Difesa, dopo aver gridato alcune frasi ha fatto esplodere una cassetta che teneva in mano. L’uomo è rimasto ferito nella deflagrazione mentre un militare di servizio in caserma che si trovava nelle vicinanze ha riportato delle escoriazioni alla testa. Il militare ha ricevuto le cure sul posto e vista la lieve entità delle ferite non è stato ricoverato.

Ultim’ora Adn: Aveva nascosto l’ordigno dentro la cassetta degli attrezzi il 35enne, nato in Libia, che stamane ha causato l’esplosione all’interno della Caserma dell’Esercito ‘Santa Barbarà in via Perucchetti a Milano. L’uomo sarebbe stato bloccato da un militare che è rimasto ferito in modo lieve. Sul posto sono al lavoro gli uomini della Digos per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’attentato e dare un movente ad un gesto che fin’ora resta senza spiegazione. «In attività investigative di alcune settimane fa erano state colte conversazioni che concernevano una caserma che veniva identificata come ‘caserma Perucchettì». Lo ha detto, a proposito dell’attentato di stamane a Milano, il presidente del Copasir Francesco Rutelli intervistato da ‘Radio24′. Rutelli ha detto che «sembra un atto isolato» e che l’individuo «qualcuno dice un libico, certo non è un comunitario» è «entrato con esplosivo non di alta quantità». La natura dell’evento, ha aggiunto, «è tutta da comprendere» così come la dinamica dell’esplosizione, visto che la valigia «o è esplosa o è stata fatta esplodere».

Milano ha rivissuto gli stessi momenti dell’attentato alla Questura in via Fatebenefratelli che, il 17 maggio 1973, sconvolse il capoluogo lombardo. In quel caso il bilancio fu tragico: quattro le vittime e 52 i feriti. L’attentatore Gianfranco Bertoli fece esplodere una bomba a mano durante la cerimonia per ricordare il commissario Luigi Calabresi, morto un anno prima. Nel cortile della Questura c’erano centinaia di persone. Erano le 11 del mattino quando l’ordigno esplose in mezzo alla folla. L’allora ministro dell’Interno, Mariano Rumor, aveva appena lasciato la cerimonia in auto dopo aver inaugurato un busto in memoria del commissario Calabresi. Gianfranco Bertoli venne immediatamente individuato e arrestato

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