A campionato fermo, una fotografia dell’attuale classifica.
Campionato fermo per la sosta. A campionato fermo gli si può fare di tutto. Ad esempio, il bilancio. Prime a pari punti in classifica Inter e Samp, la veterana e la matricola. L’Inter ha grosse potenzialità date dall’ampio organico, la capacità che solo i puri trascurano di spostare il fuoco dell’attenzione da sé grazie a Mourinho, e la fortuna per ciò che concerne la percentuale degli incidenti. Sino a questo momento, fondamentalmente il solo Motta e può ringraziare la sorte. Ha fatto un gran derby, s’è persa in un bicchier d’acqua alla prima col Bari ma era il debutto e l’Inter sbaglia sempre le prove generali perché lo spettacolo poi riesca bene, raddrizzato le
ultime gare con cinismo e buona tigna. Se Mourinho si rassegna a non usare il tridente e rinnega del tutto il proprio passato, per il campionato in un modo o nell’altro sarà presente alla volata che chiude. Sarebbe un peccato non arrivarci, in qualunque modo, considerando che, come l’anno scorso insegna, le squadre di Mou conservano gamba e condizione. Scegliere la Cempions sarebbe pleonastico, oggi hai la possibilità ambientale in Italia di potertene uscire in Europa anche subito e senza pagare dazio visto l’andazzo. Meglio non scegliere e rimanere nei paraggi del podio quando arriva Maggio. E quando stai lì può succedere tutto e puoi profittare di tutto, nel classico gioco nel gioco delle giornate finali. Checché ne dicesse quello, non è essere o avere il problema. Ma soltanto esserci. Starci.
CASSANO SUPERSTAR – La Samp d’altro canto è una simpatica parentesi a quella che chiamano monotonia, cioè la tradizione. La squadra è ben allenata anche se sostanzialmente è quella dell’anno scorso ma più prudente. Per questo è prima. Dove andrà non lo so, non sottovaluterei il tormentone Cassano. Una cosa che i doriani han preso per gioco e che potrebbe ritorcersi contro la squadra e la testa del loro campione. Probabilmente la Samp non è neanche da Europa League ma finché non lo sa andrà avanti benone. Juventus e Fiorentina a quota 14, sabato prossimo per citare quello morirà nel pomeriggio una delle due. La Juve potrebbe. Per vincere non basta la squadra: occorrono condizione ed ambiente. Se dopo la prima sconfitta stagionale si arriva a scrivere sui giornali di famiglia che Ferrara è un ragazzino bruciato e si fanno già i nomi dei direttori all’inglese per il 2010, è chiaro che manchi da troppo tempo una vittoria. La perfezione non esiste, esiste solo il male minore, non esiste chi non sbaglia mai. Ma vince chi sbaglia di meno. Questo chi sbaglia spesso lo sa. La Fiore invece non morirà. Mai. Almeno, non in questo campionato. Ditemelo voi cos’abbia da perdere una società che ha obiettivi da provinciale e si comporta da grande. Difesa più forte del campionato, grana Mutu ben gestita con, a giocatore finito e sostituto trovato, le colpe addossate alla Juve che a Firenze valgono oro, le collette strappa lacrime che faranno senz’altro al più presto domani poi dopodomani, e la scappatoia di venderlo, farci dei soldi e passare da benefattori.
PRONOSTICI - Fine anno ? Tra le prime sei, come sempre. Quinto il Genoa, in casa imbattuto e prolifico, fuori casa più pratico e spiccio. Difesa in ogni caso poco invincibile. Senza Marassi, retrocederebbe. Altro che isola felice come pure vorrebbero i cantastorie del calcio spettacolo. E’ una squadra seduta sulla propria fortuna, dicono i forum dei suoi tifosi. Stentano a crederci, vista la qualità media dei giocatori. Per il momento sono atei ma ancora devoti. Se questo sia preveggenza o un modo per risparmiare un applauso o peggio ancora una apertura di credito, chissà. Bluff o non bluff Marassi per me è una realtà. Una fermata obbligatoria per tutti. A Marassi si scende. Con Marassi, dall’Europa non esce. La Roma invece ce le ha un po’ tutte. Ha la peggiore difesa e il migliore attacco del campionato, il che non è affatto una contraddizione. Non ha panchina, non ha difesa, non ha neanche un attacco volendo considerato chi è che alla fine ha fatto goal, non ha più a volte neanche il bel gioco. Però ha un bel carattere, un bel lingua lunga di allenatore, un inizio di fuorigioco che hai visto mai, un bel progetto anzi una bomba in un plastico, lo stadio Sensi fonte di ogni gioia domani o dopodomani, un bel progetto fortunatamente per i romanisti molto di là da venire così da non sprecare energie e poter farsi bastare anche l’oggi. Per la Cempions c’è. Specie se Genova sfiata. Sarebbe un risultato fantastico, un grandissimo spot all’autofinanziamento. Un inno alla ricostruzione meno retorico delle case d’Abruzzo. Una via d’uscita, in vetrina, alla depressione nazionale. L’arco di trionfo del senso pratico ai tempi della crisi. Certo, non di solo pane si vive. In ogni caso, Dio non ha ordinato a nessuno un bel nulla. Non di sopravvivere e basta. Tantomeno, di essere romanista.




Per me la cessione di Pieri ha inciso non poco.
E' più prudente per via del modulo. Con Mazzarri la difesa era larga e impostava.