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pubblicato il 12 ottobre 2009 alle 09:46 dallo stesso autore - torna alla home

Nel Sannio un tempo (?) regno del neo compare Mastella, Silvio Berlusconi ha attaccato pesantemente la stampa estera “«C’è un spirito anti italiano. Ci sono giornali stranieri, imbeccati da certa stampa italiana, che muovono solo accuse assurde, ridicole, che fanno male all’Italia, sputtanando non solo il presidente del Consiglio, ma la nostra democrazia e il nostro Paese, danneggiando anche i nostri prodotti». Al contrario, continua, i giornali stranieri «devono avere un’immagine dell’Italia che deve essere bella, forte e pura e non inquinata da tutto ciò che si dice sui giornali in queste settimane»”. Insomma, la stampa straniera dovrebbe seguire il manuale Minzolini- Mimun sull’agiografia dell’utilizzatore finale di Patty. Berlusconi riciccia il complotto internazionale della stampa comunista, che invece di abbeverarsi alla vigorosa fonte di Feltri preferisce, chissà perché, affidarsi a ciò che scrivono i maggiori quotidiani nazionali. E’ vero che molti corrispondenti concepiscono la trasferta di lavoro come un’occasione di vacanza, ma a parte la sciatteria congenita al ruolo il Re di tutte le Antenne dovrebbe ricordarsi che molti leader mondiali hanno subito trattamenti peggiori dei suoi.

3990839907 79ef594007 o Papi, la stampa estera e gli sputtanamenti ad personamL’amico russo Vladimiro, grazie al quale Patrizia D’Addario ha trovato un letto per distendere le sue voluttuose forme, è stato accusato di crimini ben peggiori rispetto alle (s)puttanate che coinvolgono Papi Silvio. Il Washington Post non ha esitato a definire “indisputabile il fatto che chi si oppone a Putin e alle violazioni del suo governo può essere ucciso senza rischiare nulla”. Una critica radicale al regime moscovita che è stata ripetuta su molti media internazionali, che non hanno esitato a criticare pesantemente elezioni celebrate da Mosca ma giudicate come una farsa. Il predecessore dell’amico Vladimir, quel Boris Eltsin che causa ribaltone Silvio conobbe poco, fu ridicolizzato più volte per comportamenti e dichiarazioni ad alto contenuto di vodka. Dalla gaffe col Papa, con tanto di apprezzamento pubblico pronunciato davanti a Giovanni Paolo II per le donne italiane – ah Silvio, che amico che ti sei perso – alle dichiarazioni su bombardamenti e tagli agli armamenti subito smentite da quel povero cristo del suo portavoce, la BBC non ha mancato di elencarne tutti i momenti più imbarazzanti nel commiato alla presidenza Eltsin. L’altro amicone di Silvio, George W. Bush, è stato letteralmente piallato dai media internazionali per le sue controverse scelte, in primis la guerra preventiva all’Iraq. Il direttore del Daily Mirror, popolare tabloid britannico, ne criticava pure l’accento texano, rimarcando come in Europa Bush fosse visto come una sorta di cowboy dal grilletto facile. “In Europa ci piacciono i film di John Wayne, ma non ci piace John Wayne alla guida del mondo”. E il direttore di un quotidiano arabo, Abdel Bari Atwan, non esitava a definire l’opinione sull’ex presidente. “Bush è per gli arabi tanto stupido quanto arrogante”. Dopo la sconfitta di Kerry, il Daily Mirror si chiese come facevano a esserci così tanti milioni di americani scemi, mentre il Guardian spense la luce per rimarcare il buio pesto generato dall’Amministrazione repubblicana. Ma non fu solo l’Iraq a scatenare una quantità di insulti e critiche ad un presidente americano come mai prima nella storia. Da Katrina a Guantanamo, dall’atteggiamento sul global warming per finire alla crisi finanziaria, i giornali europei si sono scatenati negli affondi contro l’amico George. Foglio a parte, ma Ferrara sposta poco in termini di opinione pubblica, pur avendone la massa (molto) critica.

Anche i leader politici non amici di Silvio sono finiti nel tritacarne mediatico, quindi quantomeno non c’è nessuna osmosi tra le critiche della stampa estera e la compagnia di Villa Certosa. Il socialdemocratico Schröder subì pesanti attacchi personali per esser diventato un (molto pagato) dipendente dell’Impero petrolifero putiniano nonostante la sua opposizione all’Iraq e la sua fede nel global warming. Nonostante la sua posizione sulla guerra irachena fosse popolare, le continue critiche a Tony Blair costarono al presidente francese Jacques Chirac molta antipatia in Gran Bretagna. Il Times ne criticò la cattiva educazione auspicando un rapido passaggio di consegne a Nicolas Sarkzoy, mentre il Sun chiese come mai si dovesse strotolare il tappeto rosso per il “Verme”, l’amabile nickname che il tabloid di Murdoch coniò per l’ex Maire de Paris. Il neo beniamino del mondo libero, Barack Obama, ha subito non pochi attacchi, in casa così come in trasferta, per la sua reticenza nel chiudere Guantanamo, e per non aver rotto con maggior decisione con la politica di detenzione dell’epoca Bush. La sua politica con la Russia non è invece stata apprezzata negli ex Paesi della Nuova Europa di Rumsfeldiana memoria. Lo storico avversario di Berlusconi, Romano Prodi, è stato massacrato con piacere e con continuità dalla stampa europea, soprattutto quando il professore di Bologna si trovava al vertice della Commissione Europea. Dall’inglese incerto ad una certa attitudine al sonno precoce, il criptosovietico l’EcoMUNIST non si è mai risparmiato negli affondi al fu leader dell’Unione. I sinistri di Libèration lo definirono il peggior presidente della Commissione della storia, titolo poi guadagnato da Barroso, mentre la stampa tedesca riprese più volte il commento di Helmut Kohl sulla scarsa brillantezza intellettuale di Prodi. E quando la stampa anglosassone criticò la politica economica della coalizione prodiana Il Giornale subito riprese gli articoli suonando grancassa e tromboni.

Insomma, la stampa estera non è la voce della verità, ma un governo autorevole capace di iniziative significative sia in politica interna che sullo scenario globale avrebbe un’eco positiva. L’Italia è spesso vista con stereotipi e pregiudizi, ma se sei circondato da ex corruttori di magistrati o collusi di mafia(fatta salva la presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio per Dell’Utri), dedichi la notte delle presidenziali americane ad una escort di Bari e il tuo gesto più importante ad un Consiglio Europeo sono un paio di corna per far ridere una scolaresca, avere grossi aspettative nei reportage dei corrispondenti stranieri è probabilmente eccessivo. I loro lettori mica lo capirebbero, l’aggiornamento dell’agenzia Stefani introdotto da Minzolini.

(vignetta da Mauro Biani)

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