La Consulta, con un giudizio che per quel poco che ne capisco mi è parso condivisibile e scontato, ha bocciato il Lodo Alfano, e Berlusconi ha dato in escandescenze, dando del comunista a tutti, ed ergendosi a difesa dell’Italia (e soprattutto di sé stesso) contro un’immaginaria Armata Rossa degna del deserto dei tartari. Berlusconi ha avuto una reazione veramente indecorosa, tanto da far pensare che per l’Italia la Consulta sia un problema più degli albi e dei sindacati, più dei baby pensionati e delle cause civili decennali: la triste verità è però che forse nella scala di preferenze di Berlusconi i suoi problemi sono più importanti di tutti quelli, gravissimi e strutturali, di questo paese.
D’altra parte, la sentenza della Consulta ha elettrizzato moltissimi commentatori, come se si fosse aperta l’opportunità di liberare una volta per tutte l’Italia da Berlusconi, e come se i difensori della giustizia e della legalità avessero riavuto indietro il diritto e la libertà di far trionfare finalmente la verità. La loro reazione è stata forse meno isterica e indecorosa, salvo copertine di giornali giacobini, ma pur sempre sbagliata. Innanzitutto, la doppia reazione è l’ennesimo simbolo della trasformazione della politica italiana in uno stadio dove si guarda sempre la stessa noiosa partita: berlusconiani contro antiberlusconiani. Ciò non è tutta colpa di Berlusconi, nonostante i suoi interessi calcistici, perché almeno metà della responsabilità è di un’opposizione che non esiste se non in nome appunto dell’antiberlusconismo.
Considero evidenti le seguenti verità, come direbbe Jefferson: parte della Magistratura italiana è stata da ormai quasi due decenni uno strumento di lotta politica, cosa che non ha alcuna giustificazione in un paese che vuole credersi civile e democratico, ma che è pieno di bulletti isterici che sputano e ingiuriano alla prima accusa e sono più interessati alla ricerca del colpevole che della verità, e che, anche se Berlusconi sparisse o non fosse mai esistito o “sceso in campo”, noi italiani avremmo sempre gli stessi problemi.
Dopo l’isteria delle manette dei primi anni ‘90, con innumerevoli e molto pubblicizzati arresti, seguiti non raramente da poco pubblicizzate assoluzioni, e dopo l’abuso del carcere e numerosi casi di suicidi assistiti dai tamburi della carta stampata, e dopo le decine di pentiti che fino alla fine degli anni ’90 accusavano chiunque di connivenze con la mafia, la fiducia nella Magistratura si è incrinata e probabilmente questo non è un male. O meglio, è un male, ma un male giustificato: il fatto che ancora oggi però non ci sia un evento politico importante, in genere un’elezione, senza che qualche magistrato si prenda la briga di far arrivare ai giornali con molta tempestività notizie sui problemi giudiziari del Premier non fa pensare per niente ad una Magistratura serenamente interessata alla ricerca della verità, anziché alla continuazione della lotta politica con altri mezzi, per parafrasare la definizione clausewitziana di guerra. Lo dico con un realismo che spaventa anche me: forse a volte forzare le leggi è un modo ragionevole di impedirne l’abuso. Non so se è il caso dell’Italia, ma non ho motivi per escluderlo.




Bravissimo, Pietro. Un gran bel pezzo.
L'unico passaggio che non condivido del tutto è che Berlusconi sia stato irrilevante per la politica italiana.
Perché ne ha comunque ulteriormente alzato il tasso di superficialità, arroganza, fuga dai veri problemi (e non solo per colpa del berlusconismo, ma anche dell'anti berlusconismo)
Perché da 15 anni si parla di lui e solo di lui, da una parte (destra) illudendosi che sia il demiurgo che tutto sta risolvendo e risolverà (a dispetto dell'evidenza dei fatti), dall'altra (sinistra) raccontando che senza di lui l'Italia avrebbe risolto i suoi problemi (a dispetto, anche qui, dell'evidenza dei fatti)
Un sorriso festivo
C.
sottovaluti l'importanza per la comicità e il giornalismo.
Grazie. Probabilmente senza Berlusconi avremmo meno gaffe e meno gnocca nelle stanze dei bottoni, però non è quello che fa la differenza per il futuro dell'Italia. Di certo c'è stata una polarizzazione della politica, che si è divisa in chi crede nel Messia che risolverà tutto e chi nell'Antimessia che crea tutti i problemi. Ma questo è un po' quello che succede ogni qual volta c'è un personaggio carismatico, e tutto sommato questa è l'unica vera differenza tra Berlusconi e gli altri, che non passa inosservato, e non per la sua bassa statura da statista.
Io invece questo post non lo condivido per niente, o pochissimo.
Questo passo, soprattutto
” dopo l’isteria delle manette dei primi anni ‘90, con innumerevoli e molto pubblicizzati arresti, seguiti non raramente da poco pubblicizzate assoluzioni, e dopo l’abuso del carcere e numerosi casi di suicidi assistiti dai tamburi della carta stampata, e dopo le decine di pentiti che fino alla fine degli anni ’90 accusavano chiunque di connivenze con la mafia, la fiducia nella Magistratura si è incrinata e probabilmente questo non è un male”
” decine di pentiti accusavano CHIUNQUE? ” Mavabbeh, lasciamo stare, penso sarebbe inutile stare a discutere quanto questo sia vero.
Dove invece concordo è sul fatto che Berlusconi non è stato il ” creatore” dei problemi dell'Italia. A differenza dell'autore penso però che ci siano state alcune questioni che sono state peggiorate ed esasperate dal suo ” apporto”
Belusconi è il salvatore, il messia, l'alfa e l'omega, colui che è e colui che sarà, è il brodo primordiale, è il successore della divina scuola di Hokuto, è il moonwalker per eccellenza, è luke skywalker, è actarus, è il campo magnetico che difende la terra dalle radiazioni, è la password che nessuno potrà mai craccare, è il continuum spazio temporale
Anche io non concordo sugli anni '90 (di assoluzioni ce ne sono state ben poche, e parlare senza dati non è da te Pietro) che cmq è stato il tentativo di far uscire l'Italia da una melassa politica obbligata fino a quel momento dall'esistenza del muro. Tentativo fatto non tanto dalla Magistratura ma dalla classe imprenditoriale (che se stava zitta allora sì che le assoluzioni sarebbero fioccate).
Dove invece concordo in pieno è che Berlusconi non è il male assoluto, è il tentativo patetico della maggioranza degli italiani di fermare il tempo, di rinviare le decisioni dolorose, di continuare a lamentarsi dei politici e poi chiedere la raccomandazione, di invocare il merito e poi cercare di far avere “la posizione” al figlio. Avete presente Gassman ne “I Mostri” che da indisciplinato automobilista, dopo aver parcheggiato, diventa immediatamente un pedone rosicone? Ecco. Questo anche per rispondere a chi si meraviglia che poi nessuno dice “io l'ho votato”.