Cultura

La seconda volta di Mara

10 ottobre 2009

Dopo “Stelle a destra” ecco arrivare l’ultima fatica letteraria della ministra berlusconiana. “Mara Carfagna, un anno di governo”. Un elegante “foto-book” celebrativo, voluto dallo stesso Berlusconi, per rappresentare in modo plastico e patinato la sua febbrile attività di governo.

In attesa di capire se sarà proprio la ministra originaria di Salerno la candidata ufficiale del Pdl alla carica di Governatore, in vista delle prossime elezioni regionali in Campania, abbiamo deciso di dare uno sguardo alle sue due ultime opere letterarie. Lo abbiamo fatto per conoscerne ed apprezzare più a fondo il suo pensiero politico, i suoi propositi e le aspirazioni politiche e personali. Andiamo per ordine. Il suo primo libro s’intitolava Stelle a destra. Un fondamentale compendio del pensiero, al femminile, della nuova destra di governo. La casa editrice è la Aliberti distribuita da Rcs MediaGroup. Aliberti è lo stesso editore del libro della show girl Maria Monsè (su come tornare in forma dopo il parto) e dell’ultimo ed altrettanto fondamentale libro del ministro Sandro Bondi, questa volta scritto con Sabelli Fioretti, “Io, Berlusconi, le donne e la poesia”.

UN GRAN BEL TOMO – Il volume di ben duecentoquaranta pagine, cominciava con una prefazione d’autore: quella del Presidente “emerito” della Repubblica, Francesco Cossiga. L’ex “picconatore”, peraltro reo confesso per aver ordinato l’infiltrazione di agenti “provocatori” nei movimenti studenteschi del ’77, così appuntava: “I profili di queste “primedonne” sono non solo informati e precisi, ma anche graziosi nel senso ottocentesco del termine”. E già, in soli due secoli, la “graziosità” ne ha conosciuti di cambiamenti, almeno, si direbbe, quanti ne ha conosciuto il look della stessa Carfagna: dai bollenti calendari di soubrette rampante agli attuali castigati e un po’ pudichi tailleur ministeriali. Stelle a destra, infatti, è una raccolta delle biografie di alcune donne politiche (di destra, appunto) capaci di imporsi all’attenzione generale tanto da stuzzicare le fantasie della stessa ministra. Dall’immancabile e datata icona “tory” Margareth Thatcher a Condoleeza Rice: “la prima donna – ci faceva sapere l’autrice – di colore a diventare Segretario di Stato negli Usa”. Non mancavano all’appello neppure la “democristiana” tedesca Angela Merkel la quale, però, “è colpevole – sempre a giudizio della ministra – di aver governato in una inutile grosse koalition con la sinistra”.

BUTTARLA IN POLITICA – La Carfagna, infine, pur di portare acqua al suo mulino e alle sue tesi, riusciva persino “sconfinare” quasi nell’altro campo politico, quando battezzava come di “destra” l’israeliana Tzipi Livni. Sta di fatto, però, che la Livni è stata la leader del partito “centrista” Kadima che ha, peraltro, governato assieme ai laburisti e contro proprio la destra del Likud. Oggi, infatti, la Livni è schierata all’opposizione del premier Netanyahu. Distrazioni, evidentemente, che possono capitare anche ad una ministra di solito molto attenta alla forma… Nel libro, ovviamente, non poteva mancare l’accusa alla sinistra di qualche infamia. Per la titolare del Ministero delle Pari opportunità, infatti, la sinistra sarebbe “sessista”. “Perché – scrive ancora – le sue origini sono di lotta”. Come dire che se emancipazione della donna c’è stata, questa è stata conseguita solo grazie ad una gentile concessione. Revisionismo allo stato brado che però diventa  pacchiano quando porta la stessa Carfagna a sancire solennemente di voler: “Sfatare il luogo comune che le battaglie per l’emancipazione siano di sinistra. A destra si investe per la parità sostanziale, a sinistra solo per quella formale”.

15 commenti a La seconda volta di Mara

  1. Lelith

    beh le riviste patinate al governo, mi sembra un bel passo avanti rispetto ai grigi feuilleton autocelebrativi che girano da sempre. Abbiamo la gnocca, la parte intimista, quella gossippara, quella impegnata e quella intellettuale. Alla faccia di novella 3000!
    Adoro i culi che vogliono fare anche finta di essere dei cervelli.

  2. Corsaro rosso

    Eh sì, due opere fondamentali che mancano ancora sugli scaffali della mia libreria alla Page…
    Ma la Mara forse pensa che le “femministe” erano le “piccole italiane”?

  3. Sottolineo l'impegno concreto per colpire chi si avvale della prostituzione.

  4. tarilas

    CHECCHè SE NE DICA IN ITALIA CE ANCOARA IL MASCHILISMO E LA CARFAGNA NON POTRà PORTARE A TERMINE IL SUO PROGETTO DI ELIMINARE LA PROSTITUZIONE. A MIO AVVISO NON CE L'AVREBBE FATTA COMUNQUE, IN QUANTO GLI UOMINI, PER QUEL CHE SI PUò DIRE, NON VOGLIONO E QUI NON SI MUOVE PAGLIA CHE BERLUSCONI NON VOGLIA, IL BERLUSCA NON VUOLE E QUESTO SI PUò DEDURRE DALLA CANDIDATURA DI DADDARIO E LA CARFAGNA COME ELETTA NON PUò FARCI NIENTE IL SUO MINISTERO è DI BERLUSCONI LEI è SOLO UNA COMPARSA TARANTINIANA, COME TUTTE LEDONNE DI QUESTO EVERSIVO GOVERNO.

  5. ipazia

    Er Governo,ovvero le quote rosa nella terapia omeopatica di tipo massivo applicata a due questioni di grande significato,sotto l'egìda berlusconiana.

    Decide er presidente,micio micio,
    non senza una puntina di burbanza,
    d'estirpare completa l'ignoranza
    e fronteggiare intero er meretricio.

    Per provvedere a l'uopo,a tale ufficio,
    gravoso e di assoluta rilevanza,
    da mesi va cercando l'aruspicio
    da Salerno su su fino in Brianza.

    Finarmente,a sanare la magagna,
    nell'uno e l'altro campo oggi decreta
    du campini: G…… e la C…….

    Così dunque er Berlusca se la sbroccola:
    a li ciucci la prima anarfabbeta
    e ar mignottaggio la primaria zoccola.

  6. ipazia

    campioni,non campini

  7. cordapazza

    ahaha, ipazia, quale onore!

  8. ipazia

    autotana,ma non c'era altro modo!

  9. cordapazza

    :-)
    bravo, pietro, articolo che si legge d'un fiato e molto divertente!

  10. Ciao Ipazia, sempre a moderare i.p.s.? :)

  11. Corsaro, libreria alla Page? Ma che fai mi diventi pure tu radical (magari di noce) chic? :D

  12. Nome omen

    La Carfagna sta alla cultura come Berlusconi sta all'onesta'.

  13. perché le ragazze, invece dei conciliaboli sul divanetto di parla con me (dandini-lella costa) non hanno alzato e alzano la voce -l’unica ad averci messo la faccia rischiando in proprio è stata sabina guzzanti- contro lo scandalo carfàgna?, perché non presidiano tutti i luoghi ove compare per manifestarle contro, -cosa s’aspettano, che lo facciano gli uomini (idem)?; be’ c’è qualcosa di geneticamente incomprensibile per esse, visto che un recente esperimento scientifico ha dimostrato che la visione di un uomo nudo o dell’everest innevato hanno per loro la stessa carica erotica: alla fin fine uno di noi può scherzarci su con tutta la ferocia di cui è capace, può fare le battutacce piú cattive del mondo, però poi dice -sí tutto quello che vi pare, ma io sempre ci scoperei-

  14. comicomix

    Bravo Pietro.

    Senza fare facili ironie, mi chiedo se per la Ministro Crafagna tra i suoi compiti rientri anche fare qualcosa di davvero concreto per le “pari opportunità”.

    La lotto alla stalking è lodevole. Ma mi sembra che per la pari opportunità si possa fare un po' di più. Ad esempio la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che è un punto fondamentale per evitare le discriminazioni e che rientra tra le sue deleghe in accordo con il “ministro per la famiglia”, ma anche molto altro.

    Lì, a parte qualche inziativa interessente (glia sili nido negli uffici pubblici, ade sempio) peraltro solo abbozzata, ha fatto molto molto poco.
    E un anno è già passato.

    Un sorriso in a

    C.

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