Mali, i talebani a caccia di mausolei
30/06/2012 - Rottura tra i "tuareg" e i qaedisti, che si accaniscono sui monumenti sacri di Timbuctù, Patrimonio Unesco
Gli islamisti si scatenano e distruggono i monumenti, una mossa che attirerà le ire di molti.
HANNO COMINCIATO - Combattenti armati del gruppo jihadista Ansar Eddin hanno distrutto tre mausolei venerati dagli islamici nell’antica citta’ di Timbuctu’, classificata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanita’ e annunciato di voler fare lo stesso con gli altri 13 presenti nell’antica città. “Hanno completamente distrutto il mausoleo di Sidi Mahmoud (Ben Amar) e altri due, ha detto il giornalista Yeya Tandina a Reuters“.
LA RESA DEI CONTI - Timbuctu ospita anche circa 700.000 rarissimi manoscritti che potrebbero attirare l’attenzione dei fanatici, che in molti di quelli potrebbero intravvedere tracce d’eresia o insulti alle loro credenze. Nei giorni scorsi si è consumata la rottura tra lo MNLA, movimento indipendentista laico e Ansar Eddin, che avevano preso possesso della parte settentrionale del Mali dopo che un golpe militare ha paralizzato le istituzioni e lo stesso esercito.
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TIPI DIVERSI - Diversi gli obiettivi e diverse le inclinazioni, alla fine i feroci talebani che inseguono l’eterno sogno del califfato islamico hanno avuto ragione del movimento locale e, anche grazie ai rifornimenti in armi e denaro ricevuti dai paesi del Golfo, nei giorni scorsi hanno attaccato quelli dello MNLA impadronendosi di Gao, Timbuctù e tutti i maggiori centri della regione, dove ovviamente hanno subito istituito una versione particolarmente fanatica e intollerante della sharia.

ADESSO QUALCUNO S’ARRABBIA - La distruzione degli antichi santuari, che per i talebani qaedisti sono una forma d’idolatria, ma che per altre declinazioni dell’Islam sono sacri e legittimi, non mancherà d’attirare attenzione sulla situazione del Nord del Mali, troppo a lungo trascurata fidando sulla pochezza e le divisioni degli indipendentisti. Ora che Ansar Eddin ha preso il potere e ha cominciato ad esercitarlo in questo modo, si alzeranno prevedibilmente molte voci a invocare la rapida fine dello scempio, aumentando le probabilità di un intervento in Mali di un contingente multinazionale dell’Unione Africana di cui si parla da tempo, se non addirittura di un intervento diretto della Francia e dell’Algeria, uno antico tutore coloniale e l’altra potenza regionale retta da un regime che i talebani li impicca dopo averli torturati.
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nessuna pietà per queste bestie retrograde, spero che i Tuareg s’incazzino di brutto e li facciano a pezzi.