God bless privacy
di Mazzetta - 30/06/2012 - Le armi "spuntate" dell'America contro gli abusi dei player della rete in matera di dati personali
Meno di dieci persone, questo è lo staff che gli Stati Uniti schierano per controllare gli abusi in rete che colpiscono la privacy delle persone.
I GIGANTI CHE POSSONO - I più grandi player del mercato internet sono americani. Giganti come Google, Microsoft, Apple, AOL e Amazon raccolgono i dati di miliardi di individui da computer e dispositivi mobili e ogni giorno aumentano la loro capacità d’incrociarli e di conoscere ogni segreto di chi utilizza queste macchine e persino di chi non le utilizza. Negli Stati Uniti ha fatto notizia di recente la scoperta che la catena Target avesse identificato lo stato di gravidanza di una giovane cliente, ignoto persino alla famiglia, grazie a un sistema che dal cambiamento delle sue abitudini aveva dedotto la sua gravidanza, tradita dall’improvviso acquisto di prodotti privi di profumazione. Il fatto è emerso perché il sistema ha reagito inviando pubblicità mirata alle gestanti sollevando una curiosità che ha presto condotto a svelare il trucco. L’anno scorso, invece, la 24enne Max Schrems chiese a Facebook di poter visionare tutti i suoi dati in possesso del colosso: dopo lunga attesa, ricevette ben 1.200 pagine di dati. I suoi.
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I GUARDIANI - Il compito di controllare quello che fanno questi giganti con i dati di tutti gli abitanti del pianeta spetta negli Stati Uniti alla FTC, la Federal Trade Commission, una venerabile istituzione fondata nel 1914 er tener d’occhio il commercio. Colpita dai tagli e dalla crisi, tuttavia la FTC sembra del tutto inadeguata al compito. Lo rivela un’inchiesta di Pro Publica, che ha scoperto come a sostenere l’onere di controllare quel che passa sul mercato digitale siano appena una decina di persone, di cui sei destinate al mercato dei dispositivi mobili.
LE ARMI SPUNTATE - Ma non basta, perché per fronteggiare i giganti del’informatica questi paladini della privacy devono lavorare in tethering con computer e cellulari personali, perché, sembra incredibile, alla FTC la rete è filtrata e i pochi computer collegati senza filtri sono usati per testare virus e malware, poco adatti quindi anche alla condivisione con chi lavora a tutt’altro. Per di più i dipendenti federali sono dotati di Blackberry, con il paradossale risultato di avere i membri dell’unità che dovrebbe controllare il mercato delle app incapacitata ad accedere ai siti nei quali sono proposte le app per i sistemi Android e Apple.
NIENTE DA FARE - A dire il vero ci erano andati vicini ad avere qualche macchina e la connessione libera, ma per ben due volte gli hanno recapitato solo computer fiammanti, ma niente connessione. Come possano competere con i giganti dell’informatica in questa condizioni non si capisce, mentre si capisce benissimo da cosa derivi la totale incapacità da parte della FTC d’individuare gli abusi da parte delle corporation. Persino Jonathan Mayer, lo studente di Stanford che ha rivelato l’ultimo caso nel quale Google appare spiare gli utenti iPhone in maniera illegale, lavora in condizioni infinitamente migliori, anche se si dedica solo part-time alla caccia a questo genere d’abusi. Se si pensa che dall’altra parte della barricata ci sono migliaia di super-esperti dotati di macchine e connessioni al meglio del meglio e per di più finanziati con grande abbondanza, si capisce subito che questa è una battaglia che non si vuole combattere.
LE PROMESSE DI OBAMA - Eppure Obama aveva presentato un ambizioso “Privacy Bill of Rights” che conteneva una serie di ottimi propositi e buone iniziative, ma di quello non s’è visto nulla. L’agenzia resta sotto-dotata e nessuna delle promesse nel testo si tradurrà mai in legge, visto che al Congresso e dentro la stessa FTC molti sono dell’idea che non ci sia bisogno di far nulla e di non regolare nulla. Tanto che la Casa Bianca ha poi chiarito che il Bill of Rights nascerà se e quando l’industria vorrà e sarà d’accordo, ridimensionando la carta dei diritti a un’inutile lista dei desideri.
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