Scudo anti spread, ecco come funziona
di Tommaso Caldarelli - Investimenti, il ruolo di Mario Draghi e tutte le altre novità
Se c’è una cosa che spicca nell’accordo che dopo una notte di frenetiche trattative ha messo d’accordo tutti i leader della zona euro è il decisivo rafforzamento della Banca Centrale Europea e dei suoi poteri di sostegno alla moneta unica. Sarà infatti Mario Draghi – o chi per lui, nel futuro – a fungere da agente per la messa in operatività del fondo salva stati, l’European Stability Mechanism. Sarà la Banca Centrale a vigilare sui criteri di concessione e sul comportamento degli Stati membri. L’Eurotower inizia a somigliare davvero ad un prestatore di ultima istanza, proprio quello che i paesi con i conti meno in regola volevano fino ad oggi.
UNO SCUDO PER LO SPREAD - Il Corriere della Sera riassume tutti i dettagli dell’accordo varato ieri notte – per la verità, ieri mattina, prestissimo, fra le cinque e le sei del mattino.
In attesa che decolli una vera unione bancaria è stata programmata per la Bce la centralizzazione della vigilanza sugli istituti di credito europei. Se si aggiunge il ruolo di agente per conto del fondo salva Stati Efsf/Esm, che in futuro potrebbe vedersi attribuita la licenza a operare come banca, si intuisce la crescita dell’importanza del ruolo di Mario Draghi in tutta la parte finanziaria della strategia anticrisi. Nelle conclusioni del Consiglio europeo non si parla di garanzie comuni sui depositi. Ma sembra ormai indispensabile per evitare le fughe di capitali già verificatesi in Grecia e in Spagna. Anche questo sviluppo dovrebbe vedere in primo piano l’Eurotower di Draghi
Il ragionamento fatto dai leader europei – per la verità, da quelli che sono riusciti a mettere veramente in scacco Angela Merkel: Spagna, Italia, supportati dall’improbabile alleato belga – è relativamente semplice. Se l’Europa è un mercato comune, con questi chiari di luna legati allo spread le aziende di due diversi paesi arrivano ad un punto in cui finanziarsi non è più possibile nel proprio paese, perché il mercato è impazzito. Per questo serve un’architettura europea in grado di riportare il sistema creditizio a più miti ragioni. I mercati, stando agli indici di ieri, sembrano aver gradito.
COME FUNZIONA? - Sull’utilizzo del fondo salva stati per acquistare buoni del tesoro, che è appunto lo scudo anti spread, poco è stato deciso: per ora si sa solo che questo accadrà, il che, come passo in avanti, non è affatto male. L’accordo dovrà essere definito dall’Eurogruppo all’inizio di luglio e in ogni caso l’accesso a questi fondi sarà consentito solo a chi fa il bravo, rispettando le linee guida di Bruxelles (e Francoforte, la Bce).
Il premier Mario Monti ha bloccato la conclusione del Patto per la crescita, insieme al collega spagnolo Mariano Rajoy, perché voleva l’intervento del fondo salva Stati Efsf/Esm negli acquisti di titoli di Stato italiani e spagnoli da tempo sotto attacco della speculazione. L’obiettivo è stringere lo spread, il differenziale dei tassi d’interesse con il riferimento dei titoli tedeschi a dieci anni, in modo da rendere meno costosa la spesa per gli interessi. Nelle conclusioni è stata inserita la dizione «in modo flessibile ed efficace», che dovrà essere trasformata in qualcosa di più concreto nell’eurogruppo del 9 luglio. Il sostegno è riservato agli Stati che «rispettino le raccomandazioni specifiche » di Bruxelles nel risanamento dei conti pubblici. Le condizioni fissate con Commissione e Bce dovranno figurare in un «memorandum di intesa».
La quota d’allarme oltre la quale potrebbero saltare le misure anti-spread? Duecento, massimo duecentocinquanta punti base di distacco dalla Germania potrebbero attivare le misure di sollievo. Se si pensa che attualmente gli spread iberici e quelli italiani si mantengono stabilmente sopra i 400 punti, si capisce l’entità del discorso.
LE ALTRE MISURE - Ma per ora “l’Italia non ha intenzione” di fruire degli strumenti: ce la può fare da sola. La Spagna incassa invece un sostegno esplicito con il rifinanziamento delle sue banche: “Attualmente la Spagna ha forti difficoltà a piazzare i suoi titoli di debito sui mercati e deve comunque pagare tassi altissimi, avviati verso livelli di «insostenibilità». Con il finanziamento diretto del fondo salva Stati alle banche, il governo di Madrid non sarà costretto ad aumentare il debito pubblico. I prestiti dell’Esm non avranno clausola di recupero preferenziale e saranno uguali a quelli dell’Efsf”. Oltre 120 miliardi di euro arriveranno per rifinanziare la crescita in Europa con la Banca Europea degli Investimenti: con una parte di questi fondi, per la precisione 4,5 miliardi di euro, partirà il progetto pilota dei project bond.


















