Cipro chiama Europa
di Maghdi Abo Abia - 29/06/2012 - La doppia faccia di Nicosia, fra la presidenza di turno dell'Unione e la paura di essere la nuova Atene
E quindi è ufficiale. Cipro è il quinto Paese dell’Unione ad aver chiesto un aiuto per venire fuori dalla crisi economica entrando così nel club esclusivo che conta tra i suoi membri Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.
E VAI DI MAQUILLAGE - Il Guardian prova a presentarci la realtà dell’isola, ancora affollata di turisti i quali attraversano felici Ledra Street a Nicosia, la capitale. E sono i turisti a rappresentare l’unica speranza di salvezza per il Paese alle prese con una richiesta di aiuto di 10 miliardi di euro, pari a oltre la metà del proprio Prodotto Interno Lordo. E dire che la capitale cipriota Nicosia si stava preparando per fare la migliore figura possibile per la sua presidenza di turno dell’Unione. Strade rifatte, aiuole rinfrescate, città ripulita. Il tutto per dare un’immagine fresca di prosperità.
LA POVERTA’ E’ DIETRO L’ANGOLO - Ma a girare bene ci si rende conto che i problemi a Cipro sono tanti. Nella città vecchia i segni della recessione sono ovunque. Ormai è un pullulare di cartelli “affittasi” piazzati su quelle che erano le vetrine di antichi negozi e delle case più belle. Magazzini vuoti, decadenza diffusa, depressione che si può cogliere con le dita. “Non passa giorno che qualcuno entri qua dentro per vendere oro o preziosi appartenenti alla propria famiglia”, spiega Costas Mavrikios, venditore d’oro a Ledra Street, che aggiunge: “la crisi è ovunque”.
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ECONOMIA STRANA - L’economia cipriota è molto strana e per certi aspetti diversa dal resto del contimente visto che è uno dei paradisi bancari off-shore. Grande presenza della cosa pubblica, assistenzialismo e turismo. Non c’è altro. Ricordiamo inoltre che parte dell’isola è sotto occupazione turca dal 1974. Una situazione difficile che non a caso si è fatta ancora più pericolosa dopo la crisi che ha colpito la Grecia nel 2009.
ALLA RICERCA DI UN NUOVO SISTEMA - Gli effetti tossici del dramma di Atene hanno superato l’Egeo e sono arrivati a Nicosia. Le banche, sovraesposte con la Grecia, hanno iniziato a denunciae problemi, i soldi hanno smesso di girare e la gente ha iniziato ad agitarsi pensando a cosa non è stato fatto per evitare il contagio, tanto da prendersela anche con Demetris Christofias, presidente comunista del paese da ormai molti anni. La ricetta purtroppo è solo una, come comunica l’analista politico Hubert Faustmann, ovvero quella di un nuovo sistema fiscale e di una nuova economia.






















Sticazzi!! Cipro ha 1 milione di abitanti e chiede 10 miliardi di euro, la Grecia con 11 milioni di abitanti ha già avuto 110 + 130 miliardi di euro, al Portogallo 78, 85 all’Irlanda, 100 alla Spagna…. e poi vengono a criticare l’economia dell’Italia!!!
Prima dell’ Italia ci sono Ungheria,Romania,Polonia,Bulgaria,Estonia….questi saranno i prossimi paesi che batteranno cassa all’U.E….ma i soldi da dove dovrebbero uscire???
mettiamoci d´accordo e chiadiamo anche noi precari un Miliardo alle UE, chissá
se ci vengono in aiuto, dopo tutto abbiamo il diritto di essere aiutati,,no?…