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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 8 ottobre 2009 alle 09:32 dallo stesso autore - torna alla home

Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte”. Parole e musica di Silvio 4611 a3637 Quellorrido complotto contro BerlusconiBerlusconi, attuale presidente del Consiglio e, a quanto pare per sua stessa ammissione, golpista in combutta con il Quirinale. Ieri, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, il premier poteva fare qualcosa di molto intelligente: lasciar parlare ministri, onorevoli e direttori di giornale in sua difesa. Invece il Cav. ha voluto tirare fuori il peggio di sé, prima passeggiando per le piazze di Roma e poi a Porta a Porta. Tra le frasi su Napolitano, la più grave – anche se nessuno se n’è accorto – è proprio quello che parla di rassicurazioni da parte del presidente della Repubblica sull’esito del giudizio sul Lodo Alfano. Già il povero Giorgio venne subissato dalle critiche quando lo firmò, visto che tutti lo accusarono di intellighenzia con il nemico. Con questa “rivelazione” di Silvio, rischia di finire davvero subissato dalle critiche di chi, forse con un poco di ragione, continua a vederlo come un presidente poco super partes. E la cosa divertente è che gli attacchi arriveranno in contemporanea a quelli del centrodestra, che ha già iniziato il fuoco di fila sul Quirinale. A forza di cercare di accontentare chiunque, si finisce spesso per scontentare tutti.

Per il resto, l’orrido complotto contro Berlusconi c’è, ed è inutile negarlo. Ma i colpevoli da individuare sono molto più vicini di quanto Silvio creda. Gaetano Pecorella e Niccolò Ghedini, ad esempio. Che hanno passato gli ultimi giorni a sussurrare nelle orecchie del Capo che stavolta ce l’avrebbero fatta, che avevano avuto precise rassicurazioni dai loro amici alla Consulta, e non c’era alcun problema di merito: stavolta i giudici avrebbero salvato Silvio, e sarebbe stata la rivincita delle molte sconfitte patite nelle aule giudiziarie. Da questo derivavano tutte le dichiarazioni ossequiose nei confronti del ruolo della Corte nella vigilia, che uscivano dalla bocca del Gatto e della Volpe: “Rispettiamo il ruolo della consulta, non sarà una sentenza politica, ci fidiamo del giudizio dei giudici“, ripetevano i due in coro. Ventiquattr’ore dopo, ecco l’intero Popolo delle Libertà gridare al Grande Gombloddo contro quei comunisti della Consulta. Con la chicca di Silvio che dice che ci sono 11 giudici di sinistra in quanto nominati da tre presidenti della Repubblica a loro volta di sinistra. Il ragionamento non fa una grinza, ne fa due: la “partita” è finita 9 a 6 e non 11 a 4, e Ciampi venne proposto al Quirinale proprio da Berlusconi. Chi è causa del suo mal pianga sé. Spesso.

Oggi Berlusconi promette battaglia mediatica: “Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani andando anche in televisione”dice al Gr1Quindi scenderò io stesso nelle Aule del tribunale facendo esporre al ridicolo gli accusatori dimostrando a tutti gli italiani di che pasta sono fatti loro e di che pasta sono fatto io. Per fortuna che Silvio c’è se no saremmo completamente nelle mani di questi signori della sinistra che hanno un’organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario a fini di lotta politica, hanno più del 70% della stampa che è tutta di sinistra, con in testa Repubblica e altri giornali, hanno tutti i programmi di approfondimento politico e la Tv pubblica pagata con i soldi di tutti e un capo dello Stato di sinistra e c’è una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra che non è certamente un organo di garanzia ma è un organo politico come si è visto in questa occasione. Il Governo va avanti tranquillamente, serenamente e se possibile con più grinta di prima perchè si sente assolutamente necessario, indispensabile alla democrazia, alla libertà e al benessere di questo Paese. Abbiamo governato senza questo lodo per cinque anni dal 2001 al 2006, continueremo a governare senza questo lodo“.

Auguri. Di certo quello che tutti gli italiani si aspettano, oggi, non è un premier a reti unificate che parla di quanto sono matti i giudici. Ma se Silvio, dopo le parole dei suoi consigliori, ritiene giusto riportare il paese a un clima da guerra civile, non c’è che da sperare che la mobilitazione permanente buon pro gli faccia. Così, ad occhio, ci verrebbe da dire che invece farebbe bene a liberarsi dei legulei che l’hanno infilato in questa condizione, e oggi continuano a sbagliare tutto quello che è possibile sbagliare. Anche se invece fare un po’ di pulizia tra chi ha un immarcescibile sprezzo del ridicolo potrebbe giovargli assai di più.

(vignetta da Mamma)

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