Cancro al seno, l’emergenza nascosta

di - 29/06/2012 - In Italia una donna su otto viene colpita dal carcinoma mammario e i casi sono in aumento. Eppure per limitare al massimo i pericoli basterebbero una maggiore prevenzione e uno screening più efficace

Cancro al seno, l'emergenza nascosta
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Il cancro al seno è a oggi la patologia tumorale più frequente nelle donne, tanto che rappresenta la seconda causa di morte in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel Vecchio Continente ogni anno siano 332 mila le donne che ricevono diagnosi di tumore mammario.

L’AMAZZONE FURIOSA - Parliamo di numeri molto pesanti, tanto che calcolando una media delle donne colpite, in Europa una donna su otto rischia di ammalarsi. Questi dati sono stati pubblicato dal Senato della Repubblica ed inclusi in un documento conoscitivo approvato dalla commissione sull’indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo di particolare rilevanza sociale, con specifico riguardo al tumore della mammella, alle malattie reumatiche croniche ad alla sindrome dell’Hiv. Questi dati sono stati diffusi anche da Grazia De Michele, italiana vivente in Inghilterra con un cancro al seno e titolare di un blog, l’amazzone furiosa. Perché furiosa? Perché se la prende con la mancata informazione relativa alle cause della malattia e al modo in cui questa viene “addolcita”.

IN EUROPA E’ MALATA UNA DONNA SU NOVE - E come poter combattere questo “addolcimento” assolutamente nocivo per la causa del cancro al seno? Spiegano per filo e per segno come stanno le cose, nella speranza di sensibilizzare più di una persona. “L’incremento negli ultimi dieci anni dell’incidenza del cancro al seno è stato del 25 per cento e il rischio al momento riguarda una donna su nove in tutta Europa. Con questi numeri non possiamo non inserire questa patologia nel novero delle problematiche sanitarie a forte impatto sociale”.

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6 Commenti

  1. jena scrive:

    perdonatemi ma vorrei essere io al posto di quel bambino mmmmmmmmhh

  2. F. scrive:

    Mia cugina è morta di tumore al seno alcuni anni fa, a 39 anni.
    Io e l’altra mia cugina, temendo la familiarità, ci siamo rivolte al medico di famiglia per i controlli preventivi.
    Ci siamo sentite rispondere che siamo troppo giovani e che, solitamente, gli screening di prevenzione iniziano più tardi, peccato che abbiamo abbondantemente superato i 30 anni entrambre.
    Non è vero che le giovani non ci pensano. Le giovani vengono anche convinte che non devono ancora pensarci.

  3. Franca scrive:

    @ F: Non confondere screening con prevenzione, sono 2 cose diverse. Lo screening si rivolge a una popolazione, che va stabilita a seconda dell’opportunità. Per es lo screening x il ca del colon si fa dopo i 50 anni, non ha senso (e costa) testare dei ventenni.
    Il tuo medico ti ha dato una risposta incompleta: è vero che lo screening inizia più avanti, ma per chi ha casi in famiglia c’è un diverso percorso, che parte dalla visita senologica ed eventualmente prosegue con la risonanza magnetica, perché con la mammografia in un seno giovane non si vede un tubo. Poi si possono fare i test genetici, ma la risposta richiede mesi e poi indica solo un rischio generico.

  4. paolo scrive:

    La più recente letteratura scientifica in argomento evidenzia che le cause che predispongono, soprattutto le donne, a specifiche patologie tumorali (senza origine organica certa) hanno una forte componente psicologica.
    Nello specifico si tratta di emozioni negative intense (ansia, rabbia ed invidia, in particolare), pensieri disfunzionali (“distorsioni cognitive”) e stili di vita errati come meglio spiegato anche alle pagine 66, 124, 146, 147, 175, 197 e 430 del recente “Il manuale pratico del benessere” edizioni Ipertesto, scritto da neuropsicoterapeuta italiano, man of the Year 2011.

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