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pubblicato il 8 ottobre 2009 alle 10:00 dallo stesso autore - torna alla home

Il popolo del centrodestra non è molto contento della sentenza della Corte: “Quattro gatti”o “Quindici parrucconi” non possono fermare Berlusconi, dicono. La guerra evocata da Bossi era già stata annunciata. Le “armate del male” meriterebbero, ora, una lezione.

Non si può sfidare l’ira dei popoli…”, aveva affermato ieri il leader della Lega Nord Umberto Bossi poche ore prima della sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Parole forti e colorite, di quelle tipiche del Senatur, ma che, ironia della sorte, erano già state giorni prima anticipate dal popolo del Pdl: il clima politico si surriscaldava e gli elettori di Umberto e Silvio già dichiaravano battaglia su tutti i fronti. La sentenza in sede civile sul Lodo Mondadori e l’avvicinarsi della fatidica data del 6 ottobre “bastavano” per mandare su di giri parecchi elettori del partito berlusconiano, che hanno potuto poi, attraverso il guestbook del sito ufficiale del Popolo della Libertà, Spazio Azzurro, sfogare tutta la loro rabbia contro magistratura e oppositori politici.

PREPARIAMOCI ALLO SCONTRO -Magistrati italiani: giù le mani da Silvio Berlusconi o saranno guai!”, esclamava con tono minaccioso l’utenteBossi%20Umberto Elettori PdL sullorlo di una crisi di nervi Teogate qualche giorno fa. Micmic lo seguiva alcuni messaggi dopo nell’invitare tutti alla battaglia: “Non il 5/12, ma sabato prossimo, scendiamo in piazza se la Consulta boccia il Lodo: questo va detto qui e subito, perché i 15 parrucconi capiscano bene le conseguenze!”. Qualche altro era ancora più combattivo e già proiettato sul campo di battaglia: “Al tg delle 13 ho intravisto una fugace immagine del palazzo della Consulta presidiato dalla Polizia, hanno forse paura questi eroi della giustizia?”. Ma l’ipotesi di una lotta fisica si è fatta palesemente molto più concreta dopo le dichiarazioni di Bossi: “Tutti in piazza con Bossi se bocciano il Lodo, se Bossi ha parlato vuol dire che ci sono preoccupazioni”. Incalzava Daniele da Brescia: “La libertà non è gratis, si conquista e si protegge con il voto, se possibile, o con altri mezzi, se il voto non è consentito o viene sovvertito. Per ora abbiamo votato”. Sulla stessa linea pure Vittorio di Roma: “Bossi ha ragione, la magistratura si deve inchinare umilmente davanti al popolo, unico e sovrano. Chi non lo fa deve andare in galera”. Dopo la sentenza di ieri pomeriggio, infine, l’apoteosi: “Giunge ora la notizia che la Consulta ha dichiarato il Lodo Alfano illegittimo. Prepariamoci allo scontro finale contro le armate del male. Silvio, siamo pronti”.

IL POPOLO SOVRANO - Gli elettori del Popolo della Libertà, come i loro leader, amano rivendicare la legittimazione delle urne e di far leva su di essa per scongiurare il pericolo di un ribaltone, di un nuovo governo o di dimissioni del Capo del Governo: “Auguriamoci che la Corte Costituzionale si ricordi chesilvio berlusconi Elettori PdL sullorlo di una crisi di nervi Berlusconi è stato votato plebiscitariamente dagli italiani altrimenti dovremo parlare di golpe, no?”, sperava e domandava qualche giorno fa Bepy 42. La pensava come lui anche Emi: “L’unico potere forte riconosciuto dalla Costituzione siamo noi: il popolo sovrano! Grande manifestazione per ricordarlo a chi l’ha dimenticato!”. Poi è la volta di Paolo: “Napolitano è nostalgico di antichi inciuci, ma i governi venivano decisi a Palazzo. Il voto era formalità. Berlusconi è stato eletto da noi. Resista per noi!”. E ancora: “E’ stato scelto Silvio Berlusconi. Oggi se si andasse a votare vincerebbe ancora. Ora quattro gatti della consulta decideranno praticamente sul futuro dell’Italia. Ma che democrazia è mai questa?”. Anche per Gilberto l’investitura popolare non deve essere ostacolata in nessun modo: “Pd!? Con quale coraggio si chiama democratico se con i mezzi più subdoli e schifosi cerca di sovvertire il volere della maggioranza? Non sopporteremo altre scalfarate”.

BASTONE PER LA RAI - Tantissimi i messaggi che attaccano la magistratura. Gianni aveva già un idea su come vendicarsi in caso di sentenza sfavorevole, ecco cosa affermava rivolgendosi al Cavaliere: “Presidente, anche se la Corte Costituzionale dovesse fare gli interessi dei comunisti, spero di no, il bastone e la carota adottali tu con la Rai, i magistrati e con tutti i mangioni”. Ecco, invece, cosa diceva Verità 2009: “Le fandonie giuridiche che certi giudici scrivono nelle sentenze non danneggiano il governo e il premier. Ma solo la giustizia ed il popolo per cui viene amministrata. L’opera disfattista dell’opposizione di sinistra e le sentenze di certi giudici stanno danneggiando l’Italia in Europa e nel mondo. Un danno irreparabile”. Gianluca C, poi, guarda al bicchiere mezzo pieno, facendo osservare qualche buon risultato raggiunto contro i nemici: “La cura Brunetta ha fatto effetto: Mesiano, il primo magistrato della storia che lavora al sabato mattina! Forza Silvio, non mollare e prendila sul ridere!”. Darcu ripete il solito slogan: “ Magistrati vogliono fare politica? Si candidino e poi si facciano eleggere, altrimenti si spoglino da ogni appartenenza politica. Solo così avremo una magistratura seria”.

GIA’ PRONTA LA RIFORMA - Dulcis in fundo, gli elettori del Pdl non esitano ad avanzare la loro proposta di riforma della giustizia, ci vogliono ben cinque messaggi per elencare i punti salienti. E’ Daniele a farsi carico dell’arduo compito di individuare quella che definisce “Medicina per la magistratura malata”. Ecco la sua ricetta: “1 – Divieto di presentarsi ad elezioni, iscriversi a partiti, assumere cariche politiche se non dopo dieci anni di dimissioni irrevocabili; 2 – Divieto di ritornare in magistratura dopo aver ricoperto cariche pubbliche e/o militanza politica a qualsiasi livello; 3 – Accesso alla magistratura dopo aver superato regolare concorso e successivamente aver ottenuto l’investitura popolare del voto; 4 – Responsabilità civile e penale per magistrati che emettano sentenze dimostratesi poi errate per imperizia, negligenza, dolo; 5 – Si aggiunga la radiazione dalla magistratura e divieto di ricoprire cariche pubbliche a vita in caso di sentenze con fini politici”. Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere. Se non fosse per Silvio, oggi, avrebbero tutta questa dimestichezza con la giustizia gli elettori italiani?

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