Il volto nascosto dietro il velo

8 ottobre 2009

Parlare del burqa o di altri sistemi di copertura del volto per motivi religiosi non è una novità. Mi sembra uno di quegli argomenti che vengono rispolverati e riproposti a regolari intervalli di tempo salvo poi farli sbadatamente cadere nel dimenticatoio fino ai successivi scavi di archeologia giuridico-religiosa.

Intanto voglio premettere che sono contraria a che il volto degli individui possa essere tenuto coperto in pubblico: è il mezzo attraverso cui gli esseri umani (a meno che non abbiano perso la vista) sono in grado di riconoscersi fra di loro e, fatte salve le ragioni di sicurezza personale (il casco dei motociclisti, per intenderci), far rispettare la legge già esistente al riguardo mi sembra opportuno ma anche sufficiente.

Faccio piuttosto delle considerazioni di tipo diverso. Il burqa (o mezzi simili) è diventato erroneamente il simbolo dell’Islam, quando gli stessi musulmani non integralisti, gli stessi studiosi seri di religione islamica, dichiarano da sempre che nulla nel Corano esprime un obbligo al riguardo. Identificare l’Islam con le manifestazioni più superficiali di usanze culturali falsamente vendute come religiose ha come effetto (voluto o meno) quello di impedire un avvicinamento ad una cultura che potrebbe invece portare un arricchimento alla nostra. Vuol dire togliere colpevolmente la voce a coloro che vivono autenticamente e lontani dal fanatismo la propria religione e in questo modo, paradossalmente, fare da cassa di risonanza per coloro che invece spingono i credenti verso una mentalità integralista.

C’è bisogno di una legge nuova, dato che basta applicare quella esistente? Io direi di no. C’è piuttosto bisogno di conoscere e di conoscersi reciprocamente; c’è un immenso bisogno di permettere a tutti coloro che vivono la propria religione o la propria filosofia di vita di confrontarsi, di scambiarsi i vissuti, le esperienze e la propria stessa cultura. Ma ormai diventa vincente contrapporre urla contro urla e, notoriamente, chi vuole un confronto sa tacere, sa ascoltare e sa parlare con calma e a voce bassa. E inevitabilmente viene sopraffatto.

Tutto ciò che può permettere un arricchimento culturale viene sistematicamente eliminato o perlomeno scoraggiato. Dove sono gli incontri transculturali, chi può permettersi ora di organizzare manifestazioni volte a presentare usi e costumi di coloro che, comunque, condividono con noi gli spazi in questo nostro piccolissimo pianeta?

Viviamo in una società dell’apparire e anche la questione del volto velato, alla fine, diventa nient’altro che un fatto di look.

13 commenti a Il volto nascosto dietro il velo

  1. “chi vuole un confronto sa tacere. E notoriamente viene sopraffatto”. Quant'è vero…

  2. comicomix

    Un pezzo splendido. Purtroppo nell'Italia di oggi , abituata a vomitare le proprie “ragioni” in faccia agli altri senza nessuna voglia di “ragionare” sembra venire da Marte.

    Un sorriso C.

  3. franco

    però la dittatura soft di berlusconi non vi piace , ma la dittatura dura e cruda dell'islam …si?

  4. Lelith

    non so, sinceramente tutto sto idillio di arricchimento culturale non lo vedo fattibile. Può darsi che tra studiosi universitari delle varie religioni ci sia un proficuo scambio ma per il resto mi pare nella gran parte dei casi sia prevedibile solo una lotta alla disperata per la prevalenza di un fattore identitario che non ammette certo un pacato ed approfondito confronto.
    Lasciamo poi perdere il discorso che nell'identità dell'islam più diffuso roba tipo il velo e la clitoridectomia ha assolutamente a che fare con le tradizioni e con l'identità dell'individuo e del gruppo sociale. Basta pensare a tutti gli episodi di omicidi di donne che rifiutavano quel tipo di imposizioni, uccise perchè agli occhi dei parenti rinnegavano la loro identità di donne musulmane.
    l'imam del cairo avrà a voglia a sgolarsi che il velo è una barbara usanza tribale preislamica, voglio vedere quanti cambieranno le loro tradizioni e i loro usi. Tanto più da noi dove tanto più si cerca di mettere in crisi l'identità culturale dell'immigrato tanto più lo si spinge nelle braccia di un fanatismo cieco.
    Mi sembra infine spaventosamente semplificatorio e superficiale dire che il velo sia un fatto di look viste le implicazioni simboliche e pratiche che da sempre porta con sè.

  5. franco

    un fatto di look?……AHahahahahahahahahhahhahhahhha . avvertite prima di dire queste battute ,micidiali, !!!meno male che ci siete voi , che ci fate ridere , !!!ma una puntatina a zelig no?lasciate il giornalismo , siete meglio e guadagnereste di più come cabarettisti,,, senza offesa con profondo rispetto,, ahahhahha ah cough cough uff uff mi stavo strozzando ,,fortissimi continuate cosi!

  6. franco

    …………….continuate cosi,…… ad aiutare, la lega e il berlusca, a vincere!!!! !nonostante, scandali, processi , e quanto altro,…ma forse pensate di convincere qualcuno che l'islam non sia pericoloso per la libertà ?ma non ci crede nessuno tranne voi e qualche masochista pseudo intelletuale, che non ha veramente studiato il pensiero occidentale da locke a rosseau …, i padri della costituzioni amenicana , inglese francese italiana,che se fosse per voi il corano varrebbe più della nostra costituzione…….

  7. uyulala

    Il discorso è abbastanza ampio e molto serio. Ho amici mussulmani, assolutamente tolleranti, molto più di tanti cattolici che conosco. Sono i primi ad essere contrari a certe prese di posizione integraliste e all'esistenza degli stati confessionali, islamici o di altre religioni. La dittatura è dittatura e basta, e notoriamente usa le ideologie e le religioni per dare forza a se stessa. Ma non necessariamente le filosofie che sottendono le ideologie, o le religioni, hanno intrinsecamente una caratteristica totalitaria, se non, a volte di tipo storico (la religione cattolica, che proclama “nihil salus sine ecclesia” di fatto rischia di essere la religione che strutturalmente è la più intollerante in assoluto). L'unico rimedio agli integralismi di qualunque colore o fede è proprio quello della curiosità e della conoscenza reciproca.

    Sulla base di questa curiosità ho scoperto che:
    1. la moglie di Maometto era vedova (e quindi, ovviamente, NON era vergine prima di sposare il Profeta)
    2. coprire le donne è un'usanza nata a causa dlle guerre crociate: i crociati violentavano selvaggiamente le donne, e gli uomini (padri, fratelli e mariti) hanno cominciato ad imporre loro il velo a scopo protettivo.
    3. la norma che permette la poligamia è – di fatto – un tentativo di Maometto di limitare tale usanza, in luoghi dove i ricchi potevano arrivare ad avere più di cento mogli. Lui ne limitò la possibilità a solo 4.

    Sono andata un po' a memoria, ma per dire che senza conoscenza si interpretano le cose in modo completamente falso. L'ignoranza diventa colpevole nel momento in cui ci si rifiuta di informarsi e si continuano a mantenere comportamenti legati ad essa

  8. pietro60

    L'ignoranza sta anche nel confondere cultura e religione, come nel caso dell'infibulazione e delle mutilazioni genitali femminili, sono usanze che risalgono a migliaia di anni prima di Maometto, e nel' Africa centrale dove è ancora diffusa è praticata indifferentemente da islamici, cristiani e animisti.
    Chi dice che l'infibulazione è una pratica islamica non sa nemmeno che era un usanza che i civilissimi antichi romani praticavano sui propri schiavi, 500 anni prima della nascita di Maometto.

  9. franco

    coprire le donne è scritto nel corano,,leggilo,!cmq… ma ci vuole tanto a capire che più voi difendete l'islam,e più voti d'opinione andranno a destra!se volete la vittoria ,e non per 20.000 voti,della sinistra bisogna fare nostri i temi della sicurezza, e della superiorita della nostra costituzione,su tutto,le ideologie le religioni le tradizioni, si devono piegare agli articoli della costituzione,e non viceversa, vedi il rigetto deL LODO ALFANO,ILVOSTRO RISPETTO PER RELIGIONI ,CHE AUTORIZANO L'UCCISIONE DI ATEI MISCREDENTI E GAY,È UN DANNO PER LA SINISTRA PERCHE PLAGIA LE MENTI DEBOLI DEI SEGUACI IN BUONA FEDE DELLA SINISTRA,NON VOLETE LA DITTATURA DI DESTRA, VOLETE LA DITTATURA DEL CORANO MODERATO O fondamentalista,O CMQ LO DIFENDETE, VI SIETE DIMENTICATE LE BASI DEL PENSIERO DI MARX= LE RELIGIONI SONO L'OPPIO DEI POPOLI,non che vadano distrutte ma vanno considerate per quello che sono =oppio, che a volte puo essere anche utile , ma per lo più è droga ,(anche il calcio, e la tv reality), per questo la sinistra perde si è dimenticata le basi,non ha fatto il conflitto d'interesse, difende posizioni pseudo intelletuali, non difende il popolo italiano, che per questo vota lega nord e berlusca, e se ne frega se ha le escort se è p2, gli perdona qualunque cosa ,perchè fanno gli interessi degli italiani e del suo popolo,oltre che i propri,…
    voi difendete stranieri e tradizioni straniere,peggiori delle italiane, almeno fossero migliori,cmq se leggereste il corano almeno sapreste di cosa parliamo. ma se voi parlate di islam senza leggerlo, non capirete quello che vi dico, continuerete a pensare stupidaggini che qualcuno vi dice ,,es. che il burqa è colpa dei crociati

  10. franco

    leggete il corano ! e la storia! sono stati loro intorno al 600 dopo cristo ad attaccare sicilia calabria grecia spagna ecc e a violentare le donne europee, ed ad uccidere per convertire,per conquistare,……. studiate la storia !ma come fate i giornalisti?i crociati sono sono venuti dopo!!!!!

  11. federico

    scusatemi dovete sapere che proprio l’autore di questo brano dirige con molta arroganza un suo sito quale non dimostra altrettanta tolleranza nei confronti dei mpovimenti religiosi in genere.

  12. federico

    su wilkipedia ci sono un sacco di leggende.
    Su un libro di un medievista le goff ho scoperto che il velo non è stato introdotto per difendersi dalle crociate..che non sono mai arrivate in Iran o in Afganistan…ma è prorio una usanza nata nella religione islamica e avvallata nei califfati per indicare la sottomissione della donna.
    Maometto stuprò una bambina di 13 anni ed ebbe per moglie , costretta una giovane ebrea
    Le donne arabe erano molto più libere , come testimonia la poesia araba preislamica prima di maometto.
    la scrittrice dell’articolo dovrebbe essere molto piu tollerante con i cristiani, invece di insultarli sul suo sito personale,almeno loro hanno sempre proclamato l’eguaglianza davanti a dio della donna e dell’uomo.
    Ciao baby

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