La paura per i risparmi unisce Italia e Germania

di - 29/06/2012 - La difesa dei grandi patrimoni privati é interesse comune di Roma e Berlino

La paura per i risparmi unisce Italia e Germania
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Uno dei motivi che rende difficile l’intesa a livello europeo tra i vari governi dell’Unione è la differente cultura del risparmio. Esiste infatti una diversa visione tra un’Europa che crede nella difesa dei patrimoni, e quindi non vuole attuare politiche inflazionistiche che rendono più sostenibili i debiti, pubblici e privati, ma che svaluta i risparmi accumulati nel tempo, e chi invece ha interessi diametralmente opposti. Come nota Die Welt, su questo piano l’accordo tra i risparmiatori tedeschi e italiani sarebbe molto più facile di quello tra i governi Monti e Merkel.

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EUROPE DIFFERENTI - “In tutta evidenza la crisi sta portando l’Europa a prendere una decisione fondamentale sulla direzione da prendere nei prossimi decenni, una scelta che plasmerebbe le politiche dei prossimi decenni”, dice al quotidiano anseatico Thomas Meißner di DZ Bank. I tedeschi si augurano, come ha più volte rimarcato il presidente della Banca centrale tedesca Weidmann, un’unione della stabilità, fedele allo spirito di Maastricht e che abbia come obiettivo fondamentale la lotta all’inflazione. Per Spagna o Francia, invece, è più importante la crescita economica, che in casi di difficoltà potrebbe anche essere finanziata con nuovi debiti, e resa più sostenibile con un aumento dei prezzi tale da rendere più sostenibile il costo reale dell’indebitamento pubblico e privato. Anche nel concetto di Unione fiscale si notano queste divergenze di impostazione. “Le differenti visioni dei governi vanno ricondotte alle diverse culture di risparmio delle rispettive popolazioni”, dice Charles Robertson, top manager di Renaissance Capital. L’Europa in questo senso è percorsa da una profonda faglia che la separa. Da una parte ci sono nazioni che risparmiano, i cui cittadini si preoccupano della stabilità dei loro patrimoni mobiliari. Dall’altra parte invece ci sono stati che hanno un forte indebitamento privato. “Nei paesi con molti debiti le politiche inflazionistiche sono molto popolari, in quello dove prevale il risparmio invece sono preferite le scelte economiche e monetarie che mantengono stabili i prezzi”.

 

LA GERMANIA DEI RISPARMI - Angela Merkel parla ad un elettorato che ha il patrimonio più ricco d’Europa, ed ha il terrore di subire pesanti svalutazioni delle proprie ricchezze accumulate negli anni. I cittadini tedeschi hanno così tanto denaro come mai nella storia. In questo momento in Germania i cittadini detengono quasi due mila miliardi di euro di patrimonio mobiliare liquido. Il 60% di questa ricchezza è investita in assicurazioni sulla vita o previdenziale, ennesima conferma della grande cultura del risparmio che caratterizza i tedeschi. Ecco perché l’inflazione è vista come il vero nemico all’interno della Germania, perchè porterebbe a svalutare la ricchezza accumulata in questi anni. Meno attraente per i tedeschi sono invece le azioni, visto che la quota in investimenti borsistici è scesa nel 2011. In totale il patrimonio privato dei tedeschi vale quasi cinque mila miliardi di euro. Infatti le sole ricchezze mobiliari valgono cinque mila miliardi di euro, dai quali vanno sottratti i titoli di debito accessi per finanziare gli acquisti. Sommando anche il patrimonio immobiliare, si ottiene una somma superiore agli otto mila miliardi di euro. Questa cifra corrisponde esattamente all’indebitamento dei diciassette paesi dell’eurozona. Ed è questo che terrorizza o inquieta i cittadini tedeschi.

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2 Commenti

  1. decespugliatore scrive:

    oltre 3100 ent,.consorzi ed altre amenità del genere,fanno capo ai comuni italiani, assorbendo ogni anno oltre 7 miliardi di euro, di cui 2 miliardi destinati a foraggiare i cda: apparati inutili creati ad arte per alimentare e gratificare le clientele-è stato chiesto di eliminarli-assorbono all’incirca l’entità dell’IMU che è di 9 miliardi di euro_Ma dove vuol andare l’italia con queste mandrie senza padrone……tutte dirette solo verso l’abbeveratoio

  2. liutprando scrive:

    l’eliminazione delle mandrie di cui si parla che succhiano otre 7 miliardi euri all’ anno,e lo spreco che 311 enti territoriali hanno fatto di 2,5 miliardi di euro nell’acquisto di titoli derivati o spazzatura,equivale ad una somma -9,5 miliardi euri.,corrispondente al gettito IMU .bravi amministratori italiani,,non solo la procura di trani,ma tutte l procure d’italia dovrebbero interessarsi a questo sperpero

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