|

La giornalista spogliata e palpata in piazza Tahrir

Una beffa brutale. Natasha Smith – studentessa di giornalismo britannica di 21 anni – va al Cairo per girare un documentario sui diritti delle donne e gli abusi di cui sono vittime e lei stessa viene aggredita sessualmente in quella stessa Piazza Tahir da dove è cominciata la rivoluzione egiziana.

CHE FINISCA PRESTO – Natasha ha affidato al suo blog e ad un’intervista alla Cnn il racconto di quella drammatica domenica in cui, accompagnata da due amici, era andata per raccontare la gioia di Piazza Tahrir, gremita di gente, accorsa per celebrare il nuovo presidente Mohammed Morsi, il primo eletto democraticamente nel Paese. “Per favore Dio, fa che finisca”. Questo il titolo postato da Samantha – capelli lunghi biondi e viso acqua e sapone – sul suo blog. “Giubilo, eccitazione, felicità” sono gli aggettivi scelti dalla giovane cronista per descrivere l’atmosfera della piazza.

 

LEGGI ANCHE: Mohamed Morsi: l’Egitto ha un nuovo presidente

 

MEGLIO LA MORTE DELLA VIOLENZA – “Ma in un lampo tutto è cambiato”. “La folla spintonava” e Natasha – così prosegue il racconto – si è ritrovata di colpo a scalciare e gridare nel tentativo, fallito miseramente, di non essere trascinata lontano dai suoi amici da un gruppo di uomini. Zaino e macchina fotografica sono subito spariti e in un baleno alla ragazza sono stati strappati i vestiti di dosso e si e’ ritrovata nuda. Gli uomini hanno cominciato a palpeggiarle il seno e a violarla con le dita. “Sono stata sballottolata da un uomo all’altro come carne fresca in bocca a leoni affamati”, ha scritto Natasha. “Ho urlato Salam, Salam, Allah, Allah. Ho cominciato a pensare che forse era cosi’ che doveva finire per me. Ho avuto una buona vita, in fondo. Se devo morire spero accada in fretta, prima che violentino”.

NON E’ L’ISLAM – Poi il salvataggio ad opera di alcuni uomini e donne che l’hanno messa al sicuro in una tenda. Le donne piangevano ed imploravano la giovane straniera di non credere che questo fosse l’Egitto. “Questo non è l’Islam”. Alcune persone hanno detto a Natasha che cio’ che le è accaduto è avvenuto perche’ giravano voci che lei fosse una spia. “Ma se questa era la causa, io sono stata solo usata come un pretesto, una scusa, per molestare e violare una giovane donna bionda occidentale”, scrive ancora la ragazza. (Ansa)

LEGGI ANCHE: