Come troveremo E.T.
di Maghdi Abo Abia - In futuro sarà più facile studiare i pianeti simili al nostro alla ricerca di vita
Gli astronomi hanno messo a punto un nuovo sistema per dimostrare come i pianeti extrasolari abbiano un’atmosfera adatta alla nascita e alla proliferazione della vita.
NUOVO STUDIO - Secondo Wired puntando la ricerca sull’atmosfera i nuovi strumenti avranno la possibilità di cercare con molta più efficacia. Anche perché questi si occuperanno di analizzare la massa di uno specifico pianeta che gira intorno alla stella Tau Bootis B, scoperto 15 anni fa. “La cosa più bella di questa nuova tecnica è che ora possiamo vedere un pianeta e il suo movimento orbitale” ha spiegato Simon Albrecht del Mit che ha curato parte delle ultime ricerche sul Tau Bootis.
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ANALISI DELLA LUCE - I ricercatori oggi hanno molte possibilità di scoprire e capire come funzionano gli esoplaneti. Lo strumento principale per scoprire molto di loro è il telescopio Keplero, che controlla la lucentezza delle stelle, meccanismo che permette di capire quando un pianeta passa davanti alla sua Stella. Insomma, cercano le ombre che provano con certezza il passaggio dell’oggetto celeste davanti al suo Sole. Grazie alle ombre è addirittura possibile comprendere l’aspetto degli esoplaneti.
IL RUOLO DELLA GRAVITA’ - Gli astronomi hanno in realtà hanno un altro metodo per scoprire gli esoplaneti, ovvero osservando la distorsione della luce a causa della gravità. In questo caso però non è possibile verificare la luce emessa di rimbalzo delle stelle. Tau Bottis è una stella bianca molto più calda del nostro Sole, situata a 51 anni luce da noi. Gli astronomi sanno fin dal 1996 che intorno a questa stella gira un pianeta delle dimensioni simili a quelle di Giove, con un tempo di rotazione di tre giorni.
EFFETTO DOPPLER - La luce proveniente da Tau Bottis dimostra come ci sia qualcosa che giri intorno a lei, visto anche la distorsione della luce. Per un giorno e mezzo le onde sono più lunghe, sintomo che il pianeta si sposta da noi seguendo il movimento orbitale conosciuto dagli scienziati. Si tratta dell’effetto Doppler, quello del suono delle ambulanze che si avvicinano e si allontanano. Così le onde luminose dimostrano grazie alla loro variazione come il pianeta si allontani da noi.
ALLA RICERCA D’IDROGENO - Grazie a queste onde è anche possibile tracciare l’orbita del pianeta, misurare la sua massa, massa pari a sei volte quella di Giove. Grazie alle onde è anche possibile avere informazioni dettagliate sull’atmosfera, la quale contiene monossido di carbonio. Gli scienziati sperano di trovare nell’atmosfera anche metano e idrogeno, e per avere la prova del nove stanno ampliando lo spettro delle ricerche anche ad altre stelle ed altri pianeti.





















