Obamacare, la croce del presidente
28/06/2012 - La Corte Suprema ha salvato la riforma sanitaria simbolo del primo mandato di Barack Obama grazie al voto del Chief Justice John Roberts
Oggi è il giorno del giudizio dell’Amministrazione Obama. Il più importante atto legislativo del primo mandato presidenziale, la riforma sanitaria nota anche come Obamacare, è stata salvata dalla Corte Suprema. Una sconfitta giurisprudenziale avrebbe avuto pesanti ripercussioni sulle chance elettorali del presidente.
OBAMACARE ALLA SBARRA - Poco più di due anni fa Obama vide approvata dal Congresso la riforma sanitaria che introduceva la copertura assicurativa universale per tutti i cittadini statunitensi. Per la prima volta dai tempi di Lyndon Johnson un presidente democratico era riuscito ad ampliare in modo abbastanza significativo il Welfare State americano, benché in corso d’opera i liberal avevano dovuto inghiottire molti bocconi amari. Nella scorsa sessione congressuale i democratici avevano una netta maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, e ben 60 senatori, i tre quinti della Camera Alta a stelle e strisce. La presenza di molti eletti di orientamento moderato, se non apertamente conservatore, aveva però portato alla diluzione di alcune normative più progressiste, e l’introduzione della public option, l’assicurazione pubblica per chi è al momento scoperto di polizza sanitaria, è stata cancellata dal testo originario della legge. Ciononostante il mondo progressista festeggiò la sofferta approvazione dell’Obamacare, anche se l’impopolarità della riforma sanitaria è stata sfruttata dai repubblicani alle successive midterm del 2010. Il Gop ha conquistato una delle sue più nette vittorie elettorali anche in ragione della sua promessa di cancellare l’Obamacare una volta conquistato il Congresso. La Camera dei Rappresentati, in mano repubblicana, ha effettivamente introdotto il “repeal” della legge, anche se l’abolizione della riforma sanitaria è stata fermata dal Senato, ancora in mano democratica. Da allora però la strategia dei legislatori conservatori si è concentrata nei tribunali, l’altro tradizionale campo di battaglia della politica statunitense. Nelle corti statali e federali ben 28 Stati hanno presentato una querela contro Obamacare, contestandone la legittimità.
SUCCESSI PARZIALI - Nel sistema giuridico americano l’ultima parola spetta alla Corte Suprema, che vaglia la costituzionalità di ogni legge, sia quelle approvate a livello federale che a livello statale. La prima sconfitta per l’amministrazione Obama è arrivata nel caso Florida v. United States Department of Health and Human Services. Nel gennaio del 2011 il giudice Vinson della Corte di Distretto per il distretto settentrionale della Folirida dichiarò la legge incostituzionale, evidenziando come l’obbligo di assicurazione individuale fosse un’indebita estensione dei poteri federali. La decisione di Vinson è stata presa sulla causa più importante presentata nelle corti federali dai governi locali repubblicani, che si erano uniti in una querela comune. L’incostituzionalità dell’Obamacare sancita in primo grado è stata però superata parzialmente dal secondo livello di giudizio, che riconobbe come l’obbligo di assicurazione individuale fosse illegittimo, ma che esso potesse essere separato dal resto della legge, che così poteva rimanere in vigore nella parte rimanente. In altre cause però l’Amminstrazione Obama ha prevalso, e la divergenza giurisprudenziale emersa nei gradi inferiori sarà risolta dall’odierna sentenza della Corte Suprema. L’elemento di maggior discussione rimane l’individual mandate, ovvero l’obbligo di assicurazione che postula come ogni individuo debba avere una polizza sanitaria, altrimenti deve pagare una multa. Chi non ha il denaro sufficiente per poter acquisire un’assicurazione ha però la facoltà di ricevere i sussidi, oltre al fatto che Obamacare ha ampliato la platea di beneficiari di Medicaid. Questo programma, gestito a livello statale, permette alle persone sotto una determinata soglia di reddito di accedere alle cure mediche che saranno poi coperte dall’intervento pubblico. Medicaid è uno dei due pilastri del sistema sanitario americano pubblico, mentre l’altro è Medicare, l’assicurazione che garantisce una copertura universale a tutti gli statunitensi che hanno più di 65 anni.


























