Alla vigilia della sentenza sul Lodo Alfano si parla sempre più insistentemente di una chiamata alle urne anticipate. Casini si dice pronto, ma, visti i numeri che circolano in questi giorni e i risultati delle ultime politiche, più che l’opposizione, ad essere tranquilla dovrebbe essere solo la maggioranza.
A poche ore della sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano,
sentenza che potrebbe spalancare le porte ad una poco onorevole condanna per il nostro Presidente del Consiglio, i suoi alleati si dicono pronti ad affrontare una nuova tornata elettorale.
RISCHIO ELEZIONI ANTICIPATE - Che non si tratti solo di illazioni nè di una ipotesi molto remota lo dimostrano gli interventi di Emma Marcegaglia e Pier Ferdinando Casini. Per il Presidente di Confindustria le urne anticipate sarebbero da evitare: “La situazione governativa rimanga quella che è”, dice. L’ex Presidente della Camera, invece, incalza: “Siamo pronti ad elezioni anticipate”. Un’eventualità, quella di elezioni anticipate, che non farebbe tirare indietro nemmeno i rappresentanti del governo: “Penso che non andremo al voto comunque noi siamo sempre pronti anche se penso che andremo avanti a fare le riforme”, ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi , palesando quell’ottimismo che si respira un po’ in tutta la maggioranza. “Il club che sciolse la Prima Repubblica è sempre attivo, ma ora Berlusconi ha dalla sua un consenso popolare che permetterà al governo di completare la legislatura senza farsi intimidire”, faceva sapere, sulla stessa lunghezza d’onda del senatur, il Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi . Dalle parti di Popolo della Libertà e Lega Nord, insomma, sanno che i numeri sia in Parlamento che nella società sono tutti dalla loro parte e che, anche in caso di ricorso alle elezioni anticipate, che dovrebbero svolgersi qualora il Premier Silvio Berlusconi decidesse di dimettersi, la coalizione di governo avrebbe la meglio sia sull’attuale centrosinistra che in una ipotetica sfida con tutte le opposizioni messe insieme. Vediamo i numeri.
ULTIMI SONDAGGI - Il gap del centrodestra berlusconiano con il duo
composto da Partito Democratico e Italia dei Valori è enorme. Era di nove punti alle ultime Elezioni Politiche di aprile 2008, diventati addirittura 11 alle Elezioni Europee di quattro mesi fa, senza considerare l’Mpa confluito per l’occasione col Partito Pensionati, l’Alleanza di Centro e La Destra in un’unica lista. E gli ultimi sondaggi non indicano nessuna inversione di tendenza: il divario sarebbe aumentato ancora. Alla faccia delle escort, degli scandali e delle campagne mediatiche. Secondo le ultime rilevazioni Pdl, Lega ed Mpa si attesterebbero intorno al 50% dei consensi, 49,5% per Digis srl, 51% per Crespi ricerche, ad oltre 15 punti di vantaggio sugli avversari, segnalati rispettivamente al 34 e al 33,5%. Se ai partiti di Franceschini e Di Pietro aggiungiamo anche i Radicali di Bonino e Pannella che un anno e mezzo fa non presentarono il proprio simbolo e inserirono i loro candidati nelle liste Pd, il centrosinistra raggiunge rispettivamente il 36,2 e il 34,5%. Nella sostanza, insomma, cambia poco. Con questi dati il Cavaliere avrebbe la strada spianata sia alla Camera che al Senato.
CAMERA - E non basterebbe nemmeno una, ad ora improbabile, alleanza del centrosinistra con l’Udc di Casini per rimediare alle cifre scoraggianti. L’appoggio del partito centrista che ha ottenuto il 5,6% dei consensi alle Politiche di un anno e mezzo fa e il 6,5 alle ultime Europee non basterebbe per ribaltare l’ago della bilancia in nessuno dei due rami del Parlamento. Non riuscirebbe a capovolgere a favore del centrosinistra la partita non solo per quanto riguarda i seggi di Montecitorio, ma anche a Palazzo Madama. Coi numeri di oggi, ma anche con quelli (migliori per il centrosinistra) di 16 mesi fa Pd e soci non riuscirebbero, potrebbero a stento racimolare un pareggio sulla falsa riga di quello del 2006.
REGIONI GRANDI – Facciamo due calcoli. Nel 2008 il centrodestra si è affermato al Senato con ben 174 seggi a proprio favore, una quindicina in più di quelli necessari per ottenere la maggioranza. Oggi, anche se dovessero coalizzarsi Pd, Idv e Udc, simulando Elezioni Politiche con quelle cifre, che, ripetiamo, sembrano comunque migliori rispetto a quelle che giungono dai sondaggi di queste settimane, il partito di Casini riuscirebbe a capovolgere la situazione a vantaggio del centrosinistra in Lazio e in alcune regioni quasi sempre marginali ai fini del successo elettorale. Pdl e Lega riuscirebbero ad affermarsi nuovamente in quasi tutte le principali regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia, dove alle ultime politiche hanno ottenuto un consenso superiore rispettivamente di 9, 23, 18 e 26 punti percentuali rispetto a quanto incassato dalla coalizione opposta. Delle grandi regioni il Cavaliere e i suoi perderebbero, invece, la regione Lazio, dove nel 2008 si son affermati con soli 2 punti di vantaggio e dove l’Udc può vantare un consenso nell’ordine dei 5 punti circa.























Un'analisi che non lascia dubbi.
E che getta nello sconforto chi, come il sottoscritto, si limita a notare che un governo dotato di una solida maggioranza abbia dato una pessima prova di sè in quest'anno. L'UNICA cosa di cui si dovrebbe parlare e su cui TUTTI gli elettori dovrebbero riflettere. E anche i leader (?) dell'opposizione, che evidentemente non sanno davvero fare il loro mestiere.
Finchè guarderemo alla politica e alle scelte di governo con lo stesso animo dei tifosi di calcio, saremo destinati (anche DOPO che Berlusconi, tra 6 mesi o tra 15 anni, se ne sarà andato in pensione) ad un pessimo destino, come paese.
Un sorriso senza grandi speranze
C.
però con le elezioni ci divertiremmo di più assai
Le elezioni sono come i calci di rigore… una lotteria.
Intanto se vince B. avro' la soddisfazione di vedere il PD sgretolarsi, andare all'ennesimo congresso, fare le ennesime primarie e i suoi (pokissimi) parlamentari salvare il governo B. cinque ad ogni tentativo della sua maggioranza di farlo cadere… ah già è vero questo lo stanno già facendo.
Allora confidiamo in madre natura e sul fatto che nessuno vive in eterno, ci sarà un ricambio generazionale in politica che sia volontario o dovuto al Darwinismo non importa comunque ci sarà.
I pronostici di oggi non significano nulla in elezioni che si potrebbero tenere quest'inverno, con la neve che farà crollare le casettine di legno a L'Aquila, con i cassintegrati senza metano per riscaldamento e i bambini malati. Non abbiamo ancora visto tutto, perché quando si tenta di cancellare o truccare la realtà, poi ce la ritroveremo tutta quanta sbattuta sul nostro muso, e ci farà molto male.
E' evidente che vincerebbe LUI. Ma Vi credete davvero che quando abbiamo votato, la “gente” non sapesse che è il maggior evasore di tasse, un corruttore incallito, amico e complice di Dalema, Al dir di LA PADANIA, un colluso e socio della Mafia ecc. ecc. ecc., Lo sapevano tutti, l'hanno votato, e ora scoprono che non riusciranno a cacciarlo e allora ci provano con le armi della Giustizia. Ma questa Giustizia (mi chiedo) è la stessa che ha assolto Andreotti, e i Comunisti e condannato Craxi? E' la stessa? E i politici che straparlano di condannarlo, sono per caso gli stessi Dalema, Fassino, Finocchiaro, Del Turco, Rutelli, ecc.ecc.ecc.? Ma chi dovrebbe votare la “”gente”" se la volete chiamare così, ma sarebbe meglio definirla “”IL GREGGE”" il gregge di Silvio, il popolo che s'illude di arricchirsi con il malaffare come ha fatto LUI senza rendersi conto che è come il gratta e vinci, per uno che vince mille fanno la fame . SCEMI!
Mah, francamente penso che 'sti sondaggi vadano presi con parecchie pinze, anche perché dopo le Europee mi pare abbastanza chiaro che correggano al rialzo il PdL per paura di ripetere errori fatti in precedenza.
È altrettanto chiaro che tutti quelli che “a sinistra” dicono (credendoci davvero) “mai con questo”, “con quest'altro no perché candida tizio che all'asilo rubava le brioscine”, ululando contemporaneamente all'emergenza democratica non hanno capito veramente, ma veramente una favazza.