Inchiesta

Sulla salute niente Patto. Solo tagli

8 ottobre 2009

Nel silenzio generale, si sta consumando una battaglia tra governo e regioni con al centro la sanità. Con il governo che pensa solo a ridurre le risorse per il sistema, nonostante in Italia si spenda meno che altrove

Il tema delle risorse finanziarie a disposizione della spesa sanitaria è un tema di fondamentale importanza, perché investe il diritto alla salute, uno dei valori essenziali di una nazione, non a caso tutelato costituzionalmente in Italia. Ma sotto il governo Berlusconi-Tremonti si pensa soprattutto a  diminuire i soldi a disposizione. Ma la spesa sanitaria in Italia è davvero fuori controllo?

LA SPESA SANITARIA CRESCE OVUNQUE – Negli ultimi quindici anni in tutti i paesi Ocse si è rilevato un forte aumento della spesa sanitasanitaria, non solo in termini nominali, ma anche in rapporto al PIL, in conseguenza di fattori quali l’invecchiamento della popolazione, lo sviluppo delle tecnologie, l’incremento delle aspettative da parte dei cittadini. La media Ocse si colloca attorno al 9%, anche se ci sono forti differenze tra i livelli di spesa dei diversi Paesi: nel 2007, secondo l’Oecd Health data pubblicato a luglio 2009, i valori di spesa più alti in rapporto al Pil sono quelli degli USA (16%), Svizzera (10,8%), Francia (11,0%) e Germania (10,4%), mentre l’Italia si attestava solo all’8,7%. In termini di spesa per abitanti a parità potere d’acquisto, si va dai 7.290 dollari degli USA, ai 3.588 della Germania, 3.601 della Francia, mentre l’Italia si attesta, sempre nel 2007, sui 2.686 dollari pro capite. Quindi, la spesa sanitaria in Italia non è certo eccessiva. Senza tener conto che in Italia da diversi anni si registra un’espansione demografica, dovuta all’immigrazione (regolare) elevata.

PUBBLICO O PRIVATO? – Un altro punto da considerare è la modalità di finanziamento del sistema. Alcuni favoleggiano che il nostro sistema sarebbe eccessivamente controllato dal pubblico, mentre altrove sono i privati a farla da padroni. Falso: la quota di spesa sanitaria finanziata da risorse pubbliche è mediamente oltre il 73%. I paesi con un Servizio Sanitario Nazionale stanno sopra la media OCSE (sempre nel 2007, la  Norvegia è all’84,1%, il Regno Unito 81,7%). L’Italia con il 76,5% si colloca in una posizione intermedia. Ma anche gli Usa, dove si sta discutendo della riforma perché molti cittadini non sono coperti dal sistema sanitario così com’è, e che sono considerati un paese a sanità “privata”, la spesa pubblica raggiunge comunque il 45,4% del totale.

2 commenti a Sulla salute niente Patto. Solo tagli

  1. Credo che il governo sbagli metodo, non obbiettivo, nel caso stesse cercando di limitare il monopolio statale nella sanità: non vi sono dubbi che non sia necessario un monopolio della fonritura dei servizi, che non esiste in Germania ed Olanda e che sta venendo ripensato anche in Gran Bretagna. Non dimentichiamoci che tutte le nazioni OCSE stanno cercando di frenare l'inflazione sanitaria, che è un problema comune. I sistemi meno statalizzati sono meno economici, anche trascurando la differenza di perimetro con cui vengono effettuate le rilevazini; riportano tuttavia livelli di soddisfazione molto più elevati. Ricordiamoci che negli USA il 90 per cento degli americani è soddisfatto della propria copertura sanitaria; le fonti dei magggiori prolemi riguardano le modalità d'assicurazione e i monopoli locali nella sanità, due punti che purtroppo la riforma Obama non risolve per nulla. Li aggrava e ne imputa il costo allo stato, ossia alle tasche del pubblico.

  2. comicomix

    @Falkenberg:
    Non entro nel merito della riforma Obama, perchè è fuorviante rispetto all'articolo.
    Io (e tutte le Regioni italiane, senza eccezione) penso che il governo sbagli l'obiettivo. Nel senso che dato l'incremento demografico (e parliamo al netto dell'immigrazione “clandestina”), dato l'aumento del costo di farmaci e strumenti di dignostica (che sono più efficaci, non per speculazione) dato che i bisogni della popolazione crescono (sia per l'aumento degli anziani che per effettiva maggiore domanda) NON si può RIDURRE in termini relai (addirittura in termini NOMINALI) il budget della sanità. Cosa diversa dal perseguire la maggiore razionalizzazione possibile e l'appropriatezza clinica.
    Cose che – sono sempre le 19 regioni e le due province autonome a parlare, a unisono – non possono essere garantite con QUESTE cifre che sono in discussione.
    Un percorso “virtuoso” era stato messo in piedi con il primo Patto per la Salute (Govenro Prodi, ha fatto ANCHE cose buone, credimi). Perchè non proseguire sulla stessa strada, puntando invece sul “fare cassa”?

    La scelta di uan concorrenza pubblico-privato è una cosa. Dire che il privato in Sanità è più efficente è un altra. Dati Ocse alla mano. In USA sarano anche soddisfatti della proprio sistema, ma è un fatto che esso ESCLUDE milioni di persone dalla copertura sanitaria e che lì si spende il triplo pro capite che in Europa, dove la risposta clinica non è inferiore, anzi. E la soddisfazione dei cittadini idem.

    Ciao, un sorriso speciale a MM :-)

    C.

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