Cosa ti fa l’austerità
28/06/2012 - I programmi di risparmio per vincere l'eurocrisi hanno prodotto risultati per lo più negativi
L’austerità ha fallito? Il bilancio del programma di rigore introdotto in tutto il Vecchio Continente dopo gli accordi sul Fiscal Compact non ha grandi risultati da esibire. Al contrario, sia la crescita, che il tasso di disoccupazione che l dati relativi ai bilanci pubblici sono negativi. L’eurovertice dovrà trovare un’altra chiava di soluzione alla crisi dei debiti sovrani che minaccia di disgregare l’area della moneta unica.
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MAGRO BILANCIO – Risparmiare, risparmiare, risparmiare, è stato questa l’ossessione ripetuta negli ultimi mesi per salvare l’euro, sopratutto da Angela Merkel. Nonostante l’applicazione del rigore però la crisi dell’Europa si è aggravata. Anche la Spagna ha dovuto ricorrere ai fondi comunitari per la salvaguardia della moneta unica per mettere in sicurezza le sue banche. L’Italia continua a pagare interessi altissimi che la mettono a rischio, mentre per la Grecia nessun miglioramento significativo è all’orizzonte. Nell’eurovertice che inizia oggi dovranno essere introdotti nuovi strumenti per affrontare la crisi dei debiti sovrani, ma qual è stato l’esito dell’austerità applicata finora. Der Spiegel propone un bilancio nei cinque europaesi più in difficoltà, Grecia, Spagna, Italia, Portogallo ed Irlanda.
DISASTRO GRECIA – Secondo gli accordi presi in precedenza con la cosiddetta Troika la Grecia dovrà risparmiare altri 11 miliardi di euro nel 2013 e nel 2014, ovvero tagli annui superiori al 2,5% del Pil. Questo programma però potrebbe essere rivisto, visto che anche il nuovo governo di Antonis Samaras vorrebbe applicare un piano di tagli meno rigoroso. Finora la Grecia ha applicato riduzioni della spesa pubblica pari al 12% del prodotto interno lordo, a partire dal 2010. I cittadini hanno sentito tutto il peso dell’austerità, con tagli a salari e pensioni, licenziamenti nel pubblico impiego. L’Iva è stata alzata, così come le accise sulla benzina e lo tasse su tabacco ed alcol. Finora i risultati dell’austerità ellenica sono stati scarsi. l’indebitamento pubblico si è stabilizzato, ma la disoccupazione è esplosa e la recessione è ormai diventata permanente. Al momento manca qualsiasi prospettiva di fuoriuscita dalla crisi, e la popolazione ellenica è ormai stremata dai programmi di rigore applicati finora.
Pil 2011: meno 6,9%
Pil 2012: meno 4,7% (previsione)
Rapporto deficit/Pil 2011: meno 9,1%
Rapporto/deficit Pil/2012: meno 7,3% (previsione)
Rapporto debito pubblico/Pil 2011 : 165,3%
Rapporto debito pubblico/Pil 2012: 160,6 %

























Non si vede bene come a “fare” tutto ciò sia stata l’austerità, e non la mancanza di determinazione, da parte dei governi (e dei parlamenti, nel nosto caso!) dei paesi più in crisi, nel portare a termine tutte le riforme necessarie.
ormai nel lessico comune grillino si usa “austerità” per non dover dire “non fare stronzate colossali come quelle degli ultimi 20 anni e indebitarsi in modo sconsiderato”.
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T – respirare non è un diritto
D – è obbligatorio morire almeno 15 giorni prima dell’ entrata in pensione
C – n’ to culu all’articolo 18