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Vittorio Bisso: il politico che si suicida per la sclerosi

Vittorio Bisso era un consigliere comunale (ed ex assessore) dei Comunisti italiani nella sua Dolo, a un passo da Venezia. Due anni fa gli venne diagnosticata la sclerosi multipla, e la malattia aveva preso il sopravvento sul suo corpo negli ultimi tempi. Dignitas, l’associazione svizzera che si occupa di suicidi assistiti, è diventata la sua via di fuga dal mondo. Racconta il Corriere:

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Vittorio aveva nominato la moglie «amministratore di sostegno» con un atto presentato dal suo avvocato e amico, Massimiliano Stiz, al tribunale di Dolo. Un testamento biologico nel quale specificava che non avrebbe mai voluto nessuna forma di accanimento terapeutico. «La cosa che temeva più di tutto — racconta Sergio — era essere intubato perché sapeva che entrare in un ospedale italiano in quelle condizioni voleva dire rimanerci fino alla morte. E invece lui voleva scegliere finché poteva farlo e noi l’abbiamo sempre sostenuto». Giovedì scorso la telefonata dalla Svizzera: «Potreste arrivare per lunedì? Ci sarebbe una possibilità…».

Tre giorni per preparasi a morire, per salutare gli amici più stretti e la famiglia di suo fratello.

Proprio giovedì, il giorno della telefonata che ha segnato il tempo di Vittorio, Sergio è passato a trovarlo. «Ero andato a dirgli che poche ore prima era morto Landino, un nostro cugino gravemente malato. Lui ci ha pensato un momento e poi ha detto in dialetto “Mi ha fregato”. C’era anche sua moglie. Ci siamo guardati tutti e tre e ci siamo fatti una risata. È stata l’ultima volta che l’ho visto ridere… ». L’addio, invece, è stato lunedì mattina in aeroporto.

È sempre Sergio che racconta:

«Ha voluto che ci fossimo io emia moglie oltre alla sua famiglia che poi l’ha accompagnato in Svizzera. Siamo rimasti assieme le ultime due ore ma non ci siamo detti niente, solo un saluto breve con un filo di voce». Martedì mattina la dose senza ritorno di pentobarbital, fra una decina di giorni arriveranno in Italia le sue ceneri e intanto sabato mattina nella piazza centrale di Dolo gli amici, i compagni di partito e i parenti si ritroveranno per ricordarlo.

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