Sport

Luciano Moggi e i gay

24 aprile 2008

Come un personaggio di Dostoevskij, l’ex direttore generale della Juventus continua a sfidare l’opinioni pubblica e il politically correct. Stavolta, dichiarando la sua omofobia.

Luciano Moggi è come il Giocatore di Dostoevsky. C’è un demone in lui (te possino, testone), che continua a rilanciare, rilanciare e sfidare l’opinione pubblica italiana, che se potesse, da quanto è stiticamente predisposta al trattenimento della rimozione, negherebbe persino di far la cacca ogni tanto, con la più amara delle roulette. La verità di ciò che pensa. Quand’è che smetterà di procurare guai dialettici a chi lo difende ? Dostoevsky dixit.

Domani, sempre domani. Oggi infatti ne ha fatta un’altra delle sue. E’ andato su una cosa, che probabilmente non conosce, come Youtube, da Klaus Davì. Che sicuramente non conosce(va prima). Ed ha accettato il quarto d’ora gaio (quante volte, quando hai fatto, a che ora, come ti metti) che l’ineffabile massmediologo (?), sociologo (?), tuttologo, lookologo, astrologo di stelle e logorree del Divino Ammore massmediatiko rifila a tutti i suoi incauti ospiti. Gente perlopiù di terz’età, come Luciano appunto, come Dell’Utri. Gente che ha fatto scuola quando ancora si diceva frocio, si tirava pietre al frocio e si metteva fuori dal Partito Pasolini. Gente con un orgoglio anche sgraziato, un suo pudore, una dignità. Anche soltanto una dignità d’età. Prende gente simile, più vicina agli ottanta che a(gl)i (anni) sessanta, gente che ha il mito del virile italico nel portafogli dove conserva ancora qualche cosa di sacro da dire o per cui morire, considera ancora oggi massimo disdoro corna ed impotenza, e non fa che outing di schivar le chiappe chiacchierate. E che fa, li mette alla berlina mostrandone tutti i loro limiti, tutta la loro inattualità.

I Freaks dal sor Davi, vanno per menare, e mostrano, per paradosso, al pubblico smagato le più candide delle chiappe chiare.Ed è appunto in una di queste sedute porno-tube d’autocoscienza fallika che il più Inattuale di tutti, quello straordinario esempio di sincerità sino all’autolesionismo che corrisponde al nome di Luciano Moggi, ha avuto il torto di sfidare, chez Davì, senza neanche sospettarlo (pora stellina, ops) la potente lobby gay. Sapete, quella cosa dei circoli Mieli che passa a Luxuria che tira su Vanity Fair bla bla. Quelli che possono far vincere Rutelli al ballottaggio, una cosa seria, mica frocia. Le domande erano mattoni adatti a rompere il vetro del silenzio e difatti hanno rotto.Signor Moggi, lei ha mai avuto i gay nella sua squadra, e no che non li ho avuti, ma che ne sa eppur si sa che giran nelle docce, sotto le docce con me, da me, non ci son mai stati, neanche un dirigente ? neanche uno. Che me ne sarei accorto. Sembra il titolo di un film di fantascienza trash, “Moggi contro i froci“. Di quelli girati tra le rovine della vecchia Magliana di Accattone ed i fumi delle saune turche, con il turco dentro, donde partono e si schivano i proiettili.

5 commenti a Luciano Moggi e i gay

  1. Pingback: ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!

  2. Pingback: diggita.it

  3. basile

    Guardi, io non so chi sia lei, o chi le abbia dato la “patente” d’occuparsi di certe cose.
    Ma quest’articolo è una schifezza, glielo dico con sguaiatezza ma di più non merita, guardi.
    E si vergogni.

  4. jeppy

    odio moggi ma sto articolo fa veramente cagare

  5. ricchiuti

    Avrebbe, jeppy, dovuto correttamente, altrimenti è una contraddizione, scrivere : “odio moggi e di conseguenza quest’articolo che difende Moggi fa cagare”.
    Prossima volta, mi scrivo anche i commenti da solo che faccio meglio di questi qui.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>