Il lavoro non è un diritto. E nemmeno fare il ministro
di Gioia Lomazzo
Si dice che chi sa, fa e chi non sa, insegna. I professori al governo ci hanno finora dimostrato che per fare una spending review ci vuole più o meno un secolo, che le spese non si tagliano e le tasse nemmeno, e che tirare le cuoia è peggio che tirare a campare.
Poi, Elsa Fornero ha tutte le ragioni per andare in giro a dire che:
Tutti, non solo i lavoratori, devono capire e cambiare. Questo riguarda anche i giovani, che hanno bisogno di sapere che l’occupazione non è qualcosa che si ottiene per diritto, ma qualcosa che si conquista, che si combatte e per la quale bisogna anche fare sacrifici.
E subito dopo correggersi dicendo che:
“Il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione”, si legge in una nota del ministero. “Nell’intervista odierna al quotidiano statunitense – specificano da via Veneto – il ministro ha fatto riferimento alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza”.
Nel senso: se quello che il ministro dice è vero, la sua retromarcia è patetica. Se quanto pensa è quello che ha dichiarato nella nota, allora deve evidentemente essersi espressa male con il Wsj. A parte questo, poi, c’è da sottolineare che la riforma targata Fornero è riuscita non solo a scontentare tutti (il che potrebbe essere anche indice di qualità), ma persino a essere definita “una boiata pazzesca” da quella Confindustria che ha sempre dimostrato di stimare e apprezzare il ministro quando doveva dare la sua opinione sulla legislazione vigente, e non scriverla. Indice del fatto che parlare è facile, fare molto meno. Insomma, il lavoro non è un diritto. Nemmeno quello da ministro.












ma che cosa si vuol pretendere dai burocrati che pretendono loro si e gli altri no,sicurezza gratifiche carriere ,soldi a go go–tutti intelligentoni, ma mai che nessuno di questi ,tranne poche eccezioni, si metta in proprio e si metta alla prova senza che nessuno alla fine del nmese passi loro il biberon
La Fornero ha parlato in inglese, lingua che qui si conosce poco e si traduce peggio … e che un posto di lavoro non lo si ottenga per diritto mi pare semplicemente logico.
La strategia e’ … Farci sentire dementi(povera costituzione)
signora fornerooooooo……
YOU BIG DUMMY!!!!!!!
Perdonatemi, ma credo che il lavoro sia un “dovere”, siccome per anni è passato il concetto del “diritto” abbiamo migliaia di pubblici dipendenti che non fanno una mazza e altri che sgobbano per tre. Fatevi un giro in qualche ufficio regionale/provinciale/comunale lì il lavoro è un diritto, come lo stipendio..
Ha detto una cosa ragionevolissima, addirittura ovvia, cioè che il posto non lo si ottiene “per diritto”, bensì conquistandoselo. Non si vede cosa ci sia di così sovversivo.
La Fornero sbaglia… il lavoro in Italia è un miraggio che appare più spesso dei pianti di codesta suor addolorata…
bisogna vedere come si conquista,talvolta con mazzette tal’altra con gli amplessi …
ministro si sforzi almeno di leggerla una pagina della costituzione….basterebbe la prima…..prima di fare l’ennessima PACCATA di figure del cacchio…..