Il lavoro non è un diritto. E nemmeno fare il ministro

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Il lavoro non è un diritto. E nemmeno fare il ministro
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Si dice che chi sa, fa e chi non sa, insegna. I professori al governo ci hanno finora dimostrato che per fare una spending review ci vuole più o meno un secolo, che le spese non si tagliano e le tasse nemmeno, e che tirare le cuoia è peggio che tirare a campare.

Poi, Elsa Fornero ha tutte le ragioni per andare in giro a dire che:

Tutti, non solo i lavoratori, devono capire e cambiare. Questo riguarda anche i giovani, che hanno bisogno di sapere che l’occupazione non è qualcosa che si ottiene per diritto, ma qualcosa che si conquista, che si combatte e per la quale bisogna anche fare sacrifici.

E subito dopo correggersi dicendo che:

“Il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione”, si legge in una nota del ministero. “Nell’intervista odierna al quotidiano statunitense – specificano da via Veneto – il ministro ha fatto riferimento alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza”.

Nel senso: se quello che il ministro dice è vero, la sua retromarcia è patetica. Se quanto pensa è quello che ha dichiarato nella nota, allora deve evidentemente essersi espressa male con il Wsj. A parte questo, poi, c’è da sottolineare che la riforma targata Fornero è riuscita non solo a scontentare tutti (il che potrebbe essere anche indice di qualità), ma persino a essere definita “una boiata pazzesca” da quella Confindustria che ha sempre dimostrato di stimare e apprezzare il ministro quando doveva dare la sua opinione sulla legislazione vigente, e non scriverla. Indice del fatto che parlare è facile, fare molto meno. Insomma, il lavoro non è un diritto. Nemmeno quello da ministro.

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9 Commenti

  1. paganino scrive:

    ma che cosa si vuol pretendere dai burocrati che pretendono loro si e gli altri no,sicurezza gratifiche carriere ,soldi a go go–tutti intelligentoni, ma mai che nessuno di questi ,tranne poche eccezioni, si metta in proprio e si metta alla prova senza che nessuno alla fine del nmese passi loro il biberon

  2. davide scrive:

    La Fornero ha parlato in inglese, lingua che qui si conosce poco e si traduce peggio … e che un posto di lavoro non lo si ottenga per diritto mi pare semplicemente logico.

  3. amedeo savastano scrive:

    La strategia e’ … Farci sentire dementi(povera costituzione)

  4. franco scrive:

    signora fornerooooooo……

    YOU BIG DUMMY!!!!!!!

  5. bruno scrive:

    Perdonatemi, ma credo che il lavoro sia un “dovere”, siccome per anni è passato il concetto del “diritto” abbiamo migliaia di pubblici dipendenti che non fanno una mazza e altri che sgobbano per tre. Fatevi un giro in qualche ufficio regionale/provinciale/comunale lì il lavoro è un diritto, come lo stipendio..

  6. Hyksos scrive:

    Ha detto una cosa ragionevolissima, addirittura ovvia, cioè che il posto non lo si ottiene “per diritto”, bensì conquistandoselo. Non si vede cosa ci sia di così sovversivo.

  7. TheQ. scrive:

    La Fornero sbaglia… il lavoro in Italia è un miraggio che appare più spesso dei pianti di codesta suor addolorata…

  8. conquesta scrive:

    bisogna vedere come si conquista,talvolta con mazzette tal’altra con gli amplessi …

  9. PessimeMinestre scrive:

    ministro si sforzi almeno di leggerla una pagina della costituzione….basterebbe la prima…..prima di fare l’ennessima PACCATA di figure del cacchio…..

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