Il sindaco Luigi Parisella e l’intera giunta del Comune di Fondi si sono dimessi. Il comune laziale era arrivato alla ribalta delle cronache dopo i sospetti e le indagini per mafia, motivo per il quale il governo avrebbe dovuto intervenire e sciogliere il Comune.
Del Comune di Fondi, si parlò (ma non troppo e senza domande) nella conferenza stampa congiunta Berlusconi, Alfano, Maroni di fine agosto. Proprio in quella stessa conferenza dove il Presidente del Consiglio disse, insieme ai suoi fidi collaboratori, “le forze del bene sconfiggeranno le forze del male”, correggendosi implicitamente subito dopo, affermando che il comune di Fondi non verrà sciolto, dal momento che non è stato nemmeno inviato un avviso di garanzia.
Eppure, vi erano già stati 17 arresti e 500 cartelle giudiziarie. Evidentemente per il trio sicurezza, non bastavano, non bastava l’arresto di un assessore del Pdl. Non è bastata un’inchiesta durata due anni dei Pm De Martino e Curcio sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste nel comune di Fondi. L’inchiesta riguardava la gestione del mercato ortofrutticolo e il funzionamento di alcuni appalti della zona. Lo sviluppo del filone aveva infatti portato all’arresto dell’assessore comunale ai lavori pubblici Riccardo Izzi (Pdl), dopo che i carabinieri di Latina avevano individuato forti collusioni tra i funzionari del consiglio comunale e la ‘ndrangheta stessa. Elementi che hanno portato il prefetto Frattasi a chiedere lo scioglimento del consiglio comunale. Ma il Governo risponde picche, anzi, peggiora la situazione.
Dopo la segnalazione di Frattasi al ministero dell’Interno, il ministro, aveva inoltrato la richiesta al Consiglio dei Ministri, il quale solitamente approva la richiesta di scioglimento. Per Fondi, non funziona e, dulcis in fundo ci si mette di mezzo pure l’approvazione del pacchetto sicurezza, proprio quello che dovrebbe consentire alle forze del bene di sconfiggere quelle del male: a seguito delle nuove norme inserite, il ministero dell’interno dovrà presentare una nuova domanda in linea con la nuova normativa del multiforme pacchetto sicurezza.
Se il sindaco e l’intera giunta oggi hanno rassegnato le dimissioni, il segnale è piuttosto chiaro e facilmente interpretabile, soprattutto alla luce del fatto che il Consiglio dei Ministri aveva deciso di far slittare la decisione sullo scioglimento alla prossima settimana. Ci si chiede allora perchè il governo non sia intervenuto prima sciogliendo il comune per mafia, permettendo ai suoi amministratori di agire indisturbati all’interno del territorio, consolidando i rapporti tra istituzioni e criminalità organizzata, nonostante le prove fornite dai magistrati.























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