Distolsi ancora lo sguardo mentre la lunga notte si stava preparando. Chiamai mia moglie per dirle che avrei fatto molto tardi e buttai lì una domanda su dove fosse Ilaria. Da una amica, resta a dormire lì. Nessun dubbio di quanto carino fosse questa amica. Un rumore mi distolse dai miei pensieri. Un pomodoro si andò ad infrangere contro il vetro del mio ufficio diffondendo il suo succo rosso come il sangue. Quel sangue colava sulla mia coscienza come un acido. Mi aggrappai a quel vetro e mi misi a piangere. Dall’altro lato, tra un lancio e l’altro, Ilaria festeggiava i centri realizzati. Ecco la fine delle mie speranze, ecco a cosa erano serviti i miei sacrifici. Che senso aveva continuare, che senso aveva lottare, pensare, respirare per qualcuno che rideva delle mie lacrime. Ma pure non era colpa sua, lei faceva scorrere sugo
di pomodori, io sangue vero.
Per un momento mi balenò l’idea che non avrei mai recuperato il rapporto con mia figlia, che mai avrei potuto svelarle quello che facevo. Per un momento pensai che solo la mia morte avrebbe salvato il mio affetto. Già, la mia morte avrebbe lavato tanti peccati salvando immeritatamente la mia reputazione. Ma da morto non avrei visto quel sorriso, ancor meno avrei sentito quell’affetto che avevo minato con le mie bombe. Dovevo morire si ma in un altro senso. Riunii i ragazzi che come me avevano paura di uscire. Gli dissi di quello che facevamo e delle mie colpe: gli dissi che me ne andavo, che non volevo approfittare un giorno in più di quello che stavo facendo. Che capivo le ragioni di quelli che sarebbero rimasti al loro posto perché erano le stesse che mi avevano portato lì ma io dovevo semplicemente andare. Così abbracciando i più fedeli mi ricordai che tutti, in qualche modo, possono redimersi e sperare di essere perdonati. Uscii dall’azienda e di colpo tutti i pomodori si concentrarono su di me. Allargai le braccia e senza parare i colpi mi tolsi giacca e cravatta, camicia e pantaloni per entrare quasi nudo nella nuova vita.
Mia figlia non mi riconobbe subito. A volte non si vuole credere ai propri occhi. Ma quando mi vide lì rosso di pomodoro e di sangue (i pomodori possono far molto male) si mise davanti agli altri ricordando che loro combattevano gli assassini non si macchiavano dei loro stessi delitti. Poi mi aiutò ad alzarmi e con il suo motorino mi portò a casa. C’è voluto molto tempo per riprendermi, abbiamo venduto casa e trasferito in un quartiere più umile (più puro dice Ilaria). Io sono tornato al mio hobby di un tempo, costruire enormi navi in bottiglia. Al terzo vascello mia figlia mi ha di nuovo rivolto la parola, al quarto transatlantico ha tenuto un discorso intero senza rinfacciarmi tutte le mie bugie, al sesto veliero mi ha invitato all’associazione e mi ha chiesto di verificare la correttezza di un loro rapporto e chiedermi di stilare un piano di azione. In fondo, lei lo sa, ho sempre avuto talento nell’organizzare le cose, ed è meglio non farmi stare senza far niente.




“E la verità mi colpì come un gancio allo stomaco: io mi vergognavo di quello che facevo.”
Queste situazioni, tra padre e figlia, di solito si creano quando c'è una mancanza di dialogo, forse c'è un dialogo, ma solo in maniera apparente! solo il dialogo mette in comunione le varie esperienze, fa incontrare le divergenze per poi dissiparle!
Anche questa domenica, caro Pietro, hai saputo emozionarci.
Questa frase mi ha colpito molto: ” Libertà, come risuonava strana questa parola ora che ero imprigionato nella mia azienda, nella mia bugia, senza potermi far vedere dalla mia adorata figlia per la vergogna di quello che facevo”. La sincerità, anche se a volte è dura la verità da svelare, dovrebbe essere alla base do ogni rapporto, in special modo tra genitori-figli, altrimenti prima o poi si finisce sempre con il deludere e far soffrire qualcuno. E' bello il messaggio di speranza e di un'alternativa possibilità di scelta che emerge da questo racconto e che c'è (quasi) sempre nella vita.
Grazie di cuore e buona giornata : )
Vi ringrazio dei complimenti.
Oltre al rapporto padre figlia che voi avete evidenziato c'è il rapporto con la propria coscienza (che la figlia rappresenta) che è spesso un insieme di ideali che si vanno a dimenticare nella strada per la vita. Scegliere la via del coraggio e della sincerità non è facile ma è l'unica via per salvarsi e la scena volutamente sanfranceschiana del pentimento vuole sottolineare che a volte è necessario un taglio netto e pochi sono così disperati da farlo. Lo si fa per amore, motore infinito del cambiamento, sia esso per un partner, per una figlia, per se stessi