Perché ci ha perso. Almeno, secondo il Fatto. Dove oggi, a pagina 9, si legge il seguente trafiletto: “Adesso si capisce perché anche Silvio Berlusconi si è unito all’attacco franco-tedesco agli hedge fund, i fondi speculativi accusati di tutti i mali della crisi (anche se hanno meno responsabilità delle banche). E’ una questione personale. O meglio, patrimoniale. Leggete i conti di Tre finance, la finanziaria lussemburghese che fa capo al presidente del Consiglio: ha chiuso il 2008 in calo del 6,34 per cento. La responsabilità è quasi per intero degli Investimenti alternativi che ha fatto in hedge fund e in fondi di fondi (alleanze speculative tra diversi hedge fund) che hanno avuto un rendimento negativo del 20 per cento, un tracollo. Colpa anche di Lehman Brothers e delle truffe di Bernie Madoff. Normale che il Cavaliere non sia contento. i normali titolari di quote di hedge fund soffrono le perdite e ritirano quel che resta dei loro soldi. Lui, che può, cerca di bastonarli cambiando le regole della finanza mondiale“.
La tesi è un po’ fantasiosa – il discorso sulla finanza da bastonare, ancorché assurdo, è un po’ più complesso di quello che dice il Fatto- ma l’accenno a investimenti “allegri” in hedge fa scoprire qualcosa di molto divertente. Ovvero, al netto di Lehman e Madoff, citati anch’essi a sproposito (Bernie non aveva un hedge fund), significa che il gestore dei risparmi del Cavaliere ha preso una cantonata investendo i soldi lussemburghesi di Silvio? Considerando che per un ‘cip’ in un fondo speculativo bisogna buttare sul tavolo qualche milione di euro, forse abbiamo capito perché ultimamente il Milan va un po’ a risparmio, nel calciomercato? Proprio no. Dice infatti un analista: “Perdere il 6 percento l’anno scorso su investimenti alternativi e’ un risultato da signori, per cui il Cavaliere dovrebbe baciare la terra dove camminano i suoi gestori. E’ molto meglio della performance del settore e dell’andamento di borse e commodities. Si vede che al Fatto non se ne intendono molto…“.























Bisogna anche capire una cosa, se la vendita di azioni delle quali in base ad informazioni non disponibili pubblicamente si prevede un sostanziale calo di prezzo e il loro graduale riacquisto successivo può essere definito speculazione è esattamente quallo che ha fatto il Silvio vendendo 200 milioni di azioni Mediaset nel 2001 a 11 euro e riacquistandone parte , a meno di 5 euro negli ultimi anni.
Credo che questo l'abbia ripagato abbondantemente di eventuali altre perdite.
Che poi sul Giornale si critichi la quotazione in borsa della Saras di Moratti come un comportamento moralmente riprovevole ed eventualmente penalmente rilevante è veramente il massimo del ridicolo.
La crisi ha colpito i settori più protetti e regolamentati della finanza: le banche, le GSE americane, le agenzie di rating, gli assicuratori di obbligazioni di enti pubblici ed AIG, l’assicuratore che ha sfruttato più aggressivamente il vantaggio che la normativa, non il mercato, assegna a chi si fregiava del rating AAA. Gli hedge funds sono stati in minima parte protagonisti della crisi. anzi, per certi aspetti sembrano resistere meglio. I problemi che il settore deve affrontare sono legati alla potenziale insolvenza delle controparti bancarie ed all’illiquidità dei mercati non regolamentati creati e dominati da banche paralizzate. (e in questo, direi, che il Berlusconi imprenditore dovrebbe sapere qualcosa).
Oggi molti hedge funds subiranno probabilmente riscatti importanti a causa dei bassi rendimenti. Ma insolvenze e fallimenti di hedge funds dovrebbero restare sporadici.
I mercati finanziari regolamentati delle azioni e dei derivati, i futures (tanto per tornare a parlare di mele…) stanno reggendo alla crisi senza aver perso la loro funzionalità. Sono invece bloccati i cosiddetti mercati sovra-strutturati, buchi opachi di negoziazione creati e dominati da una dozzina delle principali banche mondiali. Un oligopolio che rappresenta oggi oltre i 2/3 dei mercati finanziari. Qui bisognerebbe abbattere la scure. Ma Fmi ed i governi del G8, finora, si sono guardati bene dal farlo.