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Tutto quello che devi sapere per non stare male d’estate

Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Adriana Bazzi, spiega cosa bisogna fare per non far rischiare ai bambini la disidratazione d’estate. Risponde Giovanni Bona, direttore del Dipartimento Salute della donna e del bambino dell’università di Novara.

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1I bambini sono particolarmente sensibili al caldo. Come mai?
I bambini hanno una maggiore difficoltà, rispetto all’adulto, a disperdere il calore attraverso la sudorazione. Ecco perché, durante le ondate di caldo, soprattutto se accompagnate da tassi elevati di umidità, va rivolta loro un’attenzione particolare. Il rischio è che vadano incontro a problemi cardiocircolatori.
Quali sono i consigli per chi vive in città?
Intanto è bene evitare di rimanere all’aperto, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Stare il più possibile in ambienti freschi e areati e non compiere sforzi fisici eccessivi. Frequentare, se possibile, parchi e giardini.
È bene limitare anche il gioco?
Non del tutto. I bambini possono giocare all’aperto di mattina o di sera. Ognuno, poi, ha le sue particolari capacità di adattarsi allo sforzo che le mamme dovrebbero conoscere.
Si ipotizza, per spiegare la morte dell’undicenne di Prato, un difetto congenito, probabilmente cardiaco. È possibile?
Sì, è possibile che una malformazione di qualche tipo, non conosciuta prima, possa avere aggravato la situazione fino a provocare la morte del piccolo.
I bambini obesi o sovrappeso sono da controllare più degli altri?
Sì, perché faticano di più, per spostare i chili di troppo, sudano di più e rischiano più facilmente un collasso.
Può essere utile un bagno rinfrescante?
Sì, soprattutto per i bambini più piccoli: basta non usare troppo il sapone.
Come comportarsi con l’aria condizionata?
Può determinare effetti negativi sull’organismo e provocare laringiti, soprattutto quando è troppo fredda. L’importante, comunque, è evitare gli sbalzi fra ambienti esterni troppo caldi e interni troppo freddi.
Quali sono le regole da rispettare al mare?
La prima regola è evitare l’esposizione diretta al sole: l’irraggiamento si somma alla temperatura elevata e può favorire il colpo di calore. Non solo, i raggi del sole, se c’è vento, possono avere effetti negativi anche quando le temperature non sono eccessive.
Come riconoscere il colpo di calore e che cosa fare?
Occorre trasportare il bambino in un posto fresco e areato e raffreddare la superficie del corpo, spruzzando acqua fresca ed eventualmente mettendo dei panni freddi sulla fronte e alla radice degli arti.
E’ utile misurare la temperatura?
Normalmente non è necessario. E comunque bisogna tenere conto che la temperatura del corpo aumenta quando le temperature esterne sono elevate.
Quali sono i suggerimenti per chi porta i bambini in viaggio?
Bisogna fare molta attenzione all’aria condizionata che non deve essere troppo fredda. Una giusta dose va bene, anzi è meglio dei finestrini aperti, perché toglie umidità. E bisogna fare moltissima attenzione a non lasciare il bambino nell’auto ferma con i finestrini chiusi.
Spesso sulla pelle dei bambini compaiono macchie rossastre che si attribuiscono al caldo. Che cosa si può fare?
Il calore, di per sé, non provoca alterazioni della pelle. Queste ultime sono di solito sintomo di qualche reazione di tipo allergico: a certi microrganismi, come per esempio la processionaria, se per caso ci si trova in un bosco, oppure al sole o alla sabbia, se si è al mare. In questi casi può essere utile una pomata antistaminica.
Qual è la dieta migliore per sopravvivere al caldo?
E’ opportuno evitare il più possibile i cibi poco digeribili, come i salumi o la carne o i fritti, e quelli troppo caldi (un minestrone tiepido va bene). Sono, invece, da privilegiare i cibi leggeri e freschi, la frutta e la verdura. Ed è soprattutto indispensabile bere molto. I bambini, infatti, più degli adulti rischiano la disidratazione.
La diarrea è frequente in estate. Come comportarsi?
Molti virus si attivano con il caldo e possono provocare gastroenteriti. Il pericolo maggiore è la disidratazione: è indispensabile far bere il bambino e somministrare bustine reidratanti (si trovano in farmacia e sono a base di zucchero e di sale) e fermenti lattici. In genere queste situazioni si risolvono in due o tre giorni.
Le raccomandazioni valgono per tutte le età?
Tutte queste raccomandazioni valgono, in linea di massima, per i bambini al di sopra dei sei-sette anni. Al di sotto di questa età occorre essere ancora più attenti.

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