I poteri forti di Grillo

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I poteri forti di Grillo
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Marco Travaglio ritiene che sia improbabile l’arrivo di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle al governo. Il motivo non è l’attuale programma, o l’indisponibilità momentanea a qualsiasi alleanza. Dogma che oggettivamente rende difficile la conquista della maggioranza dei seggi, visto che da più di cinquant’anni un partito italiano non supera il 40%.

Secondo il noto, e bravo, giornalista la vera causa dell’impossibilità di una svolta “stellina” è la lotta dei poteri forti al MoVimento. Una scivolata nel complottismo che non appare credibile, sopratutto considerando chi sta dietro alla formazione che sta ridefinendo gli attuali confini del sistema politico italiano. Tra i fondatori della Casaleggio, società fondamentale per lo sviluppo del MoVimento 5 Stelle come riconosciuto dallo stesso Grillo, c’è infatti un esponente della confindustria americana come Enrico Sasoon. Un nome che sa di Bilderberg, per i fan delle teorie del complotto.

I poteri forti esistono nella nostra società, ma la loro autorevolezza è piuttosto sovrastimata.  Generali è stata appena scossa dal licenziamento del suo AD Perissinotto, la Fiat di Marchionne subisce una sconfitta dietro l’altra e la terza banca del nostro paese ha appena chiesto gli aiuti di Stato. Rcs, altro fortino dei poteri forti italici, non è capace di vincere una partita politica che sia una. Il Terzo Polo o il nuovo partito di Montezemolo sono evaporati ancora prima di scendere in campo, nonostante il compatto sostegno mediatico del gruppo editoriale più importante d’Italia. Senza contare il crollo di consensi di Mario Monti, esponente di quel mondo che suscita tanti sospetti.

In Italia essere sostenuti dai poteri forti, specie in questa fase di crisi epocale, è tutto tranne che un’assicurazione per il successo. La quasi infinita teoria di flop subiti dal vertice della finanza e dell’industria italiana appaiono al contrario un grande segno di debolezza del nostro paese. L’arrivo di Grillo al governo dipenderà solo dagli italiani, e dalla loro reazione verso una crisi che ha sconvolto gli schemi di potere consolidatisi negli ultimi anni.

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9 Commenti

  1. Vittime della P2 scrive:

    I poteri forti esistono , ma sono poteri oscuri. La P2 degli anni passati non è mai morta. Si è solo aggiornata ai nuovi momenti storici. E soprattutto si è internazionalizzata con forte predominanza tedesca.Beppe Grillo ha tanta buona volontà, ma temo sia inadeguato, perchè impreparato a reggere l’urto spaventoso di rivalsa di questa potente Organizzazione Segreta Internazionale.
    http://vittimep2.blogspot.com

  2. Marco scrive:

    L’italiano sceglierà ? E come mai monti è al governo, proprio grazie a quei poteri forti.

  3. andrea scrive:

    VOTERO’ COMUNQUE 5 STELLE CON FAMIGLIA AL SEGUITO.

  4. Giovanni scrive:

    Ancora ci sono persone che si definiscono giornalisti e/o pubblicisti che continuano a ripeterecome pappagalli
    ottusi la solita solfa “PER GLI AMANTI DELLE TEORIE DEL COMPLOTTO”.

    Frase che denota superficialità ignoranza e ottusita mentale di quelle gravi. Ci avere rotto. Leggete studiate e apritevi il cervello.

  5. cervelletto scrive:

    Voi di giornalettismo siete i servi delle banche (cit.)

  6. TheQ. scrive:

    In italia dominano alcuni aspetti fondamentali:
    1) l’ipocrisia. Non c’è un partito che presenti in almeno un caso evidenti segni di ipocrisia. I militanti come succubus del loro partito espletano il medesimo difesso. Ciò potrebbe essere sorpassato se ogni militante criticasse il proprio partito prima di tutti gli altri, e se i politici ascoltassero. Ma i politici italiani sono sordi ed i militanti politici hanno la sindrome da ultras (quella malattia mentale dei tifosi di calcio per cui in un discorso da bar dopo l’ennesima partita della loro squadra in cui ha fatto schifo, l’ultras politico si appella a tutti i difetti delle altre squadre pur di descriverle peggio della sua, pensando che questo renda più bella la sua squadra o sia una scusante per il problemi della sua squadra)
    2) l’idea somma: ogni partito ha un’idea somma, appigliata a fatti evidenti, con il quale riceve il grosso dei voti. L’idea somma non viene realizzata o se il partito al governo legifera a riguardo, la legge in genere fa schifo per colpa di altri (opposizione, PM, allineamento coscmico, ed altre cazzate…).
    Quale partito esaurisce il suo scopo e perde l’interesse degli elettori?!In compenso il partito riesce a fare una moltitudine di norme mai presentati agli elettori in modo chiaro in campagna elettorale. Ovvero i partiti italiani sono maggiormente efficienti con le norme che non interessano agli italiani.
    3) la chiusura mentale. Tutto viene diviso in un bipolio. Se dici A se di cdx, se dici B sei di csx, ergo vengono tirati n ballo secoli di dittature fasciste-comuniste del secolo scorso. Idee diverse alla corrente vengono bannate, chi è di idee concorde viene favorito (alla faccia dell’uguaglianza).
    4) Eccessiva sicurezza nelle proprie idee: la vittoria alle elezioni significa soltanto avere la possibilità di mettere in campo le proprie idee… è possibilità di partecipare. Ed invece tutti esultano come avessero salvato l’Italia…
    5) l’uso di tematiche morali, per chetare e riordinare gli animi degli italiani e rimetterli in riga (eutanasia, aborto, omosessualit, droghe…), chi la pensa alla centrodestra che voti cdx, e centrosinistra per csx. Ad esempio: è appena venuto fuori che partiti di centrodestra e centrosinistra scalavano per interesse tutti insieme d’accordo le banche per profitto? un bel mese di dibattiti in tv fra politici pro e contro su eutanasia e 1) sparisce la notizia su bancopoli dalle tv, 2) pur di non trovarsi valori morali indesiderati, chi è di csx, vota a csx, chi cdx, vota a cdx.

  7. marco scrive:

    “No, il Potere (con la p maiuscola) ha invece paura di tutte quelle critiche razionali e motivate, che sono basate su un’analisi corretta della realtà”. Leggendo il vostro giornale credo che la “paura” nasca dall’abissale incongruenza che c’è con quanto scrivete, citando, nella vostra presentazione.

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