L’auto del padre e’ scomparsa sotto le macerie in via XX Settembre 123 eppure, mentre i soccorsi cercavano di salvare piu’ vite possibile, una cittadina aquilana si sarebbe dovuta preoccupare di cercare la targa dell’auto o almeno di fotografarla, pena un’ingiunzione di pagamento da parte dell’assicurazione o una trafila interminabile per dichiarare che la macchina del genitore, una ‘Cinquecento’, “e’ scomparsa”.
E’ questa la denuncia di una donna che – chiedendo di restare anonima – racconta come “in quei momenti terribili, con la sola luce del telefonino, infilata in un cunicolo tra le macerie da dove altri erano riusciti a uscire, cercavo mia madre e non ho pensato a guardare dove fosse finita la targa dell’auto che e’ stata inghiottita dalle macerie come tutto il resto del palazzo e delle persone che vi abitavano. Sono stati momenti terribili – aggiunge – eppure adesso la burocrazia viene a dirci che dovevamo preoccuparci anche di questo. Spero – ha concluso – che qualcuno faccia qualcosa per questa situazione che e’ a dir poco kafkiana. Certo non si puo’ andare a cercare una targa con un robot sotto le macerie solo perche’ lo richiede l’assicurazione. L’auto di mio padre, del resto, non so piu’ dove sia finita e in che condizioni sia”. (AGI)




Spero vivamente trattarsi di lettere “che partono in automatico” (esistono programmi appositi).
Viene da chiedersi se la burocrazia serve noi o noi serviamo la burocrazia.