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	<title>Commenti a: Guerra fredda o doccia calda per Camillo?</title>
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		<title>Di: Jack Lalanne Jack Lalanne</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37650</link>
		<dc:creator>Jack Lalanne Jack Lalanne</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 05:20:34 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Guerra fredda o doccia calda per Camillo? : Giornalettismo [...]</description>
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		<title>Di: Strange Cargo Effects of the Atom Bomb</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37642</link>
		<dc:creator>Strange Cargo Effects of the Atom Bomb</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 20:10:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Guerra fredda o doccia calda per Camillo? : Giornalettismo [...]</description>
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		<title>Di: maurogilli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37519</link>
		<dc:creator>maurogilli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 04:15:01 +0000</pubDate>
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		<description>Insommaa, in questa saga mancano solo piu&#039; Batman e Robin e li abbiamo citati tutti. E forse anche  Zerlenga, l&#039;altro intellettuale di respiro con il quale Rocca gioca a briscola nel tempo perso. &lt;br&gt;&lt;br&gt; Per il resto, non so neanche cosa dire. Gli amici di Rocca, quelli ai quail il nostro paga pranzi e cene con i contributi pubblici, vengono in Italia alla presentazione di un libro che scimmiotta alcune cose che questi dicono in America. Per Rocca questo equivale a dire che il suo libro e&#039; un capolavoro. Bisogna aggiungere altro?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ho spiegato a suo tempo perche&#039; libro faceva pena. Invece di rispondere, Rocca preferisce glissare. E poiche&#039; su International Affairs appare una recensione, scritta non da uno studioso della materia, ma da uno storico, che conclude scrivendo che  &quot;perhaps Rocca is a neo-conservative himself&quot;, allora il libro e&#039; una figata pazzesca. Io glielo lascio credere.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Caro Rocca, lei  avrebbe fatto piu&#039; bella figura venendo qui e chiedendo scusa per le sue imprecisioni. Invece ha preferito buttarla in caciare con insulti e schiamazzi. Non che mi aspettassi un comportamento diverso da uno che a spese dei contribuenti fa la bella vita a New York, ma forse, un tantino di stile in piu&#039; non sarebbe guastato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insommaa, in questa saga mancano solo piu&#39; Batman e Robin e li abbiamo citati tutti. E forse anche  Zerlenga, l&#39;altro intellettuale di respiro con il quale Rocca gioca a briscola nel tempo perso. </p>
<p> Per il resto, non so neanche cosa dire. Gli amici di Rocca, quelli ai quail il nostro paga pranzi e cene con i contributi pubblici, vengono in Italia alla presentazione di un libro che scimmiotta alcune cose che questi dicono in America. Per Rocca questo equivale a dire che il suo libro e&#39; un capolavoro. Bisogna aggiungere altro?</p>
<p>Ho spiegato a suo tempo perche&#39; libro faceva pena. Invece di rispondere, Rocca preferisce glissare. E poiche&#39; su International Affairs appare una recensione, scritta non da uno studioso della materia, ma da uno storico, che conclude scrivendo che  &#8220;perhaps Rocca is a neo-conservative himself&#8221;, allora il libro e&#39; una figata pazzesca. Io glielo lascio credere.</p>
<p>Caro Rocca, lei  avrebbe fatto piu&#39; bella figura venendo qui e chiedendo scusa per le sue imprecisioni. Invece ha preferito buttarla in caciare con insulti e schiamazzi. Non che mi aspettassi un comportamento diverso da uno che a spese dei contribuenti fa la bella vita a New York, ma forse, un tantino di stile in piu&#39; non sarebbe guastato.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37493</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 02:21:10 +0000</pubDate>
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		<description>Tra l&#039;altro seguendo il metodo Rocca la recensione del suo libro su International Affairs sarebbe opera di un &quot;ragazzetto&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l&#39;altro seguendo il metodo Rocca la recensione del suo libro su International Affairs sarebbe opera di un &#8220;ragazzetto&#8221;</p>
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		<title>Di: ag</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37469</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 23:28:14 +0000</pubDate>
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		<description>Passo e chiudo pure io, perchè lo stomaco mi inizia a fare male per le risate.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ripeto quello che ha detto Mauro: alla Princeton University Press o alla Cambridge University Press un libro del genere verrebbe buttato nel cesso. E difatti Rocca, anzichè spiegarci  le presunte qualità del testo (e rispondere alle nostre puntuali critiche), continua a fare caciara e distogliere l&#039;attenzione dalla questione: il suo libro era una roba imbarazzante. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Rocca scrive che Berman è uno dei più grandi intellettuali americani. Faccio nomi di gente che sta qualche rampa di scala sopra, e allora Rocca si offende e batte i piedi dicendo che &quot;no, non vale, pensavo l&#039;arbitro avesse fermato il gioco&quot;. Restiamo seri. Berman è, appunto, un signor nessuno (Gianni Riotta ha studiato alla Columbia University: ciò non lo fa diventare autonomamente il più grande intellettuale italiano). Ha preso una fellowship presgigiosa. Wow. Ma Rocca sa che in America ci saranno 5/6000 fellowships l&#039;anno? Un intellettuale si valuta dalle cose che ha scritto. Potrei sapere quale sarebbe il libro, l&#039;articolo, o l&#039;email che Berman ha scritto e che avrebbe rivoluzionato il panorama intellettuale americano? Appunto, non c&#039;è.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Berman e Walzer. Bellissima questa: poi Rocca se la prende quando Travaglio basa la sua professionalità sul fatto di aver lavorato con Montanelli...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Passo e chiudo pure io, perchè lo stomaco mi inizia a fare male per le risate.</p>
<p>Ripeto quello che ha detto Mauro: alla Princeton University Press o alla Cambridge University Press un libro del genere verrebbe buttato nel cesso. E difatti Rocca, anzichè spiegarci  le presunte qualità del testo (e rispondere alle nostre puntuali critiche), continua a fare caciara e distogliere l&#39;attenzione dalla questione: il suo libro era una roba imbarazzante. </p>
<p>Rocca scrive che Berman è uno dei più grandi intellettuali americani. Faccio nomi di gente che sta qualche rampa di scala sopra, e allora Rocca si offende e batte i piedi dicendo che &#8220;no, non vale, pensavo l&#39;arbitro avesse fermato il gioco&#8221;. Restiamo seri. Berman è, appunto, un signor nessuno (Gianni Riotta ha studiato alla Columbia University: ciò non lo fa diventare autonomamente il più grande intellettuale italiano). Ha preso una fellowship presgigiosa. Wow. Ma Rocca sa che in America ci saranno 5/6000 fellowships l&#39;anno? Un intellettuale si valuta dalle cose che ha scritto. Potrei sapere quale sarebbe il libro, l&#39;articolo, o l&#39;email che Berman ha scritto e che avrebbe rivoluzionato il panorama intellettuale americano? Appunto, non c&#39;è.</p>
<p>Berman e Walzer. Bellissima questa: poi Rocca se la prende quando Travaglio basa la sua professionalità sul fatto di aver lavorato con Montanelli&#8230;</p>
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		<title>Di: christian rocca</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37468</link>
		<dc:creator>christian rocca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 23:15:26 +0000</pubDate>
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		<description>Al Gilli meno spavaldo: ho citato quelle cose perché avete scritto che in america e a cambridge si sarebbero messi a ridere. Ed è una delle tante palle che raccontate. L&#039;argomento che il recensore probabilmente condivide la tesi del libro è da terza elementare e secondo me voi siete già alle medie. Naturalmente i due intellettuali più l&#039;ex direttore del Financial Times è diventato &quot;un solo intellettuale&quot;. Di Hitchens e lloyd meglio tacere. Quanto a berman, già vincitore della nota borsa di studio per geni &quot;McChartur Fellowship&quot;, sì per geni, certo non è del livello di Michael Walzer e altri. L&#039;avete letto bene, no? Il Gilli meno spavaldo ha scritto che Berman non è al livello di Michael Walzer e che, come innanzi al mio libro, tutti riderebbero. Bene. Ogni volta ne scrivete una nuova di stronzata. Walzer è il direttore di Dissent e Berman è nel suo consiglio scientifico. Siete patetici e, come sempre, scemotti. Passo e chiudo. Voi, mi raccomando, dopo carosello andate a letto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al Gilli meno spavaldo: ho citato quelle cose perché avete scritto che in america e a cambridge si sarebbero messi a ridere. Ed è una delle tante palle che raccontate. L&#39;argomento che il recensore probabilmente condivide la tesi del libro è da terza elementare e secondo me voi siete già alle medie. Naturalmente i due intellettuali più l&#39;ex direttore del Financial Times è diventato &#8220;un solo intellettuale&#8221;. Di Hitchens e lloyd meglio tacere. Quanto a berman, già vincitore della nota borsa di studio per geni &#8220;McChartur Fellowship&#8221;, sì per geni, certo non è del livello di Michael Walzer e altri. L&#39;avete letto bene, no? Il Gilli meno spavaldo ha scritto che Berman non è al livello di Michael Walzer e che, come innanzi al mio libro, tutti riderebbero. Bene. Ogni volta ne scrivete una nuova di stronzata. Walzer è il direttore di Dissent e Berman è nel suo consiglio scientifico. Siete patetici e, come sempre, scemotti. Passo e chiudo. Voi, mi raccomando, dopo carosello andate a letto.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro D&#39;Amato</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37467</link>
		<dc:creator>Alessandro D&#39;Amato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:46:58 +0000</pubDate>
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		<description>&quot; e poi su un suo libro pubblicato non su Giornalettismo ma nelle librerie americane e di tutto il mondo.&quot;&lt;br&gt;&lt;br&gt;per non parlare di tutti i lettori del Foglio. Tutti e otto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; e poi su un suo libro pubblicato non su Giornalettismo ma nelle librerie americane e di tutto il mondo.&#8221;</p>
<p>per non parlare di tutti i lettori del Foglio. Tutti e otto.</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea Gilli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37459</link>
		<dc:creator>Andrea Gilli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:39:10 +0000</pubDate>
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		<description>Giusto per fare chiarezza.&lt;br&gt;&lt;br&gt;1) Nessuno qui si prostrava o si è mai prostrato davanti a Rocca  - giusto per specificare. Mistificare va bene, inventare balle no. Io invitavo Rocca a convegni perchè la gente capisse quanto deboli fossero le sue argomentazioni. Rocca, casualmente (?), ha sempre declinato. La cosa non mi meraviglia: in un confronto pubblico sarebbe letteralmente rimasto appeso al muro, quindi ha preferito tagliare la corda prima. La forza delle idee, come dice lui. Chiedo a chi legge: sembra strano che io, ritenendo Rocca impreparato, e non avendo modo di smentirlo in pubblico (perchè il Foglio censura le email sgradite: chiediamo a Bellasio?), gli chieda di partecipare ad una conferenza così per vedere la forza relativa dei nostri diversi argomenti e così che anche il pubblico se ne possa rendere conto. A me non sembra una così fuori dal mondo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;2) Per provare la validità del suo testo, Cambiare Regime, Rocca cita tre argomenti. Alla conferenza introduttiva ha partecipato un noto intellettuale americano. L&#039;articolo è stato recensito su New Republic - dallo stesso autore. Del libro ne ha parlato anche international affairs - la rivista dei marxisti di Chatham House.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come metto la faccina che si butta a terra dalle risate?&lt;br&gt;&lt;br&gt;a. L&#039;intellettuale americano di primo piano sarebbe Paul Berman? E questo sarebbe uno dei più grandi intellettuali americani? Ma come si fa a dire delle boiate simili? Onestamente io non riesco neppure a stare serio. Berman ha scritto qualche libro di pseudo-attualità, è una sorta di Mimmo Candito o Gianni Riotta americano, non necessariamente più in gamba. Un paragone del genere è una cosa tipo paragonare Cloonely, in veste del medico di ER, a Rita Levi Montalcini. Roba da chiamare la neuro. Ma come si fa a paragonarlo a titani quali Michael Walzer, Robert Putnam, Kenneth Waltz, senza citare il campo della filosofia da Bashkar a John Searle, ad Alexander Wendt?  Davvero, mi viene da ridere. E il fatto che Rocca consideri un tale individuo &quot;uno dei massimi intellettuali americani&quot; dà l&#039;idea dei suoi termini di paragone e delle sue prospettive (leggi: limiti) intellettuali. &lt;br&gt;&lt;br&gt;b. Lo stesso intellettuale americano ne ha poi parlato su New Republic. Ma Rocca pensa davvero che siamo tutti scemi, o che abbiamo l&#039;anello al naso? Io chiamo un tizio, gli pago l&#039;aereo, lo faccio venire in Italia, gli parlo di un libro che sposa le sue stesse tesi. E qualcuno mi vuole dire che questo tizio non mi fa una recensione con i baffi su New Republic (dove scrive con frequenza), che oltre tutto torna a comodo pure a lui: dimostra infatti che a difendere queste idee strampalate c&#039;è pure qualche altro disperato in giro per il mondo. E magari, per finire il capolavoro, aggiunge pure che a scrivere questo libro è  &quot;uno dei massimi intellettuali italiani, Christian Rocca&quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;3. International Affairs. Uno studente (di storia: di nuovo, quindi uno che studia altre cose: si occupa di relazioni italia-gran bretagna) recensisce su una rivista abbastanza prestigiosa questo libro, celebrandolo. Faccio un&#039;ipotesi, come piace fare a noi nelle scienze sociali. Vuoi vedere che questo studente di storia ha le stesse idee di Rocca, e allora usa il suo contatto dentro International Affairs per darne risalto.  E quale è il merito, scusate? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Finora, NESSUNO studioso serio ha mai celebrato il libro. NESSUNO. E non c&#039;è da stupirsi. Il libro di Rocca non è un libro serio. D&#039;altronde, alle critiche espresse nel link, il nostro non ha mica ancora risposto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per fare chiarezza.</p>
<p>1) Nessuno qui si prostrava o si è mai prostrato davanti a Rocca  &#8211; giusto per specificare. Mistificare va bene, inventare balle no. Io invitavo Rocca a convegni perchè la gente capisse quanto deboli fossero le sue argomentazioni. Rocca, casualmente (?), ha sempre declinato. La cosa non mi meraviglia: in un confronto pubblico sarebbe letteralmente rimasto appeso al muro, quindi ha preferito tagliare la corda prima. La forza delle idee, come dice lui. Chiedo a chi legge: sembra strano che io, ritenendo Rocca impreparato, e non avendo modo di smentirlo in pubblico (perchè il Foglio censura le email sgradite: chiediamo a Bellasio?), gli chieda di partecipare ad una conferenza così per vedere la forza relativa dei nostri diversi argomenti e così che anche il pubblico se ne possa rendere conto. A me non sembra una così fuori dal mondo.</p>
<p>2) Per provare la validità del suo testo, Cambiare Regime, Rocca cita tre argomenti. Alla conferenza introduttiva ha partecipato un noto intellettuale americano. L&#39;articolo è stato recensito su New Republic &#8211; dallo stesso autore. Del libro ne ha parlato anche international affairs &#8211; la rivista dei marxisti di Chatham House.</p>
<p>Come metto la faccina che si butta a terra dalle risate?</p>
<p>a. L&#39;intellettuale americano di primo piano sarebbe Paul Berman? E questo sarebbe uno dei più grandi intellettuali americani? Ma come si fa a dire delle boiate simili? Onestamente io non riesco neppure a stare serio. Berman ha scritto qualche libro di pseudo-attualità, è una sorta di Mimmo Candito o Gianni Riotta americano, non necessariamente più in gamba. Un paragone del genere è una cosa tipo paragonare Cloonely, in veste del medico di ER, a Rita Levi Montalcini. Roba da chiamare la neuro. Ma come si fa a paragonarlo a titani quali Michael Walzer, Robert Putnam, Kenneth Waltz, senza citare il campo della filosofia da Bashkar a John Searle, ad Alexander Wendt?  Davvero, mi viene da ridere. E il fatto che Rocca consideri un tale individuo &#8220;uno dei massimi intellettuali americani&#8221; dà l&#39;idea dei suoi termini di paragone e delle sue prospettive (leggi: limiti) intellettuali. </p>
<p>b. Lo stesso intellettuale americano ne ha poi parlato su New Republic. Ma Rocca pensa davvero che siamo tutti scemi, o che abbiamo l&#39;anello al naso? Io chiamo un tizio, gli pago l&#39;aereo, lo faccio venire in Italia, gli parlo di un libro che sposa le sue stesse tesi. E qualcuno mi vuole dire che questo tizio non mi fa una recensione con i baffi su New Republic (dove scrive con frequenza), che oltre tutto torna a comodo pure a lui: dimostra infatti che a difendere queste idee strampalate c&#39;è pure qualche altro disperato in giro per il mondo. E magari, per finire il capolavoro, aggiunge pure che a scrivere questo libro è  &#8220;uno dei massimi intellettuali italiani, Christian Rocca&#8221;.</p>
<p>3. International Affairs. Uno studente (di storia: di nuovo, quindi uno che studia altre cose: si occupa di relazioni italia-gran bretagna) recensisce su una rivista abbastanza prestigiosa questo libro, celebrandolo. Faccio un&#39;ipotesi, come piace fare a noi nelle scienze sociali. Vuoi vedere che questo studente di storia ha le stesse idee di Rocca, e allora usa il suo contatto dentro International Affairs per darne risalto.  E quale è il merito, scusate? </p>
<p>Finora, NESSUNO studioso serio ha mai celebrato il libro. NESSUNO. E non c&#39;è da stupirsi. Il libro di Rocca non è un libro serio. D&#39;altronde, alle critiche espresse nel link, il nostro non ha mica ancora risposto.</p>
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	<item>
		<title>Di: christianrocca</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37453</link>
		<dc:creator>christianrocca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:04:56 +0000</pubDate>
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		<description>Adoro i gemellini. Prima scrivono per anni squinternati articoli in coppia contro di me, poi piangono perché ho fatto notare che uno dei due, evidentemente all&#039;insaputa dell&#039;altro, si è spesso prostrato in ginocchio e mi chiedeva di parlare ai suoi convegni. Per me, comunque, pari sono: due scemotti. Ebbri di sé e presuntuoselli, con tutto quello sfoderare di medagliette e pezzi di carta. In una delle loro precedenti e acrobatiche argomentazioni si erano addirittura spinti a scrivere che non avevo titoli per scrivere, perché non ero laureato. Naturalmente sono laureato e proprio in diritto internazionale, ma i fatti diciamo che non sono il loro forte, così come non c&#039;entra nulla il fatto che il foglio sia per un terzo finanziato pubblicamente. &lt;br&gt;Ora sostengono che in America di fronte al mio libro avrebbero riso. Sarà per questo, allora, che a presentarlo a Roma siano venuti apposta due dei maggiori intellettuali americani e pure l&#039;ex direttore del Financial Times inglese. Sarà per questo, non ho dubbi, che uno dei due intellettuali americani ne abbia parlato a lungo in un saggio di copertina su New Republic e poi su un suo libro pubblicato non su Giornalettismo ma nelle librerie americane e di tutto il mondo. &lt;br&gt;Certo, come dice il ragazzetto più spavaldo dei due, chissà &quot;cosa succederebbe se Rocca proponesse il suo libro a Cambridge&quot;. Non l&#039;ho proposto, mannaggia. Ma siccome i due sono scemotti più di ogni limite e le sparano sempre più grosse e circostanziate non sanno che la rivista di affari internazionali proprio dell&#039;Università di Cambridge, quella che fa capo a Chatam House, ha scritto che il mio libro è &quot;excellent, erudite and well written&quot; assieme ad altre carinerie che certamente ripeteranno quando i due scemotti avranno consegnato alle stampe l&#039;aggiornamento dell&#039;enciclopedia dei Quindici. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/archive/Rocca-InternationalAffairs.jpg&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/ar...&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro i gemellini. Prima scrivono per anni squinternati articoli in coppia contro di me, poi piangono perché ho fatto notare che uno dei due, evidentemente all&#39;insaputa dell&#39;altro, si è spesso prostrato in ginocchio e mi chiedeva di parlare ai suoi convegni. Per me, comunque, pari sono: due scemotti. Ebbri di sé e presuntuoselli, con tutto quello sfoderare di medagliette e pezzi di carta. In una delle loro precedenti e acrobatiche argomentazioni si erano addirittura spinti a scrivere che non avevo titoli per scrivere, perché non ero laureato. Naturalmente sono laureato e proprio in diritto internazionale, ma i fatti diciamo che non sono il loro forte, così come non c&#39;entra nulla il fatto che il foglio sia per un terzo finanziato pubblicamente. <br />Ora sostengono che in America di fronte al mio libro avrebbero riso. Sarà per questo, allora, che a presentarlo a Roma siano venuti apposta due dei maggiori intellettuali americani e pure l&#39;ex direttore del Financial Times inglese. Sarà per questo, non ho dubbi, che uno dei due intellettuali americani ne abbia parlato a lungo in un saggio di copertina su New Republic e poi su un suo libro pubblicato non su Giornalettismo ma nelle librerie americane e di tutto il mondo. <br />Certo, come dice il ragazzetto più spavaldo dei due, chissà &#8220;cosa succederebbe se Rocca proponesse il suo libro a Cambridge&#8221;. Non l&#39;ho proposto, mannaggia. Ma siccome i due sono scemotti più di ogni limite e le sparano sempre più grosse e circostanziate non sanno che la rivista di affari internazionali proprio dell&#39;Università di Cambridge, quella che fa capo a Chatam House, ha scritto che il mio libro è &#8220;excellent, erudite and well written&#8221; assieme ad altre carinerie che certamente ripeteranno quando i due scemotti avranno consegnato alle stampe l&#39;aggiornamento dell&#39;enciclopedia dei Quindici. </p>
<p><a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/archive/Rocca-InternationalAffairs.jpg" rel="nofollow"></a><a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/ar.." rel="nofollow">http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/ar..</a>.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/38390/guerra-fredda-o-doccia-calda-per-camillo/#comment-37452</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 21:49:52 +0000</pubDate>
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		<description>Per essere onesti, nel resto dell&#039;articolo viene chiarito che dagli anni &#039;50 in poi fu la linea Nitze a prevalere. Vero è che leggendo &quot;...la linea Kennan è quella che ha prevalso negli anni Cinquanta e che ha posto le basi strategiche per la vittoria del mondo libero nella Guerra fredda&quot; un qualsiasi studente o appassionato di RI potrebbe serenamente cestinare l&#039;articolo nella convinzione di non perdersi nulla. Commettendo l&#039;errore di proseguire il pezzo diventa piuttosto surreale, con lo svolgimento che nega la premessa ed è a sua volta rivoltato dalla conclusione:&lt;br&gt;&lt;br&gt;“In ogni caso – si legge in “The hawk and the dove” – i due uomini si sono ritrovati come simboli unitari del successo americano nella Guerra fredda: Kennan per aver elaborato la politica vittoriosa e Nitze per averla eseguita”&lt;br&gt;&lt;br&gt;che sebbene sia una citazione rimane come epigrafe e si presume accettata e condivisa da CR, il quale dunque condivide una puttanata colossale smentita dalla storia e dalla stessa biografia di Kennan, il quale occupò gli anni successivi all&#039;allontanamento dall&#039;amministrazione (anche) criticando l&#039;interpretazione distorta e prevedibilmente dannosa (per gli stessi interessi americani) delle sue intuizioni.   &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Ci sarebbe anche da dire sulla distinzione realisti e idealisti, visto che il ragazzetto non ha ancora capito che i neocon si considerano realisti&quot;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non ho ben capito, la deduzione sarebbe che se loro si considerano realisti &quot;allora&quot; lo sono? &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Infine la risposta piccata su toni personali e del tutto irrilevanti rispetto alla materia del contendere risulta complessivamente patetica, per di più se rivolta a due che dal basso della loro giovane età son già anni che producono (dentro e fuori l&#039;accademia, direi) cose di assoluto rilievo in materia. Potrebbe essere semmai CG a spiegarci i titoli in base ai quali può ritenersene esperto, al di là di scriverne sul Foglio - che a rigor di logica dovrebbe esserne semmai la conseguenza.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Bye</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per essere onesti, nel resto dell&#39;articolo viene chiarito che dagli anni &#39;50 in poi fu la linea Nitze a prevalere. Vero è che leggendo &#8220;&#8230;la linea Kennan è quella che ha prevalso negli anni Cinquanta e che ha posto le basi strategiche per la vittoria del mondo libero nella Guerra fredda&#8221; un qualsiasi studente o appassionato di RI potrebbe serenamente cestinare l&#39;articolo nella convinzione di non perdersi nulla. Commettendo l&#39;errore di proseguire il pezzo diventa piuttosto surreale, con lo svolgimento che nega la premessa ed è a sua volta rivoltato dalla conclusione:</p>
<p>“In ogni caso – si legge in “The hawk and the dove” – i due uomini si sono ritrovati come simboli unitari del successo americano nella Guerra fredda: Kennan per aver elaborato la politica vittoriosa e Nitze per averla eseguita”</p>
<p>che sebbene sia una citazione rimane come epigrafe e si presume accettata e condivisa da CR, il quale dunque condivide una puttanata colossale smentita dalla storia e dalla stessa biografia di Kennan, il quale occupò gli anni successivi all&#39;allontanamento dall&#39;amministrazione (anche) criticando l&#39;interpretazione distorta e prevedibilmente dannosa (per gli stessi interessi americani) delle sue intuizioni.   </p>
<p>&#8220;Ci sarebbe anche da dire sulla distinzione realisti e idealisti, visto che il ragazzetto non ha ancora capito che i neocon si considerano realisti&#8221;</p>
<p>Non ho ben capito, la deduzione sarebbe che se loro si considerano realisti &#8220;allora&#8221; lo sono? </p>
<p>Infine la risposta piccata su toni personali e del tutto irrilevanti rispetto alla materia del contendere risulta complessivamente patetica, per di più se rivolta a due che dal basso della loro giovane età son già anni che producono (dentro e fuori l&#39;accademia, direi) cose di assoluto rilievo in materia. Potrebbe essere semmai CG a spiegarci i titoli in base ai quali può ritenersene esperto, al di là di scriverne sul Foglio &#8211; che a rigor di logica dovrebbe esserne semmai la conseguenza.</p>
<p>Bye</p>
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