I 2400 immobili dei Ds a zero reddito
di Alessandro D'Amato - 26/06/2012 - Malagutti sul Fatto mette il naso nei conti del parttio
Il bilancio dei Democratici di Sinistra è uno zombie con 150 milioni di debiti e 2400 immobili di proprietà dai quali non ricava nessun reddito. Vittorio Malagutti sul Fatto quotidiano oggi mette il naso nei conti dei Ds pubblicati ieri dall’Unità. Il giornalista economico ex l’Espresso parte da lontano:
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L’u ltimo salvagente è stato lanciato nel 2003, con la Capitalia allora guidata da Cesare Geronzi, pronta a fornire nuovo ossigeno al partito sull’orlo del crac. Tutto risolto? Macché. I debiti restano, eccome. Il bilancio firmato dal tesoriere Ugo Sposetti parla chiaro. A fine 2011 i conti dei Democratici di sinistra si sono chiusi con un disavanzo patrimoniale, cioè un buco, di 145 milioni. Già perché, come detto, l’esposizione verso le banche supera i 156 milioni mentre il valore delle attività non raggiunge i 12 milioni. Il passivo ha un origine precisa.
Il partito, infatti, si è fatto carico dei debiti accumulati negli anni dall’Unità fi n o a quando la storica testata fondata da Antonio Gramsci nonè stata ceduta, a partire dal 2001, a cordate di imprenditori privati, ultimo della serie l’ex governatore della Sardegna, Renato Soru:
E così nel bilancio 2011 si legge che circa 101 milioni di debiti derivano “dall’accollo liberatorio” dei debiti della “cessata partecipata L’Unità spa in liquidazione”. In sostanza il giornale ha cambiato padrone, ma il partito non ha ancora trovato il modo di rimborsare i finanziamenti di cui si è fatto carico a suo tempo per facilitare la vendita della testata. Di questo passo non si vede come la situazione possa essere riequilibrata. I Ds sono formalmente una scatola vuota. Non hanno attività di rilievo. L’enorme patrimonio immobiliare del partito, in buona parte intestato alle organizzazioni territoriali, cioè le varie federazioni locali, sono stati trasferiti a una cinquantina di fondazioni.
Il numero è impressionante:
Si tratta, leggiamo nei conti del 2011, di ben 2.399 immobili, in gran parte (1.819) “u t ilizzati dalle organizzazioni territoriali del Partito democratico (….) nella maggior parte dei casi con comodato d’uso gratuito”. Traduzione: i palazzi dei Ds adesso ospitano le sedi locali del Pd, che però non pagano un euro d’affitto. Quindi un patrimonio che ammonta a svariate centinaia di milioni non fa parte dell’attivo patrimoniale del partito zombie, ma viene gestito da fondazioni che formalmente non sono coperte dall’ombrello contabile dei Ds. La precisazione è importante, perché se così non fosse gli istituti di credito potrebbero pignorare gli immobili per rientrare dei loro crediti. E invece niente. Le banche si trovano ad avere a che fare con un creditore in pratica nullatenente.
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immobili trasferiti alle fondazioni, così non pagano l’IMU.
mavaff…
non c’e’ ne bisogno, le sedi di partito non pagano imu, e chi affitta un locale a dei partiti ha degli ottimi sgravi fiscali