Una settimana fa la retata sulle coste di Calais annunciata dall’ esecutivo francese. Oggi quasi tutti gli afgani arrestati sono stati rilasciati.
“Abbiamo bisogno di un tetto e di protezione, chiediamo asilo, vogliamo la
pace. La giungla è la nostra casa“. Con cartelli e striscioni in inglese e pastun 600-800 migranti in maggioranza afgani ( ma anche eritrei e iraniani ) avevano accolto l’arrivo della polizia francese che aveva dato inizio allo sgombero dell’ accampamento sulla dune di Calais. All’arrivo della CRS, alcuni erano riusciti a scappare, altri si erano limitati ad un “Inshallah“: “Non possiamo andare da nessun’ altra parte. A Calais la polizia ci prenderà comunque. La giungla è l’unico posto. Non abbiamo paura“, aveva detto Bilal, 18 anni. La chiamano “la giungla” e per molti immigrati irregolari rappresenta il sogno di raggiungere il Regno Unito, magari saltando su qualche tir in partenza dal porto di Calais, ma il Governo Sarkozy l’ aveva detto che quell’ accampamento di sans papier sarebbe stato smantellato. Detto, fatto. Una settimana fa era cominciata la retata e centinaia di poliziotti in assetto antisommossa avevano sgomberato gli immigrati, quasi tutti afgani, rimasti nel campo e distrutto la baraccopoli.
TUTTI LIBERI – “Erano stati presi all’ alba di mercoledì scorso e fatti salire sugli autobus per un viaggio verso i nuovi centri di detenzione verso sud, ma dopo nemmeno una settimana su 138 adulti trasferiti, 122 sono già stati liberati”. Così afferma la Cimade una delle associazioni che con alcune Ong aveva cercato, senza riuscirci, di impedire l’avanzata della polizia “Non c‘è stata violenza da parte di queste persone e c’erano anche fra i 40 e i 50 bambini”.”I giudici hanno considerato che le persone non avevano potuto esercitare pienamente i loro diritti, che una parte di essi erano minori e non potevano essere tenuti prigionieri. Molti tribunali amministrativi hanno motivato l’annullamento degli arresti con il fatto che non si era rispettato il diritto di domanda d’asilo. Così su ingiunzione del Guardasigilli i procuratori hanno fatto appello alle decisioni dei Giudici della libertà e della detenzione (JLD) e li hanno scarcerati”.
LA LEGGE DELLA GIUNGLA - Il ministro per l’ immigrazione Eric
Besson li aveva annunciati alla stampa i fermi nella zona del porto di Calais, ma già dall’ aprile scorso la Cimade aveva manifestato la sua opposizione al progetto del ministro sottolineando che un desiderio repressivo non può essere più importante della protezione umanitaria. “Per uscire dalla legge della giungla bisogna rimettere in piedi il sistema d’asilo europeo smettendola di negare il bisogno di protezione delle persone e prevedendo un meccanismo che permetta loro di chiedere asilo nel paese che hanno scelto dove hanno legami culturali o familiari come già permette il diritto europeo. Bisogna assicurargli un’accoglienza che sia conforme alla dignità delle persone e prevedere delle strutture di ospitalità aperte a tutti. Per uscire dalla legge della giungla bisogna uscire dallo stato di eccezione nel quale i migranti devono essere sistemati dal potere pubblico”.




ma come, gli hanno esportato la democrazia e questi non vogliono tornare nel loro paese? ma insomma sono proprio degli irriconoscenti!
secondo Sarkozy ( e Maroni ) è meglio che diventano “persone migliori” in mezzo ai Taliban ( o facendosi torturare in qualche prigione libica )
Anche da questo emerge come la destra sa usare i “media” – e la tv in particolare – meglio della sinistra per la propria propaganda. Becera quanto si vuole ma per molte menti assai persuasiva.