Montezemolo fa paura a Silvio. E lui se lo porta al governo?
30/09/2009 - Il deputato Lehener e il ministro Calderoli non esitano ad attaccare il Presidente della Ferrari, al centro delle manovre che da dietro le quinte potrebbero destabilizzare il quadro politico. Ma dall’altra parte il Cavaliere lo sa bene e prova a
Il deputato Lehener e il ministro Calderoli non esitano ad attaccare il Presidente della Ferrari, al centro delle manovre che da dietro le quinte potrebbero destabilizzare il quadro politico. Ma dall’altra parte il Cavaliere lo sa bene e prova a rimediare con i poteri forti. Offrendogli, con l’intercessione di Letta, un ministero, secondo i giornali
Nel centrodestra composto da Popolo della Libertà e Lega Nord la possibilità che Luca Cordero di Montezemolo scenda davvero in campo non fa dormire sonno tranquilli. L’ex presidente di Confindustria si è dovuto perfino beccare in questi giorni duri affondi, a freddo, da parte di qualche parlamentare. E’ il segno tangibile che da quelle parti ogni sua mossa viene posta sotto la lente di ingrandimento. Soprattutto ora che all’orizzonte spunta l’ipotesi di un rimpasto di governo.
IL DEPUTATO – Ad uscire allo scoperto per primo è stato il giornalista Giancarlo Lehner, eletto deputato per la prima volta, tra le fila del Pdl, lo scorso aprile. Ha ritenuto opportuno approfittare niente di meno che del decimo e tredicesimo posto delle Ferrari nell’ultimo Gran Premio di Formula Uno per mettere in dubbio le capacità e le ambizioni del presidente della casa di Maranello. “Invece di farsi titillare dalla politica politicante e sognare Palazzo Chigi – ha scritto Lehner su Il Tempo - sarebbe meglio che Luca s’impegnasse, anima e corpo, nell’unico mestiere, che conosce davvero bene. Si dedichi al rilancio delle «rosse», che, come i figli, per gli italiani, “so’ piezzi ‘e core”; e non si distragga e non si arrapi, immaginando ingaggi istituzionali, troppo diversi ed assai più complicati rispetto ad un pit stop”. Ed ecco quali argomentazioni vengono rimediate per dissuaderlo dalla politica: “Luca Cordero ha intorno corteggiatori e adulatori, spesso vecchi malvissuti, falliti del tipo grasso-untuoso, biechi trasformisti, talora ben dentro le stanze dei bottoni anche dell’informazione. Costoro provvedono a gonfiargli le ambizioni, ben al di là delle effettive potenzialità, sino ad allontanarlo dal primo sacro comandamento lasciatogli da Enzo Ferrari: amare, curare e far vincere il Cavallino”.
IL MINISTRO – A dare man forte al pidiellino Lehner giunge, puntualissimo, un leghista doc, il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, che pare sia la prima volta che si interessi in maniera così viva di sport e automobilismo: “Mi preoccupa la possibile discesa in campo di chi, gestendo una Ferrari per cui andavamo fieri nel mondo, oggi l’ha condotta a risultati da vergognarsi”. Insomma anche Calderoli teme che, come affermava Lehner, l’unico marchio Ferrari apprezzato nel mondo sia lo spumante e che il mondo dell’auto sia tornato indietro “alle prestazioni dell’indimenticabile Fiat Duna, lo scarrafone semovente, schiaffo meccanico al design e al piacere di viaggiare”. Dura la risposta dell’azienda ai due politici, (una lettera inviata al Tempo a firma del direttore comunicazioni Ferrari Stefano Lai e pubblicata oggi): “Mischiando sport, industria e politica con la quale Ferrari ha niente a che fare – si legge tra le righe – Lehner non trova spazio per ricordare che la scuderia è l’attuale campione del mondo costruttori di Formula Uno e che negli ultimi 10 anni ha vinto 8 titoli, un risultato mai raggiunto nella storia dell’automobilismo”.
TRAME CENTRISTE? – Come mai tutta questa irriverenza nei confronti di un personaggio così autorevole e da sempre lontano dalla militanza politica e mai colpito da critiche così aspre come quelle mosse in questi ultimi giorni? Chiavi di lettura interessanti ce ne sono, eccome. Il Giornale di Vittorio Feltri ci rende più chiare le idee riportando frasi poco serene che sarebbero state pronunciate da un ministro della Repubblica vicino al Cavaliere, ma non meglio identificato: “Per due terzi la corte è fatta degli stessi comunisti che hanno bocciato il Lodo Schifani”, avrebbe affermato. Insomma, lo spettro di manovre anti-Silvio tendenti ad aprire nuovi scenari, di cui Montezemolo sarebbe uno dei protagonisti sembra molto vivo. E gli occhi pare siano perennemente puntati alla fatidica data del 7 ottobre. Ecco, infatti, tra le altre cose, cosa si legge sul quotidiano della famiglia Berlusconi: “Il fatto che proprio il 7 ottobre – giorno in cui potrebbe già arrivare la decisione della Consulta – l’ex leader di An sia in prima fila al battesimo dell’associazione di Luca Cordero di Montezemolo «ItaliaFutura» non fa dormire sonni troppo tranquilli ai teorici delle trame centriste”.
RIMPASTO DI GOVERNO – Si spinge oltre il Riformista, che parla di possibile rimpasto di governo. E anche in quel caso Montezemolo sarebbe uno dei principali attori, così come la sua fondazione. Cruciale ancora una volta la sentenza sul Lodo Alfano: “Berlusconi ha chiesto a Montezemolo di entrare nel governo dopo le regionali. Il premier è convinto che la partita finale si gioca soprattutto nei salotti buoni. Per questo vuole Montezemolo. Per questo vuole consolidare l’alleanza con Geronzi, provando a consolidarla nella partita che si è aperta nel futuro assetto di Generali, la vera cassaforte della finanza italiana. Tutte operazioni che servono per smontare la trama. Visto che i complottisti, per il premier, stanno alzando il tiro. Come Gianfranco Fini. Berlusconi non ha mai digerito la tavola rotonda con il presidente della Camera sotto le bandiere della fondazione Italia Futura di Montezemolo, il cui battesimo – e chissà se è un caso – coincide con il giorno del pronunciamento della Corte sul Lodo Alfano”. Il presidente della Ferrari, insomma, pare sia uno da marcare stretto. Silvio lo sa bene e gli propone, così come aveva fatto subito dopo la vittoria elettorale, la poltrona dello Sviluppo economico, ora occupata da Scajola, al quale in caso di risposta affermativa sarebbero eventualmente destinati incarichi di partito. Sarebbe un primo passo verso la ricucitura con i cosiddetti poteri forti, con i quali sembra avere un ottimo rapporto anche Giulio Tremonti, l’altro punto interrogativo del Cavaliere. Il ministro dell’Economia desta preoccupazione all’inquilino di Palazzo Chigi perché non si è mai espresso sulla questione Rai, e pure sugli scandali personali di Silvio ha preferito il silenzio. “Gioca per sé”, sembra aver confidato Berlusconi ai suoi in questi giorni. Affossare qualsiasi prospettiva di alternativa alla coalizione berlusconiana: nel centrodestra sembra essere questa la parola d’ordine in questi giorni. Il Cavaliere per questa stagione ha destinato al suo governo i grandi acquisti negati per tutta l’estate al suo vecchio e stanco Milan? Ipotesi francamente difficile, conoscendo il tipo. Va bene che Letta l’idea di Montezemolo la coltiva da un po’, visto il Grande Mediatore che si sente di essere. Ma non è proprio nello stile di Silvio, soprattutto dell’ultimo Silvio barricadero e combattivo, piegarsi a trattare con le “élite di merda“, come ha mandato avanti a dire Brunetta (che con quell’uscita ha guadagnato punti proprio sull’arcinemico Tremonti). Silvio preferisce vincere per KO: se non ne avrà davvero bisogno, nemmeno una sentenza sfavorevole nel Lodo Alfano lo porterà a piegarsi davanti ai “ricatti dei poteri forti“, come dicono i suoi













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fantapolitica. O Fini o Orte
Pure Guzzanti sul suo blog è qualche mese che fa ventilare le possibili manovre montezemoliane di creare un altro polo forte che mangi voti a destra e a sinistra. Un nuovo polo centrista.
La sindrome dello Psicopatico. Meglio stare con loro che con soggetti come Dalema o Penati. Il Governo Berlusconi Amministra con fermezza, Governa, non avrebbe bisogno di nessuna “”Fiducia”" per far approvare le leggi, si appropria di “tutto” e lascia le briciole agli oppositori. E allora???? non è il sogno dei Dalema o Prodi????? Non posso sentire sempre le stesse piagnucolose litanie, siamo NOI che l'abbiamo fatto crescere, NOI abbiamo consentito (meglio, dire loro) che acquisisse tutto il potere, ma guardiamoci intorno, ma di dove hanno tirato fuori quel Penati che mi fa ricordare il peggio dell'intrallazzatore Dalema, ma chi dovrebbe sconfiggere questa destra che destra non è ma è solamente destramente amministrata da Berlusconi? Non certamente roba come Rutelli o Marini, Fassino o Letta (Lettino direi). Ma se Vi contentate con quello che Vi lascia, vivrete godendo.