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Perché la Germania ha paura dell’Italia

Agli Europei 2012 la Germania sta vivendo un sogno calcistico, ma ora è arrivato il suo incubo, l’Italia. La squadra tedesca non sa battere gli azzurri quando gioca nelle massime competizioni calcistiche, e il quotidiano Die Welt spiega perché l’Italia è l’ossessione del Fußball teutonico.

 

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INCUBO AZZURRO – L’Italia non può perdere mai contro la Germania, lo sanno anche i bambini più piccoli. Die Welt sceglie il vittimismo per riportare la battuta di Cesare Prandelli. L’allenatore della Nazionale aveva infatti detto che se fosse per lui, giocherebbe ogni anno contro i tedeschi. Il bilancio degli azzurri contro la Nationalmannschaft è infatti ottimo. In 30 partite l’Italia ha vinto infatti 14 volte, pareggiandone nove e perdendo solo in cinque occasioni. Negli ultimi decenni la striscia tra gironi di qualificazione ed amichevoli è particolarmente positiva. La Germania ha vinto quattro volte, a Berlino nel 1977 per 2 a 1, ad Avellino nove anni più tardi con lo stesso punteggio, a Stoccarda nel 1994 ancora per due a uno. L’ultimo successo è stato colto a Zurigo per 2 a 0, e da allora sono passati diciassette anni. Nel 2003 a Stoccarda e nel 2006 a Firenze l’Italia ha battuto i tedeschi, mentre l’ultima volta che ci siamo sfidati, a Dortmund nel febbraio 2011, è finita in parità.

ITALIA IMBATTIBILE – Ma l’ossessione diventa incubo nelle competizioni più importanti organizzate da Fifa e Uefa, ovvero i Mondiali e gli Europei di calcio. In sette incontri al massimo livello la Nationalmannschaft non ha mai battuto gli azzurri. Giovedì prossimo la squadra tedesca dovrà infatti sconfiggere anche la storia per arrivare in finale. Finora il suo bilancio è infatti un pessimo quattro pareggi e tre sconfitte. I successi italiani hanno portato a due vittorie mondiali, nella finale del 1982 finita 3 a 1 a Madrid e nella semifinale di Dortmund del 2006 conclusasi per due a zero. Nel 1970 invece gli azzurri persero la finale, ma il successo nella partita contro la Germania per quattro a tre è entrato nella leggenda del gioco del calcio. Le altre partite sono finite in pareggio, con due 0 a 0 nei mondiali sudamericani di Cile’62 ed Argentina ’78. Negli Europei invece le sfide allo stesso modo finite in parità, 1 a 1 a Düsseldorf e 0 a 0 a Manchester nel 1996, quando un rigore fallito da Zola condannò l’Italia ad una prematura eliminazione. L’unico pareggio che ha avuto per i tedeschi il sapore della vittoria, e chissà se casualmente è coinciso col successo finale della manifestazione.

SCANDALI AIUTANO – Die Welt nota un’altra coincidenza che pare spingere l’Italia. Oltre che a diventare imbattibili quando incrociano le scarpette con i tedeschi, gli azzurri ottengono grandi successi quando si verifica un grosso scandalo nel nostro calcio, una triste consuetudine parzialmente affievolita da un grande successo internazionale. Così capitò infatti nel 1982- Due anni  dopo i giocatori arrestati negli spogliatoi degli stadi per il calcio scommesse, l’Italia diventò campione del mondo a 24 anni di distanza dall’ultimo successo. Nel 2006 si verificò la medesima cosa, solo che allora lo scandalo verteva sulle telefonate di Moggi ai designatori arbitrali. Questa primavera invece il calcio scommesse è ritornato sulle prime pagine dei quotidiani del nostro paese. “L’Italia è l’avversario più temibile che abbiamo nei torni internazionali”, dice il monumento del calcio tedesco, Franz Beckenbauer. “Ma questa volta chi affrontiamo è indifferente”.

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