E FU PROSTATITE - Sono scoppiato a piangere più volte al giorno come un pupo con la sindrome premestruale a causa di stimoli di dubbia rilevanza emotiva, mi sono schiantato con il motorino contro un muretto visibile a circa 10 miglia marine, ho fatto sesso in mezzo a una strada (lei apparecchiata sul cofano di un’auto) in una ridente stradina nel cuore della Circonvallazione Gianicolense. Relativamente a quest’ultima peculiare controindicazione va rilevato che nonostante una signora abbia distintamente urlato dal balcone “a zozzi! guardate che chiamo le guardie!” e un passante abbia proposto di aggiungersi alla transazione in corso io abbia deciso, ciononostante, di portare a termine con zelo ciò che avevo iniziato. A questo riguardo va segnalato come il buproprione essendo un farmaco dopaminergico induca una forte sovraeccitazione sessuale, paragonabile a quella dei vecchietti malati di Parkinson a cui viene somministrato l’L-dopa e che sono vanno in giro per i reparti di neurologia a cazzo dritto molestando le infermiere. Non avendo infermiere da molestare, ed essendo il mio motorino dallo sfasciacarrozze, mi limitavo a masturbarmi a una media adolescenziale di cinque volte al giorno con il risultato di spremermi la prostata come un limone e farmi venire di lì a poco, una tautologica e consequenziale prostatite (per inciso, anni dopo ho
controllato: la prostatite è uno dei possibili effetti collaterali del bupropione).
IL RITALIN FA QUESTO - Ma non è del bupropione che volevo parlavi ma del suo cugino intelligente, il Ritalin. Non vi spiegherò come sono riuscito a farmelo prescrivere in un’epoca in Italia ancora non era in commercio e come sono riuscito a ottenerlo da un sedicente spacciatore internazionale, perché tutto questo ha sfiorato il capolavoro e anche perché è descritto molto esaurientemente in una vecchia puntata di Report. Quello che vi racconterò sono gli effetti “collaterali” nudi e crudi, così come io li ho soggettivamente sperimentati. Ovviamente le esperienze possono variare e pertanto mi raccomando: non fatelo a casa vostra, noi di Giornalettismo utilizziamo solo stuntman professionisti. Il Ritalin va preso circa ogni tre ore, per un massimo di tre volte al giorno. Questo perché ha un’emivita estremamente breve, e dopo un po’ i suoi effetti svaniscono come la carrozza-zucca di Cenerentola. Tra una dose e l’altra si prova quindi quello che i tossici di metifelnidato chiamano “effetto-altalena”. In pratica mentre una dose sale l’altra scende e si prova, talvolta, il desiderio di strangolare qualcuno che ti è caro o per usare un eufemismo psichiatrico “una certa irritabilità in soggetti predisposti”. Il Ritalin ha avuto poi il pregio di azzerarmi completamente il quoziente intellettivo (ma va detto che partivo avvantaggiato). Mi sono trovato a fare cose bislacche come esultare scompostamente a un goal in compagnia di sconosciuti, essere preso da un moto di felicità all’idea di mettere a posto la stanza, non mandare affanculo i miei genitori anche davanti a evidenti provocazioni (respiravano).
PICCOLI FONZIE CRESCONO – L’unico pensiero che riuscivo a partorire era “do-oh” in una bizzarra imitazione di Homer Simpson dopo una leucotomia. Ero sì in grado di concentrarmi nella lettura ma non capivo quello che leggevo al di là del mero significato letterale (“ca-sa”). Posso descrivere questa sensazione solo come “escissione dei lobi frontali”. Ciononostante, o a causa di ciò ero felice, perfettamente tranquillo, quieto come un piccolo fonzie. Non riuscivo a parlare con nessuno ma non ne sentivo il bisogno. Intendiamoci, ero in grado di rispondere a semplici domande, ma non sentivo alcuna necessità di iniziare una conversazione né la cosa mi recava alcun turbamento. Posso descrivere questa sensazione solo come “introversione egosintonica”. Vedevo la gente come dietro a un acquario o come ha scritto qualcuno su un forum “come in un videogioco”. Quando prendi il Ritalin non vedi persone ma solo cose da fare. Posso descrivere questa sensazione solo come “autismo con moderato ritardo mentale”, ma senza averne i vantaggi come ricordare a memoria l’elenco telefonico o avere per fratello Tom Cruise. Quando finisce la copertura dell’ultima dose l’effetto del Ritalin svanisce di botto. Ero sul motorino con un amico (e per fortuna non guidavo io) chiuso nel mio mutacismo stuporoso quando il Ritalin fa pop! e sento esattamente il preciso momento in cui smette di fare il suo dovere, e una cappa di grigio esistenziale che s’alza d’un tratto, e inizio a parlare alla velocità della luce preso da una logorrea irrefrenabile. Da un momento all’altro. Quando l’effetto svanisce si può verificare quello che viene chiamato effetto rebound. In pratica i sintomi per i quali prendi il Ritalin (sostanzialmente il fatto di essere vivo) si ripresentano amplificati in intensità dopo la fine dell’effetto dell’ultima dose. I ragazzini che lo assumono vivono con una personalità per metà della giornata e con un’altra personalità per la restante metà. Spesso la notte non riescono a dormire (strano, ma credo che abbia a che fare con il fatto che il Ritalin è uno stimolante) e il giorno dopo si ricomincia. Poi a 18 anni smettono di prendere il Ritalin e si ritrovano a dover gestire una personalità con cui non hanno mai imparato a convivere, una personalità nuova di zecca.
E’ PROPRIO VERO - 18 anni è infatti l’età in cui si guarisce ufficialmente dall’adhd, il che è quanto meno bislacco perché alcuni ricercatori ritengono che l’adhd sia causato – o quanto meno si accompagni – a modificazioni neuro-anatomo-fisiologiche, vale a dire una forma e un funzionamento alterato di alcune strutture cerebrali. Si rimane sempre meravigliati dal constatare come il giro del cingolo si ricordi di tornare alla giuste dimensioni al compimento della maggiore età. Il Ritalin può inoltre causare improvvisi aumenti di pressione. L’ho constatato il terzo giorno di assunzione quando ho sentito il cuore battere a mille e sono andato a guardarmi allo specchio per vedere cosa mi stesse capitando (e anche per ammirarmi un po’, perché sono bello). Ho ammirato la mia faccia rosso-porpora come quella di un bavarese avvinazzato, mentre sentivo uno stantuffo nelle tempie, quasi che gli ossicini dell’orecchio medio stessero per esplodermi da un momento all’altro. È stato esattamente in quel momento che ho deciso che forse, ma forse, non avevo l’adhd. In sintesi, tra le cose che ho provato, e credetemi, ne ho provate tante, il Ritalin è in assoluto la cosa che mi ha sballato di più (al secondo posto il litio, al terzo il blog di ninna_r). Non so dove sia la morale in questa storia, ma di solito dovrebbe trovarsi nella parte inferiore dell’articolo. Come abbiamo fatto ad arrivare a 14.000 caratteri? È proprio vero che il tempo passa in fretta quando si sta bene.




io posso raccontarti cosa si prova a doparsi di malarone dopo essere stato terrorizzato dal dott mengele della asl di terni sulla incredibile quantità di orribili malanni (mortali, non mortali, immortali, immorali etc etc) che avrei sicuramente contratto andando in viaggio di nozze in tanzania e causando al mio ritorno una epidemia tipo 28 giorni dopo.
anche io dopo azzeramento dell'equilibrio, alterazione del campo visivo, diarrea e 3 ore di tachicardia con l'apparato cuore/polmoni che cercava di uscirmi dal petto per andare a farsi una passeggiata sulla spiaggia tropicale ho deciso che forse, ma forse, non avevo la malaria.
Però in fondo se ci rifletti le case farmaceutiche dovranno campare pure loro o no?
sono veramente sopraffatta in questo momento.
“Il dott. Mengele mi prescrisse nel giro di due settimane la seguente lista, non esaustiva, di psicofarmaci: clomipramina, desipramina, imipramina, bupropione, litio, reboxetina, carbamazepina, mirtazapina, trifluoperazina, tranilcipromina nonché l’intera gamma degli antidepressivi serotoninergici, a proposito dei quali credo di essere stato l’unico essere umano al mondo ad averli provati tutti e cinque: fluovoxamina, fluoxetina, citalopram, sertralina e paroxetina”
Ma queste non sono medicine, sono delle droghe…e ci son pochi, purtroppo se ne salvano pochi in Italia di psichiatri, psicologi e neurologi che in buona fede offrono delle cure alternative come l'utilizzo di vitamine diminuendo il più possibile la somministrazione dei medicinali!
Queste droghe ti offrono una vita, secondo me, piatta, sonnacchiosa, imbambolata e priva di stimoli, anche ahimè di stimoli sessuali (è una ipotesi la mia).
Per uscire dal tunnel della depressione la strada migliore non è la droga, perchè è droga…ma una buona psicoterapia!
non dica sciocchezze, sono farmaci non ‘droghe’ in senso ricreativo. qualsiasi farmaco ha dei costi collaterali e comunque può essere usato a sproposito, è ovvio. inoltre, vi sono patologie da squilibri biochimici che neanche 1000 anni di psicoterapia possono risolvere. semplicemente.
come uno che toglie qst ritalin, dopo un esame di col doc vi posso dire che ne devo. in teoria ognuno di noi fa male al suo corpo in qualsiasi modo..
una persona consuma zucchero una sale una cana una coca cola ecc…
la differenza e che di questa maledetta droga ci sono quelli come me che sinceramente riescono studiare(doppo che nella scuola nn ho fatto nemmeno un ca_ _o) allora io rendo i miei conti ma purtroppo come qlcn che capisce come funziona questa nn mi piace tanto..vale la mia pena secondo a me..
purtroppo c’e’ anche una specie di marijuana che fa lo stessto effetto, sinceramente e’ naturale ma in qst mondo figurati….
se nn c’e’ qlcn che ne guadgna un sacco di soldi…nn sara’ legale mai…
Diego, ma come cazzo scrivi??? non ho capito una singola parola di ciò che hai scritto… altro che ritalin per studiare. tu a scuola non ci sei mai andato….
Non le dica lei le sciocchezze gidierre. Gli psicofarmaci (droghe) vengono venduti partendo da una unica premessa, e cioè che esiste uno squilibrio chimico nel cervello che crea la maggior parte delle “malattie” psichiatriche elencate nel DSM e che gli psicofarmaci …(droghe) “bilanciano” questo squilibrio. Ora l’esistenza di questi psicofarmaci… (sempre droghe) sarebbero giustificatai se un solo psichiatra avesse mostrato un test di laboratorio che dimostrasse l’esistenza di questo squilibrio, invece no. Non c’è mai stato un solo psichiatra, da che hanno incominciato ad infestare il mondo, che sia in grado mostrare un test di laboratorio a suffragio della sua “teoria”. Si atteggiano ad essere scienza e medicina ma al contrario di questi non possono dimostrare niente. Pensi con la sua di testa non con le idiozie delle riviste o televisioni a meno che lei non sia uno psichiatra… allora DEVE tirare acqua al suo mulino.
D'oh
io non ero nemmeno depresso, quanto meno non prima di prendere tutti quei farmaci. quanto alle vitamine, beh, secondo me servono solo se hai lo scorbuto.
Vertigoz
Pingback: Il posto del Vertigo
Una degli articoli più divertenti (ed a tratti amari…) mai scritti sull'argomento, lo posteremo sul nostro portale e lo faremo circolare.
vi conosco. fai pure.
Vertigoz
volevo scrive un commento ma stanno affa' il dottor house e lui pure di droghe ne sa parecchio e quindi lo vado avvede'
mah … a mio figlio/a piuttosto gli faccio prendere della maria se sta giu' !
@a67: la maria giovanna è un depressivo; non un gran servizio a tuo figlio, se sta giù.
@lucia: seee, come no. le malattie mentali si curano con la psicoterapia, a colpi di discussioni sul ruolo di tua madre e facendo angioletti di pasta di pane. se vuoi, nella stanza di fianco cè pure Babbo Natale e la Fatina dai Capelli Turchini che ti porteranno in un mondo di unicorni rosa e di cuccioli di sanbernardo che scorreggiano arcobaleni su nuvole di zucchero filato, e dove l'AIDS si cura facendo i lavoretti come i bambini dell'asilo.
@verigoz: sei una immane testa di c@$$o. ti rendi conto che hai appena scritto l'equivalente di “mi sono autodiagnosticato un tumore e un oncologo connivente mi ha prescritto una serie di chemioterapici che mi hanno fatto venire un tumore (come da controindicazioni) per davvero!!1ONE!!ONE11″. fare il brillante sulla pelle di chi sta davvero male e per il quale queste medicine fanno la differenza tra una vita accettabilmente normale e un suicidio mi fa vomitare. vergognarsi non sarà mai abbastanza.
BRAVO!
Concordo è un commento di dovere. Quest’articolo è patetico, fuorviante e nocivo alla salute di molti malati.
emanuele bassi, renditi conto che non hai capito nulla.
chiara
bella questa,nn tanto la storia in se,ma nn sosno riuscito a staccarmi fino alla fine,per cui è vero che il tempo vola,mai fregato
purtroppo non è solo solo il ritalin a fare questo, ma tutti questi maledetti pillolini contenenti benessere e felicità: da anni ci combatto, li amo e li odio, eppure la mia vita parrebbe perfetta..mi parlano di scompenso chimico…boohh…soldi ne ho spesi non tanti, tantissimi, ed il mio fegato me lo stavan facendo diventare un laboratorio di analisi..ha visto passare di tutto…poi qualcuna davvero dentro la situazione me lo ha spiegato..si va a tentoni..se si trova qualcosa bene, altrimenti si riprova..ma non per questo ci si riesce..allora adesso la prendo un pò come viene..se viene ci sarà una sua ragione..
Emanuele Bassi, vergognati. Non esiste chi “sta male” di ADD, perché è una malattia che non esiste. In base alla descrizione dei sintomi, altrimenti, l'avrei avuta io, mia sorella, mio marito, sua sorella, buona parte dei nostri amici e anche i nostri bambini. Bell'idea… hanno trovato praticamente il sistemino di diagnosticare un'epidemia e di vendere la relativa pilloletta!
VERTIGO è UN PICIO LE MALATTIE ESISTONO COME I COMUNISTI
PURTROPPO
emanuele bassi, anzitutto ti consiglio uno xanax per iniziare. in secondo luogo io ho raccontato solo la mia esperienza, non sto prescrivendo farmaci né prescrivendo di non prenderli.
in terzo luogo se un antitumorale mi facesse venire un tumore io qualche domandina al posto tuo me la farei.
cordialità,
SEI UN EMERITO COGLIONE
Premetto che non sono un medico per cui sono proprio nel campo delle ipotesi.
Ho preso anti depressivi e ansiolitici per qualche mese ed il risultato era che forse ero meno depressa ma non provavo nemmeno più niente (e comunque non dormivo, ma ad alcuni gli ansiolitici fanno l’effetto contrario), anche durante il sesso che era diventato più una ginnastica (che tristezza).
Ma la mia domanda è? Possiamo veramente confrontare gli psicofarmaci alla chemioterapia? Cioè l’analogia regge?
vertigoz: Sì, alcune chemio hanno come possibile effetto collaterale un tumore (oltre ai soliti effetti collaterali delle chemio di nausea, vomito e perdita capelli, che peraltro sono spesso soggettivi – come quasi tutti gli effetti collaterali). Solo che tra lasciarci le penne di certo per il primo tumore e lasciarcele forse per un secondo – beh, meglio la seconda. Esattamente come tra (a) prendere le medicine, fare un po' di esami del sangue per tenere i livelli sotto controllo, avere una vita normale o affine e (b) suicidarsi, ché essere bipolari fa spesso quell'effetto – io scelgo (ho scelto, a dirla tutta) l'opzione (b).
E se qualcuno usa quelle medicine a cui io devo la vita a cavolo, o peggio ancora per gettare discredito sul prenderne, io tendo a incavolarmi come una mandria di bufali afghani (cit).
Fanta: L'ADD non esiste, certo. E io non sono bipolare, ho solo un rapporto complesso con mia madre (perché la maggior parte delle persone ce l'ha banale). Diffido un po' dell'antipsichiatria.
Peraltro, chiariamo una cosa: la prescrizione alla cavolo è un problema – in USA. In Italia il problema è piuttosto l'opposto: essere riconosciuta come degna di cure anche se non sei un caso limite. Ma dopotutto, pensare al suicidio tre giorni alla settimana è solo “temperamento artistico”, non certo depressione…
In Italia il problema è piuttosto l’opposto: essere riconosciuta come degna di cure anche se non sei un caso limite. Ma dopotutto, pensare al suicidio tre giorni alla settimana è solo “temperamento artistico”, non certo depressione…
Hai perfettamenta ragione. Ci sono voluti anni prima che qualcuno abbia avuto le p@lle di prescrivermi un farmaco (ed era un medico donna!).
La mia vita forse sarebbe stata diversa se avessi avuto 20 anni fa l’equilibrio che ho ora.
@chiarab: dopo un commento del genere mi cospargo il capo di cenere. beh, magari no.
@vertigoz: nooo, perché dovrei prendere una pillola per cambiare la mia posizione ed essere più accomodante nei confronti di un ignorante che non sa neanche che un chemioterapico, essendo una sostanza teratogena che ammazza le cellule tumorali, può provocare tumori? sarebbe un attentato alla mia naturale disposizione di chiamare le cose con il loro nome, incluse le cazzate. per esempio, quelle di Fanta che dice che l'ADHD non esiste: perché le malattie mentali ce le hanno solo gli adulti, ovviamente, dato che i bambini sono puri di cuore e non sono ancora stati contaminati dal consumerismo tipico degli adulti.
vedi, caro vertigoz, io non vengo a dire come dovresti scrivere un pezzo; avresti potuto scrivere di come negli Stati Uniti ci sia una tendenza alla sovra-prescrizione di pillole, basata su una convinzione tipicamente nordamericana che la soluzione ai problemi sia di natura tecnologica. a questo avresti potuto associare una spiccata tendenza all'affidarsi alla psicanalisi, legata a doppio filo con l'industria farmaceutica. poi avresti potuto contrastarla con la situazione in Italia, dove per trovare qualcuno che ti diagnostichi una malattia mentale e ti prescriva delle vere medicine (e non i fiori di bach o altre cazzate omeopatiche) è un'impresa pari solo al vivere con una malattia mentale. ovviamente, questo avrebbe reso l'articolo interessante e informativo, soprattutto per gente tipo Fanta (ancora) che pensa che l'ADHD sia “essere vivaci” perché così ha gliel'hanno descritta in posti come questo – invece di essere una vera e propria patologia che impedisce di concentrarsi per un periodo di tempo sufficiente per imparare qualunque cosa, e che se lasciata a se stessa previene lo sviluppo normale di un bambino.
ma cos'è, in fondo, scrivere un pezzo serio, quando puoi diffondere il pensiero anti-scientifico e puoi fare spirito sulla pelle della gente, diffondendo livelli di ignoranza tra i poveri di spirito come Fanta o chiarab, che pensano che le pillole esistono solo per via di un vasto complotto internazionale, e che se tutti tornassimo a morire in media a 35 anni come 1000 anni fa staremmo tutti meglio.
Emanuele non credo tu abbia un pensiero scientifico, ma tecnico!!!
Non che io usi medicine omeopatiche, ma in alcuni paesi del mondo l'omeopatia, l'ayurveda etc. sono medicine ufficiali.
io credo che voi tecnici spesso vi nventiate problemi per poi poterli risolvere e dare un senso al vostro esistere, ed al vostro portafogli.
per fortuna ce esistono gli scienziati veri!!!
caro emanuele bassi, non ho ben capito dove tu abbia letto che per me le “le pillole esistono perché c'è un vasto complotto internazionale”. Dove l'ho scritto? Quando l'ho detto? Mi conosci? Non sai qual è la mia storia personale, e non sai nemmeno qual è quella di chi ha scritto il pezzo, quindi prima di tutto ti prego di andarci piano e di attenerti a quello che leggi qui, nell'articolo e nei commenti.
il discorso è molto più complesso di “esiste o no l'ADHD, pillole o no ai bambini” e qui nessuno è antiscientifico o antipsichiatrico o anti quel che cazzo ne so. solo che tu arrivi e l'unica cosa che fai è trarre conclusioni affrettate, con molta molta arroganza, quindi prima di tutto: conta fino a dieci(mila).
Hai semplificato così tanto questo pezzo da farlo passare adesso per un inno al pensiero antiscientifico.
Tra l'altro, dalla mia esperienza e da quella delle persone che mi circondano (e ti assicuro, un po' ne so) la risposta non è mai una sola e schierarsi in ambiti come questo è già rischiosissimo in partenza.
Come in tutte le cose ci vuole umiltà, caro Emanuele.
Molto divertente, la parte sul Ritalin è anche molto interessante e spiega come mai si usi sui bambini estremamente vivaci.
La depressione come tutte le altre malattie mentali esistono, sono una realtà e non possiamo farci nulla.
I farmaci a volte aitano a volte no, troppo complesso il cervello umano, troppi i disturbi.
HO visto persone depresse uscirne grazie ai farmaci in 2 mesi, altre senza in 2 anni.
Ho provato sulla mia pelle gli antidepressivi, diversi, ed effettivamente plastificano il mondo reale eliminando però il dolore. Sta a noi scegliere.
Alla domanda : se ricadi in depressione cosa faresti?
La stessa cosa se avessi un forte e insopportabile dolore alla schiena: riprenderei i farmaci.
Perchè?
se la mia mente è depressa non reagisce.
PErchè se ho un forte dolore alla schiena non mi permette di muovermi
Un consiglio che posso dare è non fermarsi al primo medico ed evitare quelli che prescrivono cocktail.
Buona fortuna a tutti
Ciao Vertigoz, ho trovato molto interessante il tuo articolo, soprattutto perché anch’io mi autodiagnostico malattie da solo..ma non cerco il dott. Mengele per “drogarmi”..
Scherzi a parte, io ho passato un brutto periodo, ma ora sembra andare meglio, chissà se è grazie alla paroxetina che prendo..boh, vedremo all fine, intanto spero da uscire presto e definitivamente dal tunnel della depressione.
Comunque volevo semplicemente chiederti, visto che hai detto di averle provate tutte, che cosa mi puoi dire della, appunto, paroxetina.
Thanks
Ciao Vertigoz, il tuo articolo è divertente e fa riflettere. Ho letto tutti i commenti del blog. Io personalmente concordo con chi afferma che le patologie mentali esistono e che le vie per affrontare i problemi possono essere molteplici, in alternativa tra loro, e che talvolta è necessario procedere per tentativi prima di arrivare ad un equilibrio, oppure fare semplicemente delle scelte rinunciando a qualcosa. Credo inoltre che spesso si debba scegliere effettivamente il minore dei mali (uno può preferire rincitrullirsi un po’ con le medicine piuttosto che lasciarsi sopraffare dalla sofferenza). Le diagnosi sulla psiche comunque non sono semplici da fare. Quando ero ragazza e mi esaurivo all’università, ebbi un lungo periodo di insonnia a seguito di un periodo sufficientemente stressante e di un paio di lutti in casa. Approdai da uno psichiatra il quale, senza avermi lasciato parlare (diceva: “lei non si analizzi”) – diffidare sempre e indistintamente dei medici che non ascoltano – decretò che avevo un tratto della personalità “ossessivo – compulsivo” e chissà che cosa sarei diventata se non avessi preso l’antidepressivo che lui mi dava (Anafranil). Ne presi una pasticca e poche ore dopo ebbi un collasso che a momenti finivo al Creatore: per ben due giorni non fui in grado di alzarmi dal letto perché come mi mettevo in piedi mi sentivo svenire. Quando mi fui rimessa sufficientemente da mandare aff… lo psichiatra di cui sopra, approdai da un suo collega che a tutt’oggi vorrei ringraziare, spero che mi ascolti, da Lassù, è morto già qualche anno fa, era molto anziano, ma lavorava ancora. Questo secondo non diagnosticò nessuna patologia e mi rimise in sesto con una serie di colloqui (5), incentivandomi a convivere con le mie ansie, ad accettare che nella vita c’è sempre una parte di sofferenza con cui bisogna fare i conti, e nel mio caso io potevo farcela senza pasticche. Ma lui era uno psichiatra per davvero, tant’è che anni dopo curò mio marito, che soffriva di una depressione post traumatica, con un misto di antidepressivi (per un periodo limitato di tempo) e una seria psicoterapia. Mia sorella invece da anni lotta con la depressione congenita e ha preso le sue belle pastiglie per un lungo periodo. Adesso, dopo un anno di psicoterapia settimanale, ha scelto, col benestare dello psicoterapeuta, di sospendere la terapia farmacologica. Ce la farà? O tornerà agli psicofarmaci? Personalmente non ne ho idea, e ho qualche dubbio che per la depressione sia sufficiente “farsene una ragione” con la psicoterapia: forse davvero, nel caso della depressione, se mancano certe sostanze nel cervello che i farmaci possono compensare, è giusto curarsi farmacologicamente. Ma questa è la depressione. Sono invece molto perplessa sul discorso dell’ADHD, su cui mi stavo documentando, ed è il motivo per cui sono approdata casualmente qui. Ho letto numerosi articoli in proposito: c’è chi lo descrive come un problema serio ed invalidante per il futuro dei bambini, ma c’è chi ne parla come di un enorme business creato ad arte per vendere il Ritalin. Quest’ultima interpretazione mi sembra, purtroppo, sensata. Ho letto un opuscolo intitolato “Perché non accada anche in Italia” patrocinata da numerose. Ce l’ho in formato pdf e non so come allegarlo qui. Comunque mi sembra convincente e mira a dimostrare che l’ADHD è una malattia che non esiste e che in certi ambienti vige una certa tendenza a inventare malattie psichiatriche per poi poterle curare (e vendere in questo modo quintali di farmaci). Qualche anno fa avevo trovato nella sala d’attesa del medico un opuscolo che parlava della “distimia”, malattia i cui sintomi descritti potevano essere tradotti in un modo molto semplice: SCAZZO. Ma era curabile, a detta dell’opuscolo, con una serie di psicofarmaci, forse antidepressivi, non ricordo. Ha attecchito la distimia in Italia? Spero di no, io non ne ho mai più sentito parlare. Per fortuna non ho tentato di curarmi, ma ammetto che i sintomi riportati in quell’opuscolo ce li avevo tutti. Un’ultima annotazione: prima di pensare alle malattie psichiatriche, secondo me, bisognerebbe indagare prima in altri campi, ad esempio quello delle intolleranze alimentari e delle allergie (settore troppo complicato e dispendioso che non rende alla ricerca seria), o quello dell’inquinamento ambientale. Non sto dicendo che le malattie mentali non esistono, ma molte volte un bambino ipereccitato è solo un bambino ipersensibile agli additivi degli alimenti e/o al sale da cucina! Una donna depressa può avere l’endometriosi, oppure la candida, e in quest’ultimo caso basterebbe cambiare decisamente l’alimentazione eliminando ciò che fermenta (lieviti, frutta…). Invece la tendenza dei medici va in direzione opposta: ti vedono stressato e ti danno una pasticca per curarti la testa, senza cercare di valutare – prima – modi meno invasivi di cambiarti e migliorarti l’esistenza. Poi ovviamente ci sono le psicosi (schizofrenia, sindrome bipolare, ecc…) e quelle, senza medicine non si tengono a bada, pena la sofferenza estrema dell’individuo malato e di tutti quelli che gli stanno intorno.
Bellissimo articolo. Brucerei tutte le industrie farmaceutiche, tutti gli psichiatri, e tutti quelli che fanno i soldi sul male della gente. NON ASSUMETE PSICOFARMACI. GUARDATE IL VIDEO: PSICHIATRIA INDUSTRIA DI MORTE, SU YOUTUBE. Copio questo articolo e lo inserisco nel mio blog citando il tuo sito.
Ciao a tutti.
Premetto che ho una sorella che soffre di bipolare e che tempo fa aveva tentato il suicidio ingerendo dei farmaci. Ma ora è talmente imbottita di psicofarmaci che, si, sopravvive, ma è per me morta da quel fatidico giorno che prese la sua prima pillola.
Io sono convinto, come moltissimi studiosi (a me piace chiamarli cosi) che tutte le malattie, dalla tubercolosi agli ascessi, abbiano in verità molteplici cure alternative. Alcune più efficaci di altre ed altre ancora aspettano di essere solo scoperte.
Se per esempio l’acido acetilsalicilico è un antinfiammatorio, lo è pure il Ibuprofene e hanno caratteristiche diverse ma risolvono il problema entrambe.
Quello che voglio dire insomma è che , visto i pericolosissimi effetti collaterali degli psicofarmaci attuali, si può affermare che non sia ancora stata scoperta la cura vera e propria per le malattie del cervello e che quindi, onde evitare di ricadere nell’errore dei salassi (psicofarmaci attuali), converrebbe persuadere le persone che l’unica cura sia la psicoterapia: perché alcune malattie nascono dalla fissazione, ed è ampiamente dimostrato(vedi gli ipocondriaci), ma come mai non si usa la stessa tecnica per debellare queste false malattie come l’ansia, la depressione e l’ADHD( e piu avanti vedrette perché per me sono false). Lasciando ovviamente da parte la bipolare, la produzione da parte del cervello di serotonina ecc.
la causa della malattia di mia sorella è solo una: ha passato una brutta infanzia(come me, ma sono stato più forte) e una brutta adolescenza (in cinta a 15 anni).
Non sono forse queste le cause di queste malattie?
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Francamente io sono stato distrutto dagli psicofarmaci… fegato spappolato a vita!
Dovevo decidere se stare rincoglionito tutto il giorno o depresso.
Alla fine mi sono rotto le scatole, ho iniziato una psicoterapia… 1 anno e sono guarito.
Il fegato invece è sempre spappolato.
Ringrazio gli psichiatri e gli psicofarmaci.
Sono un pò preoccupata io non uso il ritalin ma il minias in gocce per dormire la sera e ormai ne sono dipendente da un anno sono arrivata a prenderne 35 gocce, la mattina uso il cimbalta contro la depressione, sono in cura da una psichiatra che secondo me nn capisce i miei problemi e vorrei riuscire almeno a farmi quelle belle dormite sane di una volta cosa devo fare?