IL DEBUNKING TECNICO - Le spiegazioni tecniche dei collassi non hanno mai detto che gli incendi hanno fuso le strutture in acciaio del World Trade Center né che sono stati la sola causa dei collassi. Innanzitutto le torri gemelle furono colpite in pieno da due aerei pesanti più di cento tonnellate l’uno che volavano a oltre 700 km/h: una forza distruttiva che provocò gravissimi danni strutturali spazzando via numerosi elementi portanti, asportando la protezione isolante antincendio applicata alle strutture e mettendo fuori uso gli impianti antincendio esistenti.
Il calore degli incendi incontrollati fece il resto, indebolendo (e non fondendo) gli elementi portanti sopravvissuti all’impatto e all’esplosione iniziali. Le strutture portanti, già in condizioni di sovraccarico e ulteriormente indebolite dal calore, cedettero, e le decine di migliaia di tonnellate dei piani superiori vennero giù squarciando e trascinando con sé il resto degli edifici. Gli impatti da soli, o gli incendi da soli, probabilmente non sarebbero bastati a far crollare le torri gemelle, ma la combinazione di entrambi i fattori fu decisiva. Se fosse vero (e non lo è) che nessun edificio in acciaio è mai crollato per effetto di un incendio, bisognerebbe aggiungere che nessun edificio in acciaio era mai stato colpito da un aereo pesante oltre 100 tonnellate scagliato a oltre 700 km/h! Quanto al collasso dell’edificio 7, è vero che non fu colpito dagli aerei ma è altrettanto vero che fu investito in pieno dalle migliaia di tonnellate di macerie della North Tower e bruciò per molte ore.
SCIENZA O FANTASCIENZA? - La presenza di “pozze di acciaio fuso” tra le macerie del WTC non è mai stata documentata, mentre è documentato che per molti giorni alcune zone sotto i detriti rimasero roventi, a temperature compatibili con la fusione dell’alluminio ampiamente utilizzato negli allestimenti interni. Le poche testimonianze che parlano di acciaio fuso si riferiscono probabilmente all’alluminio o ad altro tipo di metalli diversi dall’acciaio. Va poi sottolineato che centinaia tra i migliori esperti e ingegneri strutturali nel mondo hanno analizzato i collassi del WTC e hanno studiato le macerie, producendo migliaia di pagine di documentazione tecnica: tutti concordano sul fatto che le strutture portanti subirono danni gravissimi e che il calore generato dagli incendi ha indebolito gli elementi strutturali in acciaio determinando il cedimento finale.
Esistono video e immagini che documentano in modo incontestabile il progressivo “afflosciamento” dei grattacieli prima dei collassi. Gli sporadici sbuffi di fumo che si notano nei filmati durante i crolli, sono dovuti all’espulsione di aria e polveri compresse dallo schiacciamento delle strutture che collassavano: nei filmati non si vede e non si sente nulla di assimilabile alle sequenze di secche esplosioni tipiche delle demolizioni controllate. Proprio l’assenza di effetti riconducibili a cariche esplosive ha indotto lo stesso Jones a ripiegare su una teoria differente che afferma l’utilizzo di un fantomatico “gel incendiario” chiamato “Supertermite” che sarebbe stato spalmato sulle colonne e innescato via radio: pura fantascienza. Nemmeno Jones e le sue fantasiose teorie, però, sanno spiegare le ragioni per cui si sarebbe dovuto ricorrere a simili complessi stratagemmi al solo scopo di accorciare di qualche secondo i tempi del crollo.
UNA PRETESA ASSURDA - Nonostante le migliaia di pagine di documentazione prodotte dai numerosi enti tecnici e scientifici che hanno analizzato i collassi, i complottisti contestano che nessuno ha mai spiegato l’“esatta sequenza” con cui i grattacieli sono crollati. Questo è vero, nel senso che nessuno è in grado di ricostruire (e tanto meno dimostrare) nei minimi dettagli l’intera sequenza. Nessuno può dire, ad esempio, che per prima ha ceduto la trave XYZ che ha provocato a sua volta il cedimento della trave ZXY che a sua volta ecc.
È però una pretesa assurda, perché nessuno era lì dentro a vedere e registrare cosa è successo nei minimi dettagli. Nessuno che ne sia venuto fuori, si intende. La sequenza dei collassi è stata oggetto di ipotesi e simulazioni computerizzate, più o meno dettagliate, ma pur sempre speculative. Anche in questo caso, però, la contestazione è fine a se stessa: qualunque sia stata l’esatta sequenza dei cedimenti lungo le decine di piani fino a terra, non muta il fatto che tali cedimenti sono avvenuti per gli stress da sovraccarico e da calore, e non per effetto di cariche esplosive o di fantascientifiche vernici incendiarie.
La puntata precedente: 11 settembre 2001: la versione ufficiale.
Per saperne di più: Crono911.org e Undicisettembre.info.
























Ma i palazzi negli USA vengono costruiti esattamente in modo che il crollo sia “controllato”, cioè che le strutture convoglino il “peso” verso l’interno in modo che, qualsiasi sia la causa, i palazzi “collassino” senza inclinarsi.
La quantità di modo di un aereo a 700kmh dovrebbe essere sufficiente a “tranciare” le strutture di un piano (si vedono entrare come burro lasciando impresso il profilo dell’aereo sulla parete), e quindi creare il sovraccarico necessario, e il crollo avrebbe, date le tecniche costruttive, per forza le caratteristiche di una implosione.
Inoltre pongo un problema che non hai toccato (o forse non ho letto?). Ma quei palazzi sono fatti solo di acciaio o c’è anche cemento (e simili)? Perché non è necessario che “cuocia” l’acciaio, può cuocere anche il cemento, che sgretolandosi crea pressioni su parti della struttura a questo non deputate.
Se stiamo a sentire tutte le campane finisce che o le torri sono state tirate giù dagli alieni, oppure che è tutta una bufala e non sono cadute ma sono state nascoste in un magazzino in Arizona. E comunque è un problema del piffero, questo, che non mi spiega un tubo in merito ai “mandanti” dell’attentato.
Grande John B. dacci dentro.
Ciao Leonardo, ti ringrazio per il tuo intervento, serio e pertinente.
I limiti di battute imposti dalle esigenze editoriali mi impediscono di approfondire al meglio questi argomenti, che peraltro possono anche tediare gran parte dei lettori, per cui questi sono solo dei “flash” per inquadrare in generale le vicende. I due siti segnalati contengono però tutta la documentazione (o i relativi link) per approfondire qualsiasi argomento.
Venendo alle questione tecniche che hai rimarcato: in realtà le Twin Towers non vennero giù proprio diritte.
Il blocco dei piani superiori al punto d’impatto cedettero asimmetricamente. Quella massa enorme si incuneò in gran parte nel core strutturale interno (una specie di gabbia) sfondando l’edificio fino a terra e in parte rovinò lateralmente.
In ogni caso, esaminando video, foto e rapporti tecnici troverai risposte più competenti.
Di recente il NIST ha anche pubblicato il suo rapporto definitivo sul WTC7, che imputa la causa del collasso al cedimento di un preciso elemento strutturale. In questo caso la sequenza di collasso è stata molto simile all’implosione da te accennata.
Sul cemento. C’era cemento nelle Twin Towers, ovviamente, e in gran quantità, ma non aveva funzioni strutturali rilevanti. Era utilizzato per i piani orizzontali (i solai) sui quali poggiavano gli allestimenti, i pavimenti ecc…
Quanto ai mandanti dell’attentato… se hai tempo e voglia e una certa conoscenza dell’inglese, ti consiglio la lettura di “10.000 years for revenge”, di Peter Lance, un libro amato e spesso citato a sproposito dai complottisti, che probabilmente non l’hanno mai letto dall’inizio alla fine.
Risponde a molte domande, anche a qualcuna che non ci eravamo mai posti.