Cari cittadini, lo so: è giunta, per tutti voi, l’ora del gran rientro. Vi immagino chini nei vostri uffici, nelle vostre fabbriche, a faticare come formiche. Oppressi dallo sforzo immane di chi deve ricominciare. Che tristezza. Ebbene, permettetemi di darvi un consiglio paterno: in questo momento difficile, pensate a chi sta peggio di voi. Cioè: ai disoccupati. A chi un lavoro, poveraccio, non ce l’ha. E ne soffre, se ne avvilisce. Pensateci. Pensate ad esempio, a me. Sì, a me. La Camera riapre il 16. Al contrario di voi, io - in quanto parlamentare - sono costretto a farmi altre due settimane di vacanza. Altre due settimane a oziare su una spiaggia oramai deserta. Spero che questo vi sia di consolazione.






















Grazie Onorevole, Lei sa sempre trovare le parole giuste per dare conforto a noi poveri elettori lavoratori. Le sta anche peggio dei disoccupati, almeno loro stanno all’ombra, a casa loro, col ventilatore acceso se non gli hanno staccato la corrente, ma Lei Onorevole, costretto a stare al sole.
Grazie per le sue sempre belle parole.
PS: 100 suoi scritti, bisogna festeggiare, a quanti gettoni di presenza corrispondono?
Caro Canforato, pensi che stamattina (splendida giornata, peraltro) qui sulla spiaggia di Panarea c’era pochissima gente: una tristezza. Quanto al gettone per i 100 scritti, devo ancora capire se quelli di Giornalettismo mi pagano in nero o devo mandargli la fattura.
cavo deputato senza impiego tempovaneo
dice mammà che le signovine che si incontvano a settembve sono di più alto lignaggio e degne della mia compagnia
effettivamente, come sempve, tene raggione a vecchiavella…..pev cui bona caccia
….se lo incontva, mi saluti fofò, quella canaglia…….
Cavo Pignolosa, ci si vede domansera al club vela di Porto Ercole, così dopocena andiamo sull’Aurelia a caccia di signorine moldave.