“W i Casalesi” così recitava uno striscione esposto ieri a Napoli, in Piazza del Plebiscito. Oggetto della contestazione il Commissario Guido Bertolaso, raggiunto nella stessa giornata dalla richiesta di rinvio a giudizio per “Gestione abusiva dei rifiuti”.
Ad un occhio disattento sarebbe potuta sembrare solo l’ennesima
manifestazione di protesta, neanche tanto partecipata, che quotidianamente si stendono per le vie di Napoli. Uno di quei tanti cortei che rallentano il traffico cittadino, già per se caotico, ed esasperano automobilisti e passanti alle prese con cantieri aperti da tempi immemorabili e disservizi di varia natura. Questa volta però è stato esposto dai manifestanti, proprio dalle parti di Piazza del Plebiscito, uno striscione con una scritta inequivocabile: “W i Casalesi”. Slogan di dubbio gusto, certamente provocatorio o, se volete, solo “politically uncorrect” scandito, più volte, anche dalle voci degli stessi lavoratori dei Consorzi di bacino, che da oggi sono entrati in sciopero. Ad indire la protesta sono state diverse sigle sindacali “autonome” per difendere, dicono, “la gestione pubblica dei rifiuti”.
SI FERMANO LE DISCARICHE - Secondo uno dei portavoce della protesta, lo striscione intende segnalare i rischi derivanti dall’ingresso nel mercato di lavoro d’aziende private del settore dei rifiuti che, per gli esponenti dei sindacati oggi in piazza, sarebbero legate ad esponenti della criminalità organizzata. Insomma una denuncia dai toni forti, e nient’altro. In realtà, invece, la vicenda nasconde anche degli altri risvolti, forse un po’ più contorti che ruotano, in ogni caso, intorno alla difesa del proprio posto di lavoro. Dietro lo sciopero ci sarebbe, infatti, la rabbia dei lavoratori degli ex consorzi di bacino dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le due ordinanze dell’anno 2001 con cui sono stati assunti duemila di loro. Diverse centinaia di lettere di licenziamento sono partite per molti di questi lavoratori, ma si teme che, alla luce della sentenza dei giudici amministrativi di secondo grado, possano scattarne molti altri ancora. Da qui il presidio ad oltranza in Piazza del Plebiscito, davanti a Palazzo Salerno, e lo sciopero. Si stanno inoltre contemporaneamente fermando i lavoratori delle discariche di Terzigno, di Serre, nel Salernitano e di Maruzzella, nel Casertano. Si rischiano così forti ritardi nei conferimenti dell’immondizia, a macchia d’olio, in tutta la regione. Un’emergenza che si teme possa sfociare in problemi d’ordine pubblico. È questo l’allarme. Tanto che dal commissariato per i rifiuti è partita la proposta di un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri per garantire agli oltre 220 lavoratori avvisati dalla “Comunicazioni di fine rapporto” un salario almeno fino alla fine dell’anno. Insomma c’è anche il concreto rischio di ripiombare in una nuova emergenza con tutto quello che ne consegue: spazzatura riversata nelle strade, aria malsana, cassonetti dati nuovamente alle fiamme. Un triste e penoso spettacolo già visto, come sappiamo, da queste parti. In realtà, anche da questa vicenda, appare ben chiaro come siamo ben lungi dal superamento di quella stessa emergenza, ormai datata un anno e mezzo fa, così come invece va sbandierando il governo Berlusconi e tutto il centrodestra.
SIAMO ALL’ ANTIPASTO - Secondo molti lavoratori questo potrebbe
essere solo un assaggio di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane. “I nodi verranno al pettine in autunno”, aveva del resto spiegato lo stesso sottosegretario Guido Bertolaso in audizione presso la commissione per l’emergenza rifiuti, riferendosi ai lavoratori degli ex consorzi di bacino. L’ultima ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri (28 agosto) intima ai comuni e alle rispettive municipalizzate, in vista della cessazione dei poteri commissariali, di prendersi in carico tutti i lavoratori dei disciolti consorzi di bacino. Tranne l’Asìa (che ne ha assunto 350), quasi nessuno dei comuni di Napoli e Caserta, che sono confluiti come ambito nel bacino unico Napoli-Caserta, sinora l’ha fatto. E con l’inizio dell’anno si ritroveranno senza lavoro e senza stipendi. Un’altra emergenza se il prefetto di Napoli Alessandro Pansa ha scritto una missiva urgente a 18 comuni del Napoletano perché il termine fissato dall’ordinanza è scaduto agli inizi di settembre, ma quasi nessuna amministrazione ha provveduto (l’ha fatto solo Melito due giorni fa e prima Capua, Curti e Macerata Campania) a prendersi in carico i lavoratori. “I comuni che s’avvalgono del Consorzio unico di Napoli e Caserta per la raccolta differenziata – scrive il prefetto in una lettera ai comuni protocollata il 10 settembre scorso – devono affidare il servizio alla società che svolge la raccolta mediante estensione del contratto con il contestuale trasferimento del personale dipendente del consorzio unico. Per questo facciano pervenire presso l’apposita commissione in Prefettura gli atti per verificare la legittimità dei contratti”. Nessun provvedimento è stato invece preso sinora; appesi ad un filo ci sono oltre 1100 lavoratori che diventano 3700 in tutta la Regione nella stessa situazione. “Alcuni comuni – accusa Mimmo Merolla segretario della Filas-Confsall - stanno varando le società di raccolta, ma assumono dipendenti all’esterno senza prenderli dagli ex consorzi come vuole l’ultima ordinanza. A breve scoppieranno grossi problemi”. Non è stato necessario attendere tanto. Come detto, sette sigle di sindacati autonomi hanno manifestato per le vie del Centro e hanno poi allestito il presidio proprio in mezzo alla Piazza. Contro la sentenza del Consiglio di stato che, di fatto, ha reso nulla circa duemila contratti di lavoro, prima di tutto. Ma anche contro “la strategia per eliminare i lavoratori dei consorzi per assumerne altri mediante altre ditte”, scrivono i sette sindacati in un volantino. In fondo al documento la minaccia, di cui da giorni sono al corrente anche gli uffici del ministero dell’Interno: “Il resto sarà determinato solo dagli esiti dell’ordine pubblico”.























[...] W i Casalesi. Così recitava uno striscione esposto ieri a Napoli, in Piazza del Plebiscito. Oggetto della contestazione il Commissario per l’emergenza rifiuti. Leggi la notizia alla fonte » [...]
non capisco lo scandalo: bisogna chiamare gli esperti, non trovate??
chissà, magari è la soluzione. Mai dire mai
Infatti, proprio non ricordo proteste delle popolazioni locali contro le discariche della Camorra s.p.a.
preferiscono vivere.
Beh, nemmeno vivere vicino una discarica di rifiuti pericolosi (quelli in cui si è specializzata la camorra) è tanto salutare.
Beh, nemmeno vivere vicino una discarica di rifiuti pericolosi (quelli in cui si è specializzata la camorra) è tanto salutare.
Non oso pensare a quello che potrebbe succedere a Roma
Mi chiedo quanto mai ne siamo usciti da questa emergenza (fatto salvo la tv ed i media)?
per servirvi….
contesto il taglio al mio nobile nick cui mi costringe il demonio
io non vedo nulla di tragico, le strade del centro sono pulite così come è pulita la villa comunale e via Caracciolo dove porto i miei frugoòetti a fare i bisognini, poi puliscono gli operai ecologici addetti ai bisognini
si, c' è il problema della localizzazione delle discariche, ma le hanno messe in periferia, lontano dalle mie proprietà
quindi me ne fotto
diconoi che alcuni cammorristielli stanno morendo di tumore a causa della discarica, ma io che ci posso fare, sono loro che abusivamente si sono messi vicino ad un cesso
dicono che si inquinqno le falde acquifere,,,,,,,
me ne fotto anche di questo, i miei cagnolini bevono solo acqua minerale del Vulture, dove l' aria è più frescolina
ti saluto popolo…
Principe devo darle ragione. E poi i suoi cagnolini a furia di bere l'acqua del Vulture, faranno pure delle mega pipì, ma resteranno per sempre cuccioli… Quindi aumenterà pure il loro valore (per se già apprezzato dal suo nobile casato e lignaggio).
Ossequi.
Si scherza scioccamente su di un problema che non è grave ma addirittura esistenziale. La criminalità ha raggiunto un livello che ad occhio e croce aveva a Chicago negli anni venti. Interi quartieri e città del Meridione sono sotto il controllo dei Politici sponsorizzati dalla Criminalità, se questo Vi sembra motivo di “scherzo” approfittate, Lonato Pozzolo Pcia. di Varese, è pieno NORD, informatevi sulle indagini della Magistratura, (Guardie o Ladri Vi può illustrare), Fondi è a un passo da Roma e LI C'E' IL GOVERNO. Ma governo di chi? Chi guida questo Governo? Leggete LA PADANIA dei primi giorni di Luglio 1989, Leggete le 11 domande che LA PADANIA fece a Berlusconi relative alle SUE frecuentazioni Mafiose! Certo, oggi sono fratelli di SANGUE, Silvio e Umberto.
maledetto sia quell' uomo o quella donna che vuol privare del giusto piacere dello scherzo un popolo privato pure della prole che per vivere deve fuggire dalla natia terra
maledetto sia chi si presume di stabilire la linea di demarcazione tra lecito e l' illecito dello scherzo
maledetto sia il oresunto detentore di tutte le verità
Maledetti siano coloro che scherzano sulle sofferenze altrui, che deridono i poveri e gli oppressi, che avendo la pancia piena si fanno burla degli affamati.
CASTIGAT RIDENDO MORES
fesso, gli antichii già lo sapevano
e tu no
fesso !
[...] questi consorzi di bacino ce ne siamo occupati qualche tempo fa, in questo articolo in cui gli stessi lavoratori mettevano in guardia dal possibile rischio d’infiltrazioni della [...]