Sport

De Laurentiis prenda Moggi

28 settembre 2009

Questa rubrica ne sta indovinando pure troppe. Per i miei gusti. Fortuna. Un esempio.

Non abbiamo fatto in tempo, a proposito dei famigerati dissidenti, a dare del negriero ricattatore però con buona stampa al presidente della Lazio, Lotito. Che nella stessa settimana l’Assocalciatori s’è svegliata e ha cominciato, tardivamente, una denuncia sacrosanta. Non ne rivendico ovviamente alcun merito: stupisce semmai l’evidenza dei fatti e la loro percezione. Qui si augura a Pandev e Ledesma in particolar modo di vincere l’odiosa battaglia per la sopravvivenza. Lotito è un personaggio bislacco, uno di quelli che compra Amalgama in un latino come quello di De Sica nella pubblicità o non lo compera per risparmiare soldi ma non il farci la morale, un violento cavilloso, fondamentalmente un volgare da scuole serali sempre in bilico tra lo scherno. Ed il reato. Avevo poi descritto il meccanismo delle compensazioni arbitrali che affliggeva e consolava il Napoli, meccanismo di cui avrebbe profittato l’Inter nell’infrasettimanale e pagato poi dazio qualcun altro. Esatto. Ciack 01. Goal di Milito in chiaro fuorigioco. Ciack 02 e 03, con il Siena rigore netto non dato per fallo su Maggio compensato subito in questa casualissima altalena dal goal di Hamsik dopo un evidente fallo di Datolo. Il Napoli, dopo aver fornito a Milano una vergognosa ed anti-italiana dimostrazione di non conoscere la marcatura ad uomo in fase di non possesso almeno quando l’attacco altrui è schierato, ha cominciato in casa a fare punti per la zona Coppe. Obiettivo stagionale che resta lì e non si vede perché si debba abbandonarlo. E’ presto, che altro fare sino a Maggio. Se non sbagliare. De Laurentiis ha deciso, sbagliando, di rinunciare al direttore Pierpaolo Marino cacciandolo inelegantemente prima della gara dai microfoni di Sky.

IL RE BORBONE - Il presidente del Napoli che in una Italia romano-centrica parla, specie quando non vuole obiezioni o quando intende far pesare il suo essere anzitutto un grande uomo di mondo, la lingua di Testaccio non è nuovo a scivoloni di stile di questo tipo. Non è e non sarà mai un mangia allenatori. Farebbe un po’ Moratti (e poi c’era Marino ad impedirglielo). Che però faccia vergognare chi lo ascolta e chi gli sta vicino, è vero. Negli spogliatoi di San Siro durante l’intervallo è arrivato come un Gaucci ai suoi tempi. Ed ha pesantemente apostrofato la riserva di Buffon in nazionale, urlando come fanno i ricchi in barca quando son vicini al molo, hanno diverse donne al fianco, sono stati uomini che sanno vivere tutto il giorno(ma in calzoni corti), poi arriva il redde rationem di ancore ed ormeggi, fa freddo ed hanno un disperato bisogno di quelli che puzzano e li guardano e guardano le loro donne giù al molo e allora urlano. Urlano e poi urlano chissà cosa perché non sanno mai att( r )accare. Marino non meritava un congedo simile. E’ un uomo di campo che ha fatto sempre bene e il bene della società che l’ha comperato. I suoi soldi, i suoi ottocentomila netti l’anno, se li meritava. Se il Napoli ha un patrimonio giocatori presi dal quasi nulla e con il quale il presidente può rientrare quando vuole di tutti i soldi persi con operazioni errate, se il Napoli ha Hamsik, Santacroce, Lavezzi, Quagliarella, Gargano, e pure Contini, Cigarini, Maggio ed ancora mezzo Mannini e ancora altri, tutti nazionali o, Mannini, presto nazionali non lo deve certo al caso. Poi. Se si accusa Pierpaolo Marino, ex prete, ex arbitro, ex segretario particolare, uomo che ha lavorato e appreso e attinto e dato a mammole come Sibilia, Ferlaino, Allodi, Moggi, Adino Viola, i Pozzo in piazze come Napoli, Avellino, Roma, Udine e senza mai perdere un grammo di calma, di aziendalismo e di buon senso bisogna anzitutto esser titolati. Non dico quanto lui, ma almeno avere il rispetto verso il proprio danaro datogli. Se poi si accusa l’uomo che ha sbagliato due campagne acquisti su cinque e ne ha stravinte tre, l’uomo che al saldo tra entrate e uscite ha sbilanciato a suo favore il bilancio, il re indiscusso dell’ultimo mercato di non aver saputo costruire una società attorno a lui, allora. Un’accusa ridicola, considerando la realtà nella quale il sottoscritto, Marino e De Laurentiis stiamo. Siamo a Napoli, punto. Se siamo seri, certe cose non le pensiamo proprio. Se invece dobbiamo difendere una scelta indifendibile, come quella fatta da De Laurentiis, di prender l’inesperto e truce Donadoni siamo al pretesto. Ai futili motivi. All’ingiusta causa di licenziamento. Alla sceneggiata. Al Re Borbone che accusa di mala burocrazia chi gli è succeduto.

UNA SOLUZIONE - Se proprio ha dovuto cacciare il signor Marino, De Laurentiis prenda senza clamori, senza ruoli in società o rumori sulla stampa, a titolo del tutto personale vista la squalifica incombente il direttore Moggi. Visto che le regole del calcio sono stantie, qualche danaro in cassa c’è, la piazza la conosce perché sta sempre qui e c’è un esubero di organico da vendere, il presidente del Napoli assuma come consigliere personale per la campagna svendite l’uomo che venderebbe bene comunque anche non vi riuscisse, perché ci riuscirebbe il giorno dopo, l’uomo che venderebbe bene specialmente a questo punto. Con un Gennaio alle porte e qualche soldino reimmesso nel circolo del calcio dalle oramai concluse campagne abbonamenti. Tanto il calcio è una malattia, il calcio senza risultati una malattia mortale. E quindi urge riungere la ruota. Tanto la pretesa che il calcio salvi, come nel caso della Sla, dalla malattia con la beneficenza dura lo spazio di un evento. Di una dichiarazione d’intenti. Prendete Bologna, l’ex pingue Bologna ridotta alla fame da Gazzoni prima e dagli antimoggiani poi. Anche lì ci avevamo preso. Tanto male s’erano fatti. Inutilmente. Tanto piangersi addosso per non mescolarsi alla storia vera, reale, di un paese normale. Tante dichiarazioni, nessun acquisto, pochi stipendi in via d’estinzione. La ex orgogliona Bologna alla fine ha ceduto. Prima il patron della Virtus di basket, uno a Bologna meglio del Papa, che dico, di un portico, ha ammesso quel che tutti i tifosi stringi stringi volevano: meglio Moggi che la B. Poi si è passati per il momento ad un minimo di fatti. Sono entrati nell’organigramma della direzione sportiva due manager del giro giusto. E’ il primo passo: Bologna ha ceduto e perdendo ha vinto. D’altronde. Che Moggi sia una potenza l’ha dimostrato il pari felsineo a Torino a tempo scaduto. Come dire: basta la parola. E per gli irriducibili anti, quelli che due volte l’anno s’inebriavano di Bulgarelli e degli anni ’20 pur essendo nati negli anni di piombo, quelli che Gazzoni e Montezemolo e Mao tze Tung, una fatica in meno. Quelle due volte lì potranno fare come i galeotti che si sfidanzano con la playmate del mese: potranno anche dire di aver chiuso col calcio.

6 commenti a De Laurentiis prenda Moggi

  1. bastiancontrario

    Si può non licenziare in diretta stampa l'unico direttore generale che, secondo le agenzie, si permette di dire in diretta stampa prima della partita che lui Donadoni non l'avrenne mai preso?
    Non è mai successo in nessuna squadra e se de laurentis non l'avesse fatto avrebbe fatto meglio ad andarsene. poi de laurentis non sarà il top dei presidenti, ma se tutti sentono le cose che girano su marino…. la società con lui non sarebbe diventata una società seria.
    Spero per il napoli, anche se non me ne importa poi molto, che il prox DG ci riesca e porti un po di cultura societaria. Quando sento che uno come marino è bravo e fa bene, allora perchè quelli come moggi sono sbagliati?
    Se il calcio deve cambiare molti non possono essere di casa.
    qualcuno ci scansi costoro!

  2. ricchiuti

    “Si può non licenziare in diretta stampa l'unico direttore generale che, secondo le agenzie, si permette di dire in diretta stampa prima della partita che lui Donadoni non l'avrenne mai preso?”
    Si può se quello stesso presidente aveva già dichiarato: Donadoni ? Non lo prenderei più.

    “se tutti sentono le cose che girano su marino…. la società con lui non sarebbe diventata una società seria”
    Conosco bene le voci che girano su Marino. Dicono che abbia fatto la cresta. Uno che chiudeva l'ufficio nell'ora di spacco obbligando gli impiegati del Calcio Napoli a starsene in auto per evitare che si consumasse la corrente difficile faccia la cresta.
    Le voci che girano su Marino le conosco e so anche chi le mette in giro da cinque anni. La pletora di procuratori, allenatori, consulenti, manager, esperti e intrallazzoni che da Marino è stata tenuta lontana dal club. Conflitto d'interessi.

    “il prox DG ci riesca e porti un po di cultura societaria”
    Leggo che si pensa a Gerolin, scelta direi logica e razionale, il secondo di Marino a Udine.
    Sentito anche di Baldini. Direi che finalmente con Baldini il presidente non potrà più lamentarsi di non spendere gli attivi di bilancio: sono sicuro che ora che De Laurentiis è sicuro di essere un vero esperto, Baldini sia proprio l'uomo giusto al momento giusto per i suoi zecchini d'oro.

    “Quando sento che uno come marino è bravo e fa bene, allora perchè quelli come moggi sono sbagliati?”
    Probabilmente perché la gente s'affeziona più all'esistenza dell'Orco che all'idea scialba del lieto fine. O perché la gente preferisce credere che in agguato alle loro mitizzate esistenze ci siano pericoli non altisonanti ma mediocri proprio come loro.
    Non so perché diano dello sbagliato a Moggi, io sono un uomo pratico. Luciano Moggi conosce l'ambiente, ha vinto scudetto e Coppa Uefa qui, al Napoli in questo momento secondo De Laurentiis serve vendere per rientrare. Moggi è l'uomo adatto.
    Se non lui, si dia un incarico ufficiale in società ad uno del suo giro, un dirigente che sta facendo benissimo a Bari e che potrebbe lasciare Bari con l'arrivo di Burton.
    Anche lui conosce bene l'ambiente, anche lui ha lavorato già qui e sarebbe felice di tornare, si chiama Giorgio Perinetti, è più grasso e simpatico di Moggi e lavora benissimo anche senza soldi.

  3. se potevo fare copincolla correggevo la punteggiatura delle prime due frasi del post. così com'è non riesco a partire…

  4. ricchiuti

    La punteggiatura in questione, se parla del post, è perfetta.

  5. veramente quella frase che inizia con “Che” c'è da leggerla 4 volte per capire come riferirla alla precedente (infatti bisognerebbe anche aggiustare un po di virgole)
    ma non sono il tipo che insiste. contento lei.

  6. ricchiuti

    sta tutto a posto, se lei ha bisogno di leggere 4 volte per capire due frasi di un pezzo di sport c'è di peggio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>