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pubblicato il 24 aprile 2008 alle 09:02 dallo stesso autore - torna alla home

Un parallelo dalla similitudin sconcertante accomuna la Capitale con Londra. Ecco perchè nonostante le previsioni iniziali, in entrambi i casi le destre sono in rimonta.

Nei prossimi giorni sia la piu’ antica che la piu’ recente capitale del mondo saranno chiamate ad eleggere un nuovo sindaco. A Roma si rivota per il ballottaggio tra Rutelli (PD) ed Alemanno (PdL); a Londra la contesa e’ tra Ken Livingstone (Labour) e Boris Johnson (Conservatives) – turno unico con Brian Paddick (LibDems) terzo incomodo. Due citta’ che non potrebbero essere piu’ diverse accomunate da una rutale Roma chiama London (rispondi London!)dinamica politica sorprendentemente simile. In entrambi i casi, per esempio, il candidato di destra e’ un presunto ineleggibile: Alemanno suscita inevitabilmente associazioni di spranghe (e guardatelo qui che canta “giornate di rivolta con le spranghe in mano“). Boris e’ di tutt’altro stampo sociale, ed anzi non perdeva mai occasione – prima di diventare il candidato Tory per London Mayor, that is – di ricordare a tutti la sua storia di privilegio. Memorabile l’uscita contro Portsmouth, citta’ portuale del sud dell’Inghilterra, di cui Boris disse che c’erano troppi ciccioni, perdenti, e Labour MPs. Per uno che vuole diventare sindaco di Londonistan, non male anche la sua idea di Islam: “”Islam is the problem“, “”Islamophobia… seems a natural reaction“, “the most viciously sectarian of all religions in its heartlessness towards unbelievers” [].

TOO CLOSE TO CALL – Ma, contro ogni previsione, nè AlemannoBoris sembrano essere fuori gioco; ed anzi sono entrambi avanti nei sondaggi (per Alemanno dobbiamo accontentarci di voci; per Boris – trattandosi di paese civile – ci sono i numeri ufficiali). Questo clamoroso recupero delle destre e’ spiegabile, in entrambi i casi, da una combinazione di fattori locali e tendenze nazionali: a Roma il giudizio sul doppio mandato di Rutelli negli anni ‘90 e’ misto, ma e’ proprio il fatto che ai romani sia stato imposto unaltare della patria Roma chiama London (rispondi London!) ex-sindaco a spiegare perche’ una citta’ dominata per cosi’ a lungo dalla sinistra – e che continua a votare a sinistra anche quando il paese si sposta a destra – rischi di eleggere un picchiatore missino. Se ci aggiungiamo che e’ probabile che molti elettori di sinistra, sconfortati, diserteranno le urne, non e’ da escludere che Rutelli perda (e basta riprendere il margine con il quale Veltroni strapazzo’ lo stesso Alemanno meno di due anni fa per capire che terremoto sarebbe: 61,4% a 37,1%).

QUI LONDON – A Londra il fatto che Boris abbia anche una remota possibilita’ di vittoria e’ l’ultima testimonianza della crisi nella quale e’ precipitato il Labour da quando Brown ha sostituito Blair giusto in tempo per dover presiedere alla crisi economica – proprio lui, il Chancellor del miracolo. Pensate che solo due anni fa Boris provo’ a farsi eleggere rettore della mia universita’, Edinburgh University: venne stracciato da uno sconosciutissimo ambientalista scozzese. Alle considerazioni nazionali va poi aggiunto l’affaire Livingstone: l’attuale Mayor e’ un compagnuccio, tutto figlia di Che Guevara e apologia del terrorismo. Un eccentrico per cui non ci sarebbe posto nel New Labour, ed infatti lo cacciarono; ma non potendosi permettere di rinunciare a Londra, Blair fu costretto a scendere a patti con lui, riaccogliendolo. In realta’ tanta parte dell’elettorato Labour ha pochissimo tempo per lui; ma non e’ detto che cio’ finisca per aver un qualche effetto sul risultato finale.

londra(2) Roma chiama London (rispondi London!)SISTEMI ELETTORALI ‘INTELLIGENTI’ – Questo per l’interessante sistema elettorale che usano per l’elezione del Mayor of London. E’ infatti possibile esprimere una seconda preferenza, e nel caso che nessuno dei candidati raggiunga il 50 + 1, tutti i candidati tranne i primi due vengono esclusi, e si riconta includendo le seconde preferenze espresse da coloro che hanno votato per i candidati esclusi. Cio’ significa, per esempio, che e’ molto probabile che il vincitore venga deciso dalle seconde preferenze di LibDems, Greens, e labouristi che non se la sentiranno di dare il proprio primo voto a Livingstone. Ed e’ difficile immaginare che molti di questi possano votare Boris Johnson, l’ultimo simbolo dell’impresentabile destra che fu (anche se e’ possibile che si scambino le seconde preferenze – come ha lasciato intendere che fara’ Brian Paddick, dando la propria second preference ai Greens – finendo, in effetti, per rinunciare alla propria capacita’ di decidere chi tra Boris e Ken sara’ il prossimo Mayor of London).

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