La Cattedrale di St. Patrick, fiero baluardo della fede cattolica, si staglia nel cuore del cuore di New York, la Midtown. S’innalza in mezzo al deserto del relativismo culturale, si offre imponente alla vista della moltitudine di pecorelle che hanno smarrito fede e valori.
Alle spalle della cattedrale c’è la residenza dell’Arcivescovo di New York,
Timothy Dolan, che si è insediato ad aprile per volontà dell’attuale pontefice Benedetto XVI. A molti il suo nome non suonerà nuovo come quello di tal Carneade. Già arcivescovo di Milwaukee sulle rive del Lago Michigan, prima ancora rettore del Pontificio Collegio Americano del Nord a Roma dal 1994 al 2001, Timothy Dolan ora si trova ora a capo di quella che è considerata una delle più importanti e influenti diocesi americane, con all’attivo oltre 2 milioni e mezzo di cattolici su 5 milioni e 600 mila abitanti di Nuova York. Di parrocchie se ne contano 409, di sacerdoti oltre 1700, si aggiungano oltre 370 diaconi permanenti e appena, si fa per dire, 4.400 religiosi, una vetrina cattolica davvero notevole insomma. Il suo predecessore, il card. Edward Michael Egan, si era fatto apprezzare negli anni per la sua fama d’intellettuale, di raffinato pianista, ma soprattutto per il polso deciso con il quale è riuscito a risanare i debiti lasciatigli in eredità dalla precedente gestione della diocesi, dal cardinale John Joseph O’Connor.
L’ OMERTA’ SULLA PEDOFILIA - Dolan è stato sotto i riflettori dei media soprattutto durante il periodo in cui esplose lo scandalo dei preti pedofili, la sua posizione appariva di evidente condanna, nel 2004 infatti decise di pubblicare alcuni nomi di sacerdoti accusati dell’odioso reato. Eppure poi l’associazione delle vittime dei preti pedofili lo ha additato per l’omertà dimostrata e per la sua mancata collaborazione con le autorità che in molti casi non ha consentito si giungesse ad identificare i nomi dei preti ritenuti responsabili, rimasti tuttora impuniti. Le posizioni di Dolan sono apparse chiare fin dalla sua prima omelia in cui ha indicato la figura dell’arcivescovo Fulton John Sheen (1895 – 1979), vescovo ausiliare di New York, come «un eroe», tra i primi che utilizzò il mezzo televisivo per diffondere messaggi pastorali alla comunità. La sua visione della Chiesa è quella di una «mamma orso che reagisce quando i suoi cuccioli sono in pericolo». Non è stato necessario definirsi antiabortista e contro l’eutanasia, è bastato affermare che è un dovere salvaguardare la vita dei bambini che devono nascere e di coloro che stanno morendo a lasciarne dedurre la logica conseguenza. Chiara da subito anche la sua posizione sui matrimoni gay, di certo hanno dei diritti, ma di equiparare le loro unioni al matrimonio tradizionale e soprattutto eterosessuale è fuori questione. Ad arricchire notevolmente il dagherrotipo di Dolan l’intervista che ha rilasciato a Robert Kolker per il New York Magazine, alcuni passaggi dell’intervista svelano tratti inquietanti soprattutto sulle sue posizioni in merito all’omosessualità. La residenza dell’arcivescovo viene descritta come un tempio lussuoso e dall’arredamento ricercato, non si disdegna neanche il maggiordomo in divisa che su un vassoio d’oro e argento serve un bicchiere d’acqua. E un uomo energico e corpulento Dolan, che ama fumare i sigari e bere whiskey da buon irlandese. Stando a quanto dichiarato nel corso di una conferenza di vescovi americani tenutasi nel 2006 «gli atti omosessuali…violano il vero scopo della sessualità», ma anche stando a quanto viene affermato nel 1990 dalla Catholic Encyclopedia essere gay non «è una condizione normale, gli atti omosesessuali sono contro natura ed oggettivamente sbagliati».
COME BARACK OBAMA ? - La posizione di Dolan, secondo quanto
asserisce durante l’intervista, è di una diversità evidente che da un lato necessita rispetto e riconoscimento di alcuni diritti che non possono sicuramente includere quello del matrimonio. «Siamo schierati in difesa del matrimonio», spiega, «perché , il diritto al matrimonio è solo tra un uomo e una donna. » Sembra poi conciliante su alcuni diritti rivendicati dalle coppie omosessuali come la possibilità di poter visitare il partner malato, la copertura assicurativa, ma il matrimonio è fuori discussione. Si tratta di una posizione rilevante se si considera che il governatore di New York, David Peterson, si batte per consentire di legalizzare le unioni omosessuali. Impresa già tentata nel 2007 da Eliot Spitzer. La madre di Dolan vive nella zona di St. Louis, mentre suo padre, ingegnere aerospaziale, è morto nel 1977 per un attacco cardiaco. Monsignor Michael Curran, un prete di Brooklyn che conosce Dolan da molti anni gli riconosce molte doti che usa «per comunicare in modo efficace il messaggio spirituale. » Dolan è considerato un uomo prezioso dalla Chiesa, lui stesso ha raccontato durante un’omelia che Papa Paolo VI consegnò ai suoi genitori una collezione preziosa di rosari «per ringraziarli di aver affidato il loro figlio alla Chiesa. » Il suo libro motivazionale, Sacerdoti per il Terzo Millennio, è adottato ormai da anni in molti seminari, e gli piace parlare del sacerdozio come un calvario per cui l’ abnegazione non deve avere limiti. «La vera libertà è la libertà di fare tutto ciò che dobbiamo, non la libertà di fare quello che vogliamo. » Per esser chiari ha affermato che il sesso non è un diritto, lo è diventato erroneamente ad opera della cultura moderna fuorviante. «Non voglio fare confronti, ma per molti versi è come Barack Obama», così dice Padre Giovanni Duffell, un prete dell’Upper West Side a proposito di Dolan. «Sta bene nella sua pelle. E gli piacciono i preti, che è una grande cosa. Come nel caso di Obama, le aspettative sono alte. C’è necessità di una leadership in materia di immigrazione, di alloggi, di povertà, di ingiustizia. »
NESSUN COMPROMESSO - «Un aspetto che trovo frustrante del mio
ruolo pastorale », aggiunge, «è l’esistenza di questa caricatura della Chiesa, come una presenza oppressiva, patriarcale, medievale, mentre è vero il contrario.»Dolan rivendica il diritto e il dovere della Chiesa però ad esprimersi in merito a questioni importanti come l’aborto, senza alcun tipo di compromesso. In caso contrario sarebbe come se mettesse a rischio la sua stessa identità. L’aborto non può essere accettato, afferma con risolutezza Dolan, nemmeno in situazioni estreme come conseguenza di un incesto o di una violenza subita. Intrattabile anche la posizione della Chiesa sul tema dell’omosessualità. «Se sei stato tutta la vita gay e senti che questo è il modo in cui Dio ti ha fatto, Dio ti benedica», dice Dolan. «Ma vorrei comunque dire che questo non significa che si debba dare seguito a ciò. Dio mi ha creato con un temperamento piuttosto debole. Ora, io continuo a pensare che Dio mi ama, ma non posso agire in questo modo. Bisogna pensare come se Dio mi avesse creato con una particolare debolezza per il martini. Ora, bisognerà vigilare su questa debolezza.» «Quindi essere gay è un difetto caratteriale?»
«Sì» risponde Dolan all’intervistatore allargandosi generoso in un sorriso. «Non siamo forse nati tutti con difetti caratteriali? »























mi sa che di Martini l'arcivescovo se ne intende.
Bah, il paragone con il martini è veramente disgustoso.
ubriacona come sei, lo sapevo che ti colpiva
“Bisogna pensare come se Dio mi avesse creato con una particolare debolezza per il martini. Ora, bisognerà vigilare su questa debolezza.»”
Chissà perchè, ma molta gente tende a considerare i gay, persone tendenzialmente deboli.
Eccerto, non capisco perchè dovrei farne a meno
Ottimo il martini bianco con ghiaccio…vero MariaTeresa? un biccherino non fa male a nessuno…
a me questo arcivescovo piace
Di certo lei Juppes dev'essere astemio.
i commenti di classe sono sempre apprezzati (in realtà non sono sicuro di averlo capito totalmente, ma è sicuramente di effetto)
la comicità involontaria di ‘sti preti è fantastica: «Un aspetto che trovo frustrante del mio ruolo pastorale », aggiunge, «è l’esistenza di questa caricatura della Chiesa, come una presenza oppressiva, patriarcale, medievale, mentre è vero il contrario.» -orbene io mi sarò anche distratto, ma quante voci si son levate qui da noi contro una delle ultime bestialità di sedicesimo benedetto ratzinger, quella su i figli di divorziati o famiglie allargate orfani?
Ogni aborto è un bambino in meno, e questi qui i bambini piacciono assai. E' tutto chiaro.
Non facciamo di tutta l'erba un fascio…
E' bene puntualizzare che nell'intervista Dolan dice che piuttosto che nella residenza arcivescovile sarebbe stato molto più felice di essere stato intervistato in una “parish fish fry” (che non ho capito esattamente cosa sia, ma certo un posto per nulla regale).
Per il resto, simpatico. Molto.
Magnanimo, ma fermo nei principi.
[...] antiabortista e contro l’eutanasia, anche sui matrimoni gay ha le idee molto chiare: certamente hanno dei diritti ma è impossibile anche il solo equiparare le loro unioni al [...]
Intervistato, ma si da il caso che lo sfarzo nel quale vive non lo disdegni affatto. Evidentemente Deus vult.
Meno male che Dolan c’è!
Diamine se è forte!